Curatore: E. Zinato
Editore: Einaudi
Collana: Letture Einaudi
Anno edizione: 2017
Pagine: 115 p., Brossura
  • EAN: 9788806226619
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Descrizione
Un libro che raccoglie le diverse varietà della scrittura di Volponi, con esiti in molti casi non inferiori a quelli dei suoi più ammirati romanzi.

Chissà come è arrivata questa pestilenza: prende chi gli pare e nessuno sa come resisterle anche perché ci siamo arresi ancora prima di prenderla. Ormai è tardi.

"Volponi non ha mai pubblicato un libro di racconti, ma ne ha scritti in diverse fasi della sua vita. Questo volume li raccoglie tutti. Da Annibale Rama, centrato sulla messa a punto di un personal computer (nel 1965!) ad Accingersi all'impresa, la storia di un antiquario ossessionato dalla ricerca delle lastre di rame originali di alcune incisioni del Canaletto; da La fonte, il racconto di un mondo più violento e feroce che mai durante la peste a Siena nel 1348, a Iride, splendido ritratto di donna, una sindacalista che vive da sola in un quartiere popolare di Milano. E poi favole crudeli, apologhi politico-filosofici, e i racconti giovanili. "In Talete, come in altri racconti, si rende apprezzabile il tema volponiano della speranza utopica: si istituisce, infatti, una solidarietà fra l'utopia espressa sul piano dei significati (il saggio morente e sconfitto, toccato dalla luce, così come il tordo, il grifone, la suora degli altri racconti) e l'utopia espressa sul piano dei significanti, dove la lingua dei colori e dei corpi e le scaglie di luce, in prossimità della morte dei personaggi, parlano sempre del futuro, del non-ancora-esistente, riproponendo intatta l'unità di violenza e di grazia che sostiene l'intera scrittura di Volponi." (dalla prefazione di Emanuele Zinato)

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L’universo narrativo di Paolo Volponi è occupato quasi interamente dai romanzi, in particolare dalle stelle maggiormente luminose - Memoriale, Corporale e Le mosche del capitale – e da un certo numero di stelle meno brillanti, ma non meno belle da vedere (da leggere). Accanto a questo sta poi una sorta di universo parallelo, costituito dalle raccolte poetiche, che con il primo universo comunica in maniera pressoché ininterrotta. Ma per quanto numerose siano le stelle, ben pochi, al contrario, sono i pianeti, ossia i racconti: forma poco frequentata da Volponi, che non a caso l’ha regolarmente destinata a collocazioni periferiche. A leggere questa raccolta di racconti a cura di Emanuele Zinato, nove compiuti più tre prove giovanili, si percepisce immediatamente la luce riflessa - per restare alla metafora astronomica - di cui brillano. 

Questa luce riflessa, tuttavia, non implica una minore qualità letteraria, che anzi in alcuni dei testi qui raccolti è davvero smagliante, come nel caso del bellissimo Accingersi all’impresa, risalente al 1967 e già manifestamente collocato nell’orbita di Corporale. Oltre alla pura e semplice qualità della scrittura che vi si può rinvenire (in particolare in quelli degli anni Ottanta, la fase più feconda del Volponi autore di racconti), in questi testi si trovano sovente i nuclei generativi e addirittura alcuni frammenti paralleli dei romanzi, tanto che è possibile individuare delle parentele tra i personaggi che li animano e quelli delle opere maggiori. È evidente, infatti, il legame che unisce l’antiquario di Accingersi all’impresa all’avvocato Trasmanati di Corporale, imparentati dalla comune passione divorante per il collezionismo; ed è altrettanto evidente come il protagonista del breve racconto Talete rimandi, con quell’impressionante atto di autofagia che mette in scena, al nano Mamerte del Pianeta irritabile. Ci sono poi figure, come la giovane Iride del racconto omonimo, che sembrano estratti di peso da un romanzo volponiano, in questo caso Le mosche del capitale.

Non sono esclusivamente i personaggi a unire questi racconti ai romanzi: ci sono anche e soprattutto i temi che percorrono, in maniera più o meno sotterranea, la scrittura volponiana. Altri racconti rappresentano invece la passione, forse addirittura l’ossessione, che Volponi ha nutrito per la pittura. Quello che la tematizza in maniera esplicita è ovviamente Accingersi all’impresa , in cui un antiquario si prepara alla ricerca di alcuni «rami» del Canaletto, ma che, soprattutto, inaugura una fase nella quale la scrittura volponiana si fa più densa e materica (quasi a imitazione degli amati barocchi), assume una spiccata qualità ecfrastica, con un debito alquanto palese nei confronti dei «logogrifi verbali» di Roberto Longhi. 

E dunque, per quanto siano composti da materiali ridotti, magari addirittura di scarto, questi racconti sono fatti della stessa materia delle stelle.

Recensione di Massimilinao Manganelli.

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Indice

Prefazione di Emanuele Zinato

Note al testo

I racconti

I Annibale Rama

II. Accingersi all'impresa

III. Un re cieco

IV. Tordo balordo hai voluto morire

IV. La fonte

V. Una suora

VI. Iride

VII. Nerone

VIII. Talete

Racconti giovanili

IX. «Per me è l'angolo più tranquillo...»

X. Piragna

XI. «Novembre è il mese...»