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Il racconto dell'antenato. La grande storia dell'evoluzione
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Il racconto dell'antenato. La grande storia dell'evoluzione - Richard Dawkins - copertina
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Descrizione


Prendendo come archetipo narrativo i "Racconti di Canterbury", il racconto di Dawkins riporta il lettore indietro di quattro miliardi di anni nella storia del pianeta, alla scoperta dei comuni antenati di ogni forma vivente, fino a incontrare i primissimi organismi.
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Dettagli

2006
17 ottobre 2006
597 p., ill. , Rilegato
9788804560005

Valutazioni e recensioni

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Patrizia
Recensioni: 5/5

Massimiliano è un creazionista...Dawkins un grande! lo consiglio caldamente!

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massimiliano
Recensioni: 1/5

Tremendamente noioso....incredibilmente faticoso da leggere...ottimo per prendere sonno....se non avessi visto tutti 5 come voto non l'avrei certamente acquistato...

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elisabetta
Recensioni: 5/5

Una esauriente sintesi evolutiva della storia della vita. Un libro bellissimo per chiunque ma assolutamente indispensabile per chi si occupa di scienze naturali e biologiche. Un libro che spiega molti aspetti della biologia e allo stesso tempo suscita tante domande, come e' giusto che sia. E con uno stile assolutamente piacevole e divertente, ma non potrebbe essere altrimenti da parte di un maestro della divulgazione, alla pari del suo "rivale" Stephen Gould.

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Voce della critica

Il cavaliere, il monaco, il marinaio, con i loro racconti animano un grande affresco storico e morale, il viaggio meraviglioso di trenta pellegrini a Canterbury, nel capolavoro di Geoffrey Chaucer, come l'ergasto, l'armadillo, la salamandra, la spugna illustrano le tappe dell'evoluzione della vita sulla terra, nell'opera enciclopedica di Richard Dawkins. Questo stesso artificio retorico-letterario ci dice già molte cose sul suo autore, Richard Dawkins. Professore di Public Understanding of Science a Oxford, influente teorico dell'evoluzione, etologo, polemista, ateo dichiarato (cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Dawkins), è uno degli scienziati che più echi ha evocato nella cultura contemporanea. Molti ricordano l'espressione, potente e ricca di fraintendimenti, "il gene egoista", che ha dato il titolo alla sua opera più fortunata, e di cui ricorre nel 2006 il trentennio dalla pubblicazione. Il ricordo di questa fausta data è stato solennizzato da libri e convegni, coinvolgendo personaggi di grande fama, come il filosofo Daniel Dennett, oppure lo scrittore Ian McEwan, e sedi apparentemente anomale come la London School of Economics. Come ha scritto David Queller in un'appassionata recensione – "Science", 2006, n. 313 – del libro che è stato dedicato all'autore (Richard Dawkins, How a Scientist Changed the Way We Think, a cura di Alan Grafen e Mark Ridley, Oxford University Press, 2006), l'idea pericolosa, il segreto osceno che Dawkins ci ha proposto è che il corpo (con espressione da salmo, flesh, carne) non è che una macchina di sopravvivenza per i nostri geni. In realtà, la teoria dei replicatori "egoisti" ha stabilito un potente impero gene-centrico nell'ambito del pensiero evoluzionista contemporaneo, ma si è anche modificata significativamente alla luce della nuova genetica. La sua impostazione iper-selettiva aveva innescato polemiche violente, contrapponendo Dawkins a un altro grande studioso dell'evoluzione, Stephen Jay Gould, scomparso prematuramente pochi anni fa. Quelle polemiche erano state però superate per fare fronte unito contro il creazionismo e la sua creatura recente, l'insidioso sofisma del Disegno intelligente.
L'attenzione agli intrecci fra evoluzione biologica e cultura ha fatto proporre a Dawkins un altro termine di grande successo, "meme", in parallelo a quello di gene biologico, per definire quelle unità di cultura capaci di replicazione e diffusione, quasi fossero dei virus intellettuali. Come ricordavo in una mia scheda su Il cappellano del diavolo (Raffaello Cortina, 2004; cfr. "L'Indice", 2005, n. 4), i suoi libri nel complesso hanno dato uno straordinario impulso al dibattito sull'evoluzione, ma, più in generale, alla ricerca empirica e all'interesse per gli intrecci fra biologia e filosofia. Il racconto dell'antenato è un libro di grande stazza, splendidamente scritto e illustrato, che seguendo il canovaccio del viaggio ci porta dall'essere umano attuale, giù per i rami, sino agli antenati più lontani. In trentanove serie di rendez-vous con organismi diversi, che spesso ci affabulano con le storie dei loro adattamenti all'ambiente, viene costruita una storia naturale al contrario, che si spinge a cercare i meccanismi e i processi giù giù, sino all'origine della vita. Richard Dawkins è studioso accorto e subito mette in guardia contro alcuni possibili equivoci, quale ad esempio la "presunzione del senno di poi", l'idea che il passato abbia l'unica funzione di produrre il nostro presente. Oggi, citando Mark Twain ("la storia non si ripete, ma fa rima"), continua la ricerca di modelli e principi generali, ma con prudenza. Nello stesso tempo, questo libro rimane idiosincratico e sanguigno, confermando l'idea che Richard Dawkins ben si sia meritato l'epiteto di "rottweiler" di Darwin, come a suo tempo il grande anatomico Thomas Huxley aveva guadagnato quello di "bulldog". Il libro si chiude con l'addio dell'oste, una nuova citazione di Chaucer. Dawkins ci restituisce così i sensi di pietà e reverenza contenuti nel concetto di "pellegrinaggio", ma non per bigotteria, quanto per rendere giustizia – qui e ora – alla sublime, immanente magnificenza della natura.
  Aldo Fasolo

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Conosci l'autore

Richard Dawkins

1941, Nairobi

Richard Dawkins (Nairobi 1941), biologo evolutivo, membro della Royal Society e della Royal Society of Literature, ha ottenuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo, fra cui il Premio Cosmos 1997. Nel 2008 ha lasciato la cattedra Charles Simonyi di Comunicazione della scienza a Oxford, ma è rimasto fellow del New College. Tra le sue opere di grande successo sui recenti sviluppi della biologia moderna: Il gene egoista (Zanichelli 1979; Mondadori 1995), Il fenotipo esteso (Zanichelli 1986), L'orologiaio cieco (Rizzoli 1988; Mondadori 2003), Il fiume della vita (Sansoni 1995), Alla conquista del Monte Improbabile (Mondadori 1997), L'arcobaleno della vita (Mondadori 2001), Il cappellano del diavolo (Raffaello Cortina 2003), Il racconto dell'antenato (Mondadori 2006), L'illusione di Dio...

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