Il racconto della serva Zerlina

Hermann Broch

Traduttore: A. Vigliani
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2016
Pagine: 77 p., Brossura
  • EAN: 9788845930690
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Descrizione

In un interno aristocratico e decaduto, la serva Zerlina racconta con foga implacabile la storia di una passione demoniaca e di una feroce sete di rivalsa.

Quando Hannah Arendt lesse questo racconto, così ne scrisse a Broch: «È una delle più grandi storie d'amore che io conosca e personalmente quella che mi è forse più gradita. Qualcosa di così meraviglioso, scritto interamente dalla prospettiva di quell'indimenticabile che risalta solo nel materiale di ciò che si è dimenticato». In un interno aristocratico e decaduto, la serva Zerlina racconta con foga implacabile la storia di una passione demoniaca e di una feroce sete di rivalsa, e svela la sua vendetta, di raffinata perfidia, ai danni del Signor von Juna, fatuo avventuriero che già nel nome ricorda il Don Giovanni – così come la stessa Zerlina e la padrona Elvira. Il suo furore finirà per travolgere tutto e tutti, anche l'impostura della rispettabilità coniugale in un'Austria prossima alla rovina, dove i presunti non-colpevoli «affondano» per dirla con Broch «nella colpa etica», in una «colpevole non-colpevolezza».

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Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    16/08/2016 09:06:13

    Non mi piacciono i racconti a tema e questo lo è, la costruzione in più è cervellotica, come, in più, tocca sorbirci nella post fazione, e tutto è molto freddo. "La verità vi prego sull'amore"... io qui non la ho trovata, nonostante le pretese. Anna Arendt ha detto che a suo parere questo è uno dei più bei racconti sull'amore: mi spaventa un po' essere in disaccordo con lei, ma tant'è. Anche la scrittura, o la traduzione, è complessa ed antiquata. Insomma non mi è piaciuto anche se è indubbio che non è un testo trascurabile come anche il suo autore. Probabilmente anche l'aura di misoginia o almeno la scarsa conoscenza dell'animo femminile, insieme alla pretesa di descriverlo mi hanno influenzato. Leggetelo ma io non ve lo consiglio!

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    lina

    08/05/2016 22:43:40

    breve, incisivo, trascinante. ma sono d'accordo con il commento precedente: ne avrebbe guadagnato se pubblicato nel "romanzo di racconti" che era il suo contesto originale.

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    Cristiano Cant

    04/04/2016 11:18:49

    Mezzo spiffero critico, ma appena quel mezzo che può senz'altro trovarsi di fronte attenuanti sacrosante che l'editore conosce e a chi scrive ovviamente sfuggono: perché pubblicare lo splendido spezzone di Zerlina e non l'intero che nella vecchia edizione lo inglobava, quel picco sommo che ai natali faceva "Gli incolpevoli"?Romanzo prodigioso, tragico, geniale era un magnifico Struzzo Einaudiano ormai fuori commercio. Certo ogni lettore cadrebbe subito in inutili svarioni logistici, editoriali e terzi al suo status di nuotatore interiore, e la mia nota probabilmente ora vive di eccessi e arroganze che davanti al trono Adelphi nessuno dovrebbe vantare. Ma sia, il vero amore sa trovare gli aghi anche per riannodare crepe sul granito. E poi basta il brano allegato a spingere su soffitte celesti questo capolavoro; lo dedico a chi potrà imbattersi in questo mio frammento e a chi vorrà poi unirsi in altre recensioni: "E' dall'indimenticabile che noi siamo sorretti. Con quello che viene dimenticato diamo da mangiare al tempo, alla morte, ma l'indimenticabile è un dono della morte a noi, e nell'istante in cui noi lo riceviamo, in quel preciso istante, siamo qui dove siamo ma anche là dove il mondo precipita nel buio. Perchè l'indimenticabile è un pezzo di futuro, è un pezzo che ci viene regalato in anticipo, di quell'atemporalità che ci porta e che attenua la nostra caduta nel buio, in modo che essa diventa quasi un dolce scivolare. L'indimenticabile è un attimo di maturità uscito da un numero infinito di preattimi, presomiglianze, e da quelli sorretto, l'attimo in cui ci accorgiamo che formando veniamo formati, siamo stati formati". Un cinque meno qualcosa dalle mie parti si arrotonda senza obiezioni. Abbracci.

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