La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose

George R. R. Martin,Gardner R. Dozois

Traduttore: T. Albanese
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 21/06/2015
Pagine: 440 p., Rilegato
  • EAN: 9788804650645
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    Alessandro

    02/01/2018 16:15:18

    Il secondo volume contenente i racconti sul tema delle “donne pericolose”, scritti da autori diversi e quindi con uno stile molto vario. Con questa prospettiva è ovvio che alcuni potranno piacere o no a seconda del lettore, a me personalmente alcuni sono piaciuti, altri non molto. Comunque, nonostante il nome di Martin sulla copertina, non c’è niente scritto da lui.“Ombre per Silence nelle Foreste dell’inferno”apre il libro in modo apprezzabile, un racconto con un’ambientazione cupa e singolare.“Una regina in esilio” è il mio secondo racconto preferito, nonostante le dimensioni ridotte descrive parte della vita di Costanza d’Altavilla in modo fluido, abbastanza accurato e con un delizioso momento divertente.“La ragazza nello specchio” è un racconto carino ma non mi è parso nulla di eccezionale, non merita di dare il titolo al libro.“Seconda arabesque, con delicatezza” si svolge in un futuro post-apocalittico dove la società è andata completamente in pezzi, in un mondo terribile e interessante.“Una città da risuscitare”è un racconto suggestivo, con un’ambientazione particolare e decadente, pur non essendo tra i miei preferiti.“Vergini” non è tanto male, ha una bella ambientazione ma non mi ha particolarmente coinvolto.“L’inferno non ha furia” non mi suscitato alcun interesse.“La sentenza” è anch’esso ambientato in un futuro post-apocalittico però, nonostante l’apparente durezza, secondo me è più ottimista, visto che i sopravissuti si sono riorganizzati. Mostra anche l’importanza di avere una legge dura e inflessibile, soprattutto in situazioni estreme e la “donna pericolosa” è tra le mie preferite: dura ma giusta.“Il nome della bestia” forse ad altri potrebbe piacere, io sono rimasto piuttosto indifferente.“La cura”è abbastanza carino e, in una certa misura, interessante, non mi è particolarmente piaciuto ma non è neanche tanto male.“Le bugie che mia madre mi ha detto” è l’ultimo e il migliore! Emozionante, avvincente e innovativo. Mi ha appassionato fin dall’inizio

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