I ragazzi della Nickel - Colson Whitehead - copertina

I ragazzi della Nickel

Colson Whitehead

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Traduttore: Silvia Pareschi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 3 settembre 2019
Pagine: 216 p., Rilegato
  • EAN: 9788804713227
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Vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa 2020

Dopo La ferrovia sotterranea, il capolavoro letterario che gli è valso il Pulitzer e il National Book Award, Colson Whitehead scrive un altro romanzo magistrale facendo luce ancora una volta su un angolo buio di storia americana.

«Così come aveva fatto con "La ferrovia sotterranea", Whitehead parte dalla storia per approdare al romanzo, raccontando attraverso un'opera di finzione gli angoli più bui del proprio Paese. Da amante di Gabriel García Marquez, il genere letterario con cui ama misurarsi è il realismo magico, di cui è maestro sin dai tempi dell'esordio con "L'intuizionista". Ancora prima dell'arrivo in libreria, "I ragazzi della Nickel" fa già parlare di sé: "Time" ha dedicato la copertina dell'8 luglio proprio a Whitehead, osannandolo come "narratore d'America", lo scrittore "che porta i lettori in un presente inquieto" attraverso un lavoro di scavo nel passato [...] Con "I ragazzi della Nickel" Colson Whitehead, protagonista a settembre del Festivaletteratura di Mantova, prosegue questo percorso di riappropriazione dell'identità afroamericana: narrare il passato tragico per cercare di vivere in pace il presente, ricostruire la "tradizione del nero", come la definiva James Baldwin, e riconferirle la dignità schiacciata» - La Lettura

«Colson Whitehead è uno dei più grandi scrittori americani viventi» - Time

«Lo scrittore statunitense costruisce uno spazio di invenzione in cui la verità storica guadagna uno statuto di verità diversa: verrebbe quasi da dire superiore, perché i ragazzi della Nickel non sono solo Elwood, Jamie il messicano e gli altri. Sono tutti quelli di cui nessuno racconta, vivi o sepolti, in ogni caso dimenticati. » - Robinson

Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche nell’enclave nera di Frenchtown (Tallahassee) ed Elwood Curtis, un ragazzino abbandonato dai genitori e cresciuto dalla nonna, assimila tutte le massime e gli insegnamenti di Martin Luther King. Pieno di talento e molto coscienzioso, sta per iniziare a frequentare il college del posto, quando incautamente accetta un passaggio in auto. Ma per un ragazzo nero dei primi anni Sessanta, anche l’errore più innocente può rivelarsi fatale. Elwood viene spedito in un riformatorio chiamato Nickel Academy, la cui missione è provvedere a un’educazione fisica, intellettuale e morale così che il piccolo delinquente possa diventare un uomo onesto e rispettabile. Questo sulla carta. Perché nei fatti la Nickel Academy è un vero e proprio labirinto degli orrori.
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    Maria

    07/09/2020 18:54:38

    Anni 60 Florida, in piena rivoluzione razziale, la storia narra di un ragazzo che per sbaglio deve frequentare una scuola correttiva. Un romanzo che parla di razzismo, di fratellanza, di ingiustizia, del senso di impotenza adolescenziale. Breve, intenso, pieno di temi attuali, semplicemente stupendo

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    enrico

    27/07/2020 09:30:19

    Buon libro, anche se non mi ha colpito più di tanto (per certi aspetti mi ha ricordato molto il film Brubaker con Robert Redford). Molto bello invece, e sorprendente, il finale.

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    Francesca Stucchi

    21/07/2020 14:46:18

    Anni Sessanta, Florida. Nel quartiere afroamericano di Frenchtown un ragazzino sogna al ritmo dei discorsi di Martin Luther King, immaginando un futuro in cui tutti i suoi coetanei avranno libero accesso a Fun Town, il parco divertimenti della zona, e pomeriggi passati tra i corridoi di un college. Il disco, ormai usurato, dei discorsi del Reverendo, Martin Luther King at Zion Hill, è un regalo dell’unica donna con cui vive, sua nonna Harriet che, a causa del razzismo, ha perso quasi tutta la sua famiglia. Al college, anche se di serie B, Elwood Curtis, viene ammesso, ma, come purtroppo anche oggi accade, il primo giorno di lezioni si trova nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con la persona sbagliata e, l’unica scuola ad aprirgli le porte, sarà la Nickel Academy, un inferno travestito da riformatorio maschile per riabilitare giovani che, spesso anche senza esserlo, vengono considerati delinquenti. Alla Nickel, chi finisce nella sezione nera, sa, che l’unica Casa Bianca che probabilmente vedrà in vita sua, sarà un ex deposito degli attrezzi utilizzato per le torture, in cui, gli sfortunati ospiti, verranno accarezzati da Bellezza Nera, un cinghia in grado di lasciare ferite sulla carne e nell’animo. Dalla Nickel non si scappa. Se si vuole uscire prima del tempo l’unica soluzione sembra essere quella di farsi portare sul retro, dove dei ganci appesi a un muro sono profezia di una sparizione di cui nessuno saprà nulla. Forse, però, per Elwood ci sono altre possibilità. La voce narrante è diretta, un susseguirsi di frasi brevi e coincise che, spesso, seguono il ritmo dei pensieri dei personaggi, il loro gergo e le loro cadenze. La violenza c’è, ma, a mio parere, Colson Whitehead, riesce a renderne la lettura sopportabile, inserendola in un quadro a più piani temporali. E ora arriviamo a quello che mi è piaciuto di più. Preparatevi a un finale spiazzante e toccante che vi costringerà a rivedere sotto una nuova luce tutto ciò che avete letto.

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    Silvia

    12/07/2020 10:27:42

    Romanzo molto attuale, avvincente, crudo, profondo e socialmente utile. Molto scorrevole nella lettura, la fine è imprevedibile. Non scrivo altro se non consigliatissimo!

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    Loris

    06/07/2020 10:07:36

    Questo secondo Pulitzer di Whitehead nel complesso mi è parso meno riuscito de ‘La ferrovia sotterranea’, pur essendo un’opera valida. La prima parte del romanzo procede senza sussulti e risulta quasi didascalica: la descrizione del contesto storico-sociale e l’esposizione del tema civile prevalgono sulla sviluppo dei personaggi. Anche sul piano stilistico, la scrittura ha un passo piano che forse ambisce al classico, ma non accende l’immaginazione del lettore. Col passaggio nella Nickel, la contaminazione col racconto di formazione offre episodi più accattivanti, per quanto a volte prevedibili (penso al capitolo dedicato all’incontro di pugilato: lettura godibile, ma dall’esito facilmente immaginabile). L’ultima parte si snoda in modo efficace su diversi piani temporali, fino ad un finale non scontato ed emotivamente intenso. Insomma, l’intento di Whitehead è meritorio, il suo è un racconto-reportage che ricorda il passato per parlare al presente: semplicemente, la stessa operazione a mio parere ha avuto un esito più felice con la ‘Ferrovia’, costruita su un’invenzione forse surreale (ricondotta a un tocco di ‘realismo magico’), ma intrigante e ben articolata.

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    Baldovino

    29/05/2020 14:10:12

    Stupendo. Forse il migliore tra i libri contemporanei. La tematica è importante, anche ostile, ma l'Autore scrive benissimo e la affronta degnamente. A tratti doloroso ma imperdibile.

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    Domenico

    24/05/2020 19:33:17

    Un’orribile “casa di rieducazione “ per ragazzi soli, sbandati, abbandonati , preda di uomini violenti, percossi sino alla morte . È qui che viene trasferito Elwood un ragazzo di colore vittima di un’ ingiustizia ed è qui che inizia la sua resistenza ad disumano, armato solamente dei discorsi dì Luther King, “ metteteci in prigione noi vi ameremo ancora, ma state certi che vi logoreremo con la nostra capacità di sopportazione e un giorno conquisteremo la nostra libertà” Una potente storia di razzismo e sopraffazione del secolo scorso ma con ombre che si allungano a sfiorare in nostri giorni. Un romanzo che lascia il segno.

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    Samuele

    16/05/2020 07:38:16

    Di Colson Whitehead avevo già letto tempo fa "La ferrovia sotterranea", quindi ero preso bene quando ho iniziato a legere "I Ragazzi Della Nickel". Ciononostante il libro mi è sembrato mancare di qualcosa rispetto al precendente, pur riuscendo ad assestare qualche duro colpo allo stomaco del lettore. La storia è quella di Elwood Curtis, ragazzino di colore che per un infausto destino, senza avere colpa alcuna, finisce a scontare una pena in un carcere correttivo destinato appunto ai ragazzi di colore, tra soprusi e maltrattamenti che poco hanno a che vedere con un corretto regime carcerario. Un viaggio nella memoria, negli anni '60 di quegli Stati Uniti che covano sottopelle il germe del razzismo, così difficile da eradicare - ragion per cui queste storie servono da vaccino e devono essere diffuse il più possibile. Manca un po' di approfondimento circa il passato di diversi ragazzi prigionieri della Nickel, forse perché il focus è tutto su Elwood, ma ciononostante resta una lettura che fa male, che serve perché ci si ricordi che al di là del colore della pelle, erano solo ragazzini.

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    Alessia

    14/05/2020 22:22:43

    Spiace dirlo ma è un libro senza lode e senza infamia. Dall’autore mi aspetto molto di più

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    Eleonora

    14/05/2020 15:45:38

    E’ stata per me una doccia fredda scoprire di questo ragazzino che accetta un passaggio in un auto e poi vede la sua vita cambiare in peggio. In un universo afroamericano in cui si troverà a muoversi in un labirinto degli orrori. Già il nome del riformatorio Nickel Academy mi ha fatto venire i brividi. Suspense assicurata.

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    Laura

    13/05/2020 02:23:10

    Elwood, un ragazzo di colore, viene ingiustamente accusato di aver rubato un'automobile. La sua vita è segnata: trascorrerà la sua adolescenza in un riformatorio e penitenziario giovanile, realmente esistito in Florida. Un luogo di soprusi, sopraffazione, violenza gratuita ed esecuzioni sommarie. Ambientato negli anni sessanta, quando la pelle nera è un marchio capace di precluderti ogni libertà, I ragazzi della Nickel è un romanzo che racconta le atroci violenze subite dagli afroamericani e le lotte per i diritti civili, che hanno come sottofondo le parole trascinanti di Martin Luther King. La penna di Whitehead è cruda e diretta, conquista il lettore e lo trascina in un girone infernale, un vero e proprio labirinto degli orrori. Una storia che merita di essere raccontata e che consiglio vivamente a tutti.

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    Angela

    12/05/2020 14:52:33

    Una storia agghiacciante, realmente accaduta, sebbene in parte romanzata. Premio Pulitzer 2020: scrittura accessibile, stile pulito, trama da restarne shockati. Bello!

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    Polvere d'inchiostro

    11/05/2020 18:16:07

    Come già per "La ferrovia sotterranea" anche con questo libro Whitehead vince il premio Pulitzer. Primi anni Sessante, Florida. Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche nel quartiere afroamericano. Un ragazzino al suo primo giorno di scuola accetta un passaggio su un'auto rubata. Viene spedito alla Nickel Academy, una scuola riformatorio, dove si troverà a fare un viaggio nell'inferno. Da leggere assolutamente!

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    emanuele

    11/05/2020 12:51:39

    Amo Whitehead e questa sua ultima fatica non delude. Storia avvincente scritta magistralmente.

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    emanuele

    11/05/2020 12:50:26

    Amo Whitehead e questa sua ultima fatica non delude, anzi. Storia avvincente scritta magistralmente.

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    fede

    23/02/2020 16:04:14

    Già dall'incipit l'autore ti introduce nella sconvolgente esperienza di un giovane nero finito per errore in un riformatorio negli anni della segregazione razziale americana. Libro di forti emozioni, che vivamente consiglio di leggere.

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    pici62

    27/10/2019 20:44:51

    Negli Stati Uniti segregazionisti degli anni ’60, Elwood Curtis è un ragazzo di colore di Tallahassee, in Florida, che vive con la nonna dopo che i genitori sono partiti verso Ovest in cerca di fortuna. È molto ligio alle leggi ed è convinto che solo studiando e combattendo le discriminazioni con spirito evangelico, come predicato dal reverendo Martin Luther King, i neri potranno scrollarsi di dosso le catene che ancora li umiliano. Ma l’innocente richiesta di un passaggio in auto, per raggiungere la scuola per bianchi che finalmente anche un nero come lui può frequentare, si rivela una porta verso l’abisso. Accusato insieme al conducente di aver rubato l’auto, è assegnato per la rieducazione alla Nickel Academy, un istituto che si rivelerà un autentico girone infernale, fatto di privazioni, di abusi, di violenza gratuita, di esecuzioni sommarie. Elwood impara a sue spese a moderare gli slanci motivati dal suo senso della giustizia, aiutato in questo dai consigli di Turner, un ragazzo disilluso e determinato anzitutto a sopravvivere, con il quale instaura fino alla fine, in tutti i sensi, un rapporto di complementarietà. Approcci apparentemente contrapposti ma entrambi necessari al raggiungimento dell’obiettivo, l’uscita dalla Nickel nel loro caso, la fine del segregazionismo per la loro gente. Una narrazione coinvolgente, nella quale l’autore collega a una storia realmente accaduta gli eventi che in quegli anni segnarono la fine delle cosiddette leggi Jim Crow, dalla sentenza Brown vs. Board of Education della Corte Suprema, che pose fine alla segregazione nelle scuole, al gesto di Rose Parks, che occupò in tram un posto riservato ai bianchi, dalle condanne dei membri del Ku Klux Klan, per i fatti ricordati nel film Mississippi burning, al Civil Right Act del 1964, la legge voluta dal presidente Lyndon Johnson che finalmente sancì l’illegalità di ogni discriminazione razziale, a cento anni dalla fine della Guerra di Secessione.

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    Vittorio

    09/10/2019 07:59:48

    Mamma mia. C'è poco da aggiungere, questo romanzo è la conferma di un talento straordinario. Whitehead possiede una prosa di rara chiarezza e la forza emotiva per sbaragliare il lettore.

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    Dario A.

    27/09/2019 18:12:31

    "Anche da morti i ragazzi portavano guai." Si apre così, con questo incipit crudo, il nuovo libro di Colson Whitehead che ci accompagna all'interno di un'altra pagina oscura della storia americana con una prosa corale ed assoluta, emozionata ed equilibrata, vibrante. "I ragazzi della Nickel" ha poco del romanzo e molto di qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe documentarsi.

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    James

    24/09/2019 14:51:48

    Esattamente come nel precedente "The Underground Railroad" Colson Whitehead tiene il lettore incollato alla pagina per le storie (quasi) sconosciute del passato. Forse la traduzione (più nel precedente romanzo che in questo) conferisce qualcosa in più alla narrazione ma nonostante questo resta un romanzo ben costruito e accattivante, buoni personaggi e un'interessante costruzione (e ricostruzione) della storia.

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  • Colson Whitehead Cover

    Scrittore statunitense, vincitore di numerosi premi, è erede del romanzo postmoderno, della saturazione mediatica che diventa meditazione sulla storia e sul suo assorbimento nella cultura del consumo. Ne L’intuizionista (Mondadori, 2019) gli ascensori diventano simbolo di sviluppo verticale e di un’ansia di promozione sociale che seduce anche i neri. Dopo John Henry Festival (Sur, 2018) mostra un mondo minacciato da un nuovo razzismo, di cui la cultura delle merci si fa veicolo e in cui la pubblicità è la principale fonte di ispirazione nella vita delle persone, mentre il postapocalittico Zona Uno (Einaudi, 2013) destruttura il genere horror. La ferrovia sotterranea (Sur, 2016) è stato un successo internazionale che gli è valso il Pulitzer... Approfondisci
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