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Il ragazzo che amava Shakespeare

Bob Smith

Traduttore: M. Dallatorre
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 314 p., Brossura
  • EAN: 9788850209613
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Recensioni dei clienti

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    MaxVr

    10/03/2011 16.03.34

    A dir poco meraviglioso...letto piu' volte ed ogni pagina ed ogni citazione mi regalavano emozioni e sensazioni sempre nuove. Un memoir intenso, crudo ma con yìuna costante vena di positività e di amore. Tutti dovrebbero averlo nella propria libreria....

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    carmen aconito

    05/01/2010 17.47.23

    La scoperta di questo libro è stata casuale dovuta alla banalità del nome dell'autore. E' vero sembra un nome finto tanto è comune, pero' vi assicuro che leggerlo è un vero piacere, a parte tutti gli incisi shakesperiani che sfido chiunque a non avere piacere di trovarseli davanti. Buona lettura a tutti

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    roberto

    17/09/2009 11.03.26

    concordo con chi ha trovato il libro un pò noioso in alcuni punti.però ci sono dei passi davvero commoventi e questo lo rende "da leggere"

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    carlo

    23/12/2006 18.35.32

    è un libro che ho riletto più volte.....a distanza di tempo...a pezzi....quando mi girava... all'inizio mi sembrava piuttosto noioso e allora ho smesso.....poi l'ho ripreso... e mi ha coinvolto ... scoprendo il suo amore per i vecchi (una volta) ...poi il suo problema psicologico con la sorella la madre e il papà (un'altra volta)... poi i rapporti con la sua amica Canfield... i suoi rapporti con gli animali ...in sostanza leggo e lo rileggo secondo i temi che mi interessano.. e il tutto inframmezzato da citazioni di Shakespeare (fino a poco tempo fa trovavo S. molto palloso...)tutti questi temi mi hanno molto interessato... vorrei citare sia l'inizio (sembra una ballata...) con la citazione di S. "Di che parleremo quando saremo vecchi come voi? Quando sentiremo pioggia e vento battere il buio di dicembre?...." certo non è farina del suo sacco........ma piazzata lì è molto bella........ e la fine: "Ho visto il mio nome così comune come una promessa di passare del tutto inosservato.E per la maggior parte della mia vita ho rispettato l'impegno." Se si vuole filosofia spicciola ........

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    Elena

    06/12/2006 11.06.49

    Mi ha profondamente commosso, questo libro. Ciò che mi ha più colpito non è stata la passione per Shakespeare, quanto la forza di Bob nell'affrontare il dolore, malgrado (o forse proprio per) la sua fragilità e il suo disperato bisogno di essere amato e accettato. Quante storie simili a quella di Bob si incontrano nella vita di tutti i giorni: storie segnate dalla sofferenza, dalla malattia, dall'ipocrisia che avvelena i rapporti interpersonali, che il protagonista subisce drammaticamente, ma che riesce a trasformare, in una sorta di catarsi,nella sua profonda capacità di andare incontro agli altri. Un libro molto apprezzabile, che non si lascia mai andare a facili patetismi. Malgrado i ripetuti flashback abbiano qualcosa di macchinoso, e non si inseriscano con la dovuta fluidità nel discorso, anche la tecnica narrativa è discreta per la sua espressività spoglia ed essenziale: i tocchi di poesia vengono da Shakespeare e da lì si irradiano su tutte le pagine circostanti.

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    Lorena

    02/10/2006 17.24.44

    Credo che solo chi goda del piacere viscerale di leggere e non solo sentir recitare! - Willy il Bardo sia commosso da questo libro. E' vero: a volte la lettura si fa noiosa, incepisca, si morde la coda e non solo per via dei flash-backs. Ma probabilmente anche voi, come me, avrete letto il libro in Italiano: forse in lingua originale si gustano meglio certi aggettivi, certe assonanze. Grazie, buona lettura a tutti!

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    CINZIA

    02/09/2006 18.43.29

    Inizialmente l'ho trovato noioso... non trovavo una trama vera e propria tant'è vero che avrei potuto leggere il libro saltando avanti e indietro con i capitoli e sarebbe stata la stessa cosa. Un'altra cosa che non mi ha fatto apprezzare molto la lettura era il fatto che ho letto pochissime opere di Shakespeare per cui quando ha iniziato a parlare delle sue esperienze nei teatri mi sono trovata un po' spiazzata, perchè non riuscivo molto a stare dietro ai personaggi o pezzi di scene descritte. In pratica, secondo me, se conosci tutte le opere di cui parla apprezzi al meglio il libro. Voglio dare comunque un giudizio positivo soprattutto per la seconda parte del libro: quando ci sono arrivata l'ho divorato; l'ho trovata infatti meno statica, più coinvolgente. A me piace il teatro, per cui durante la lettura mi sembrava di essere dietro alle quinte vicino a lui, mi sembrava quasi di assistere di persona agli spettacoli.

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    Busillis

    14/07/2006 12.05.17

    Mentre la vita di alcuni è stata salvata dal rock 'n' roll, quella di Bob Smith è stata salvata da Shakespeare. Il testo può farsi rientrare nella categoria del 'romanzo di formazione', con l'avvertenza che il protagonista non è un soggetto immaginario, bensì lo stesso autore. L'influenza dell'opera del Sommo non colpisce tanto per la fascinazione nell'adolescente, quanto per gli effetti che tuttora produce: Bob Smith, dopo varie esperienze teatrali, fa tuttora letture shakespeariane a comunità di anziani. Proprio la narrazione del rapporto con alcuni di questi, e con il costante tema della morte, costituisce il profilo più notevole dell'opera, nel complesso di buona levatura. Inammissibili refusi ed errori di ortografia da penna blu (ma qualcuno li legge i testi prima di pubblicarli?).

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    valentina

    16/06/2006 16.38.42

    Dalla trama sembrava molto interessante e tanto dolce ma ad essere sincera ho trovato questo libro abbastanza lento e noioso

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    Irene

    09/06/2006 22.25.35

    Concordo con la recensione che mi precede. Il titolo era accattivante, la trama sembrava esserlo ma poi il continuo passare da passato a presente, uno stile non troppo avvincente ha reso la lettura poco agevole e ho abbandonato l'impresa....

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    carla

    29/04/2006 10.09.37

    molto molto...shakespeariano. per chi ama il drammaturgo inglese e per chiancora non lo conosce...troverà un grande autore che darà qualcosa a chiunque lo apprezzi. ottimo Smith nel comunicare le sue sensazioni e l'esperienza del teatro

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    Marina

    09/03/2006 10.22.50

    So che per scrivere una piccola recensione sarebbe almeno necessario aver finito di leggere il libro... ma nel mio caso è bastato leggerne 3/4 per sapere che posso esprimere un giudizio ampiamente positivo. Forse è stato un po' difficile superare lo "scoglio" delle prime pagine, per abituarsi allo stile di scrittura un po' particolare... ma più si va avanti con la lettura, più ci si sente immersi nella storia e vicini all'autore nei momenti di introspezione. Non vedo l'ora di finirlo per iniziare a rileggere qualche opera shakesperiana.

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    leila

    05/02/2006 12.39.49

    io credo che solo una persona che ami profondamente shakespeare possa comprendere fino in fondo questo libro... ho letto le altre recenzioni e non trovo strano che chi non sia appassionato al drammaturgo inglese possa trovare questo libro lento, noioso, a volte persino smielato... per me quel libro però è una storia di vita ma soprattutto d'amore.... il suo amore per shakespeare..il mio amore.. l'amore di tutti coloro che si emozionano veramente davanti a quel mondo meraviglioso che schiude shakespeare... il drammaturgo ci prende per mano e ci guida nelle parti più profonde dell'animo umano... grazie a bob smith, per questo libro che esprime amore da ogni parola

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    Newe

    29/12/2005 20.27.54

    Una biografia triste ma dolce al tempo stesso. Leggendo questo libro ci si rende conto di come l'arte, la musica, la letteratura e la poesia facciano parte della vita. Shakespeare è ancora attuale. Lo consiglio a tutti.

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    Riccardo

    16/11/2005 21.29.01

    Ho appena cominciato a leggerlo ma se il buongiorno si vede dal mattino...

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    Vittoria Trigilio

    15/11/2005 20.25.01

    Bello,bello,bello.Un libro meraviglioso che mi ha emozionato tantissimo(sono anche io fissata con Shakespeare...).L'unico problemino è la traduzione : ho letto il libro in inglese prima di leggerlo in italiano ed ho notato che in italiano era un po' più pesante,un po' più noioso...ma è ovvio,è un libro difficilissimo da tradurre per via della sua profonda emotività. Comunque,sia in inglese che in italiano,è un libro che mi ha veramente colpito...uno di quelli che dispiace finire.

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    martina

    13/07/2005 22.13.51

    Trovo le autobiografie sempre eccezionali, indipendentemente dall'abilità con la quale sono scritte; dopo un pò ti accorgi ke 6 dentro il libro, l'autore stesso, e condividi con lui ogni emozione... grazie Bob Smith. PS: un bacio a CarolYn.... ;-)

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    Argante72

    05/07/2005 11.48.39

    E' un libro carino e dignitoso. Facile, leggero, tenero. Niente di speciale. Lo si legge volentieri, ma certo non riesce ad appassionare o ad avvicinare a Shakespeare.

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    elisabetta

    18/04/2005 11.53.08

    incuriosice il titolo ma poi delude il libro mi aspettavo qualcosa di molto più avvincente

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    DARIO

    28/02/2005 18.50.22

    Il libro in certi momenti mi ha commosso ma non mi ha fatto venire voglia di leggere Shakespeare anche se penso che questa autentica passione abbia salvato la vita al suo autore

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