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Jean Echenoz

Traduttore: G. Pinotti
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2007
Pagine: 116 p. , Brossura
  • EAN: 9788845921452
Usato su Libraccio.it € 7,56

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    raffaello

    08/01/2016 12.31.38

    Il volumetto di sole 100 pagine non ha la pretesa né l'intento della biografia. L'autore tratteggia un ritratto del grande musicista attingendo a fatti della vita di Ravel per lo più noti e traendo ispirazione dall'osservazione minuziosa di vecchie fotografie. Echenoz insiste sulle manie di Ravel, sulla sua ossessione nella raffinatezza dell'abbigliamento, l'abitudine di leggere ogni giorno il giornale popolare e altre piccole consuetudini, tanto da presentarcelo come fosse afflitto dalla sindrome dell'idiot savant. Capricci e vezzi, ma tanta genialità. In realtà lo scrittore disegna, senza alcuna empatia, l'immagine di un uomo tormentato dall'insonnia, solo e senza nessun altro interesse nella vita che quello per la sua musica. Ed è questo che chi ama Ravel può particolarmente apprezzare, quando si accenna alle sue grandi composizioni, omettendo purtroppo la Pavane pour une infante défunte, per ragioni cronologiche. L'autore fa infatti riferimento alle composizioni della maturità, ai due straordinari concerti per pianoforte, alla diatriba con il pianista Wittgenstein (fratello di Ludwig) che privo di un braccio gli commissione il concerto per mano sinistra. Straordinaria e un pò leggendaria la frase con cui il mite e travagliato Ravel chiude la discussione: l'interprete è schiavo del compositore. Non può mancare ovviamente l'aneddotica sul Bolero. "Una composizione priva di musica", la definisce lo stesso Ravel. Si fa riferimento alla scarna componente armonica sottomessa alla ritmica. Del resto Ravel doveva scrivere la musica per un balletto su commissione di Ida Rubinstein. C'è infine la lettura, un po' avventurosa, che scova nella ripetitività del Bolero i prodromi della demenza che affliggerà Ravel negli ultimi anni, fino al goffo tentativo ben descritto dell'operazione al cervello che lo porterà alla morte. La genialità e unicità del Bolero sta nel suo fascino che raggiunge trasversalmente chiunque, dal musicofilo colto alla persona qualunque che lo fischietta

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    Falco

    12/10/2013 07.39.24

    Bellissimo libro! scrittura ricercata e racconto che - pur coprendo solo gli ultimi 10 anni di Ravel - ha dato un quadro molto coinvolgente e accurato del grande compositore. Echenoz con questo libro eguaglia sicuramente il suo 'Correre'

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    Paolo

    08/12/2012 15.06.35

    D'accordissimo con Maurizio. Prima di giudicare una qualsiasi opera bisognerebbe avere ben presente quale sia la finalità dell'autore. Libro bello, che fa sorridere, commuovere e riflettere.

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    Maurizio

    24/02/2008 11.58.13

    Non è una biografia di Ravel e nemmeno un testo di storia della musica: non capisco perciò le due precedenti recensioni. Si tratta di un grande romanzo che narra gli ultimi anni di vita di un uomo, anche se non un qualunque uomo, che muore a seguito di una tremenda malattia. Un romanzo che mi ha commosso e che porterò nel cuore per molto tempo.

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    Sara

    20/09/2007 17.44.32

    Sono d'accordo con la recensione già pubblicata. E' un libro assolutamente inutile, che sconsiglio di leggere a chi desidera realmente approfondire la figura di Ravel. Questo testo, così tanto osannato in Francia, è a mio giudizio estremamente superficiale e riduttivo della vita e della personalità di Ravel.

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    Motoskipho

    17/05/2007 23.34.58

    Libro molto pompato sia in Francia che in Italia. Questo già dovrebbe insospettire. Ci sono cascato e mi ritrovo ad avere letto un libro assolutamente inutile. Non è una biografia, non è un romanzo, il personaggio di Ravel è appena delineato e ne esce un omuncolo snob, freddo e antipatico. Lo stile è vanamente ricercato (ho letto l'originale francese). Non è interessante nemmeno per gli appassionati. Sono pochissime le pagine dedicate alla musica e peraltro scritte senza nessuna vera competenza. Insomma una grande delusione.

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