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Saul Bellow

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788804491231

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    02/07/2015 10.36.22

    Per certi versi, è giusto che «Ravelstein» sia l'ultimo romanzo di un certo rilievo scritto da Bellow. Ritorna infatti in questo libro un "tópos" della sua opera: la dialettica maestro-allievo in ambienti intellettuali attraversati da personaggi intrisi di quell'ebraismo ashkenazita che la cultura americana ha saputo digerire e metabolizzare solo in parte. Lo stesso tema era stato toccato in «Ne muoiono più di crepacuore», in «Quello col piede in bocca» e con personaggi come Sammler o Corde. Ma il XX secolo è finito, gli USA sono entrati nell'era Bush, la cultura ha perso il suo appeal nei rapporti intergenerazionali (basti leggere le pagine dedicate alla popolarità di Michael Jackson) e di maestri non c'è più alcun bisogno. Ravelstein se ne va preannunciando l'uscita di scena del suo autore, al quale il nuovo millennio sarebbe piaciuto davvero poco.

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    ninonux

    28/11/2012 13.53.22

    Giorno 26/11/2012, ore 20,45: inizio a leggere "Ravelstein" di Saul Bellow. Ore 20,50: finisco di leggere "Ravelstein" di Saul Bellow. unico pregio del libro: è buono per il caminetto.

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    Claudio

    01/11/2006 16.05.35

    Concordo con chi ha detto che è inferiore ad Herzog. Ciononostante, Bellow ha -aveva- sempre una marcia in più: divertente, autoironico, sapeva porsi in maniera seria ma al contempo dissacrante nei confronti della Conoscenza e delle sue proprie conoscenze. Talvolta sembra disinteressarsi al personaggio di Ravelstein, e questo per convergere sulle sue consuete intuizioni metafisiche sempre un po' incomplete, ma che come lettori si finisce per amare proprio per questo. Vorrei davvero trovare un contemporaneo alla sua altezza... c'è?

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    paolo63

    24/09/2004 10.42.14

    Il romanzo al solito è di grande letteratura, ma sto prof. Ravelstein quanti c.......

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    claudio

    20/07/2004 21.00.51

    ottimo!

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    Matteo Cortigiani

    20/10/2003 10.14.56

    Molto bello, anche se, a mio avviso, non all'altezza del Pianeta di Mr. Sammler, di Herzog e di Augie March. Preferisco la prima parte alla seconda (non ho apprezzato molto il malessere ai tropici), e comunque secondo me ha rischiato molto a riscrivere una moderna morte di Socrate. Certo Saul Bellow è Saul Bellow, ma misurarsi nientemeno che con Platone non è facile.

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    Giuseppe

    19/08/2003 11.06.35

    Bellow è sempre ad alti livelli. Il libro lo conferma. Prima parte classica bellowiana. La seconda parte è meravigliosa.

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