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René Guénon

Traduttore: B. Candian
Editore: Adelphi
Edizione: 16
Anno edizione: 1977
Pagine: 112 p. , Brossura
  • EAN: 9788845903250

Recensioni dei clienti

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    Roberto Pisciella

    07/03/2015 22.45.28

    Un'altra grande opera di Guenon (dopo l'eccezionale "La Crisi Del Mondo Moderno").Ho dovuto rileggerlo 3 volte anch'io per assorbirne diversi significati e concetti abbastanza ostici,dovuta al gran lavoro comparativo e di sintesi come sua caratteristica. Ho scelto quest'opera non per il grande Autore,ma per cercare correlazioni a " Il Padrone del Mondo" di R.Benson (consigliato da Papa Francesco ). Confermo che le letture di Guenon non sono per tutti (razionalisti compresi).Ritengo sia un'opera non proprio fondamentale ma solo ulteriore.

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    hjorvardr

    28/03/2014 16.48.21

    Se fosse un romanzo gli avrei dato il massimo... opera di fantasia senza nessun fondamento, la parte relativa a Melchisedek è semplicemente stupefacente, emblematica di come si possano erigere castelli sul nulla.

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    Anatrone

    11/06/2013 19.46.24

    Stupefacente. Collegamenti spettacolari. Voto 5.

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    Ishtar2000

    05/06/2010 21.35.08

    Un lavoro interessante, capitale per chi si occupa di antropoologia culturale e di storia delle religioni. Ma ormai datato, come gli altri lavori dell'autore e i soliti Eliade, Evola, Zolla. La ricostruzione dell'immaginario sacro archetipico si ferma alla soglia dell'astrazione concettuale e non evoca la profondità polimorfica, assolutamente poietica del simbolo. Del resto Guenon prende in considerazione soltanto le tradizioni che ci arrivano attraverso le religioni rivelate e i testi sacri indiani, limitando un campo che invece trae origine e consolida la sua semantica simbolica in tempi molto più antichi: mi riferisco al Neoolitico. Se non si legge Robert Graves, se non si legge Marija Gimbutas, i quali riportano la nascita del simbolismo sacro alle religioni preistoriche e alla loro percezione del Mondo come unicum omogeneo che non contempla distinzioni tra spirito e materia, sacro e profano, immanente e trascendente, Guenon apparirà sempre incompleto e riduttivo.

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    matteo

    19/05/2009 02.26.59

    Credo, con tutto il rispetto, che le persone precedenti non abbiano compreso il senso del libro. E neppure sappiano chi è Guénon. D'altra parte lo stesso Guénon parla di questi giudizi e di questo tipo di uomo in libri come "La Crisi del Mondo Moderno" e "Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi". In ogni caso per avvicinarsi all'autore "Il Re del Mondo" forse non è indicato come primo libro da leggere. Consiglio come prima lettura La Crisi del Mondo Moderno. Ricordando che Guénon non è per tutti. Ciao

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    Gino Perfetti

    09/05/2006 17.43.19

    Ho trovato questo libro molto affascinante ma di difficile lettura. L’autore traccia un filo che si dipana attraverso le epoche e le più diverse civiltà antiche nel tentativo di ricondurre miti e religioni ad una comune tradizione primordiale.Ammetto di essermi perso più volte lungo questo percorso per mancanza di riferimenti culturali.Infatti in ogni capitolo appaiono cenni a libri sacri e leggende tra l’occidente e l’estremo oriente, che non conosco affatto. Guénon, procede secondo un metodo del tutto particolare. La sua ricerca utilizza il riscontro di analogie di significato ed accostamenti etimologici tra parole chiave.Questo gli consente di legare diverse tradizioni, tra il sacro e la mitologia. Non ho assolutamente le conoscenze per confutare o confermere i suoi accostamenti, tuttavia molti passaggi logici mi sono parsi forzati e mi hanno ispirato diffidenza. Nonostante questo giudizio consiglio vivamente la lettura del libro, che apre una finestra indispensabile per comprendere il clima culturale dell’epoca in cui è stato scritto. Spingendomi su delle considerazioni più personali, ho ricavato da queste dense pagine un ritratto della forma mentis dei nostri progenitori. Al di là della molteplicità delle tradizioni, appare nitidamente descritto lo sguardo con cui l’uomo dell’antichità scrutava il mondo. Evidentemente i nostri predecessori erano pregni di una spiritualità ricca di simboli ambigui e con molteplici valenze di significato.All’opposto, nella nostra epoca, la conoscenza tende ad essere sempre più essenziale, diretta ed immediata. Questo paragone può meterci in guardia. Stiamo diventano più capaci di apprendere, ma a che prezzo? Non si rischia di diventare poco inclini a trarre un senso profondo delle nostre conoscenze? E forse, non abbiamo qualche difficoltà a costruire un nostro sistema di riferimento, una stella polare, che ci guidi nella nostra condotta di vita? Buona lettura.

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    Giacomo

    29/03/2006 10.52.49

    Senz'altro il libro è interessante. MA, dopo che sono stati tracciati tutti questi collegamenti tra simboli di tradizioni diverse, uno farebbe bene a chiedersi: "...EMBE'?". Studi sui collegamenti tra le varie tradizioni ci sono sempre stati da quando (fine 1800) in occidente sono arrivati i testi religiosi "stranieri"... Guenon dice la sua sull'argomento ma non è il solo: esistono per esempio le opere del cardinale Jean Danielou, del monaco Thomas Merton, Giovanni Vannucci e di molti altri: ognuno ha cercato di tovare questa "Tradizione universale". Collegamenti tra le varie tradizioni si possono fare da molti punti di vista (prediligendo la visione cristiana, induista, buddista, sincetica, ecc: ad esempio, Guenon alla fine della vita si fece mussulmano). MA IL VERO PROBLEMA E': COME SI FA AD AVERE L'ESPERIENZA DELL'ESISTENZA DELL'ANIMA E DI DIO E LA CERTEZZA DI TROVARSI IN CONDIZIONI FELICI NELL'ALDILA'? Il resto sono solo parole.

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    Goro

    07/09/2005 15.38.14

    Ho letto questo libro e l'ho trovato splendido (l'ho letto tre volte); Guenon riesce a districare un filo che collega le più disparate regioni del tempo e dello spazio. Il Re del Mondo e il suo centro iniziatico sono di sicuro una "realtà" difficile da accettare (anzi, impossibile) per una società come quella Occidentale dove l'unico vero centro spirituale è costituito dagli edifici della Borsa. Guenon dimostra competenza e intelligenza, anche se avrebbe potuto dire sul misterioso sovrano qualche cosa in più. Rimane un libro piacevolissimo, arguto, colto e sicuramente non facile. Poche persone probabilmente accetteranno tutto quello che vi è scritto, del resto, lo dice Guenon e io ci credo, ci troviamo nell'"Età Nera". Il Re del Mondo esiste!

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    luca

    05/08/2002 12.43.14

    E' un'opera splendida. Ovviamente le esigue dimensioni del volume non devono far pensare ad un contenuto ugualmente leggero. Le nozioni che guenon fornisce sono di importanza fondamentale e persino gli scettici che si pretendono disincantati non potranno non subire la fascinazione di queste pagine, che, lungi dal narrare una storiella, delineano con pochi tratti un affresco assolutamente coerente e unitario, financo razionale nei suoi rapporti interni. E' appena il caso di rilevare che l'esoterismo e il simbolismo di un guenon, cosi' come di altri pensatori della tradizione, sono agli antipodi dell'occultismo e dello spiritismo oggi in voga, magari propinato da tromboni pseudo-ermetici di successo.

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    Lord Yupa

    20/10/2001 16.02.56

    Divertente! Non fosse che, probabilmente, Guenon davvero crede a quello che scrive, risulta piacevole riuscire a vedere come l'autore riesca a tracciare, per analogie e quello che lui chiama "simbolismo profondo", relazioni delle più disparate tra le varie visioni mitologiche della civiltà. Ovviamente, per chi preferisca una visione aderente al cosiddetto "razionalismo" "positivista" (occhio alle virgolette!) del nostro tardo Occidente, il valore scientifico di questo centinajo di pagine è pressoché nullo. Pari a quello d'una qualsiasi religione dogmatica (e/o rivelata) o dell'ultimo numero di Martin Mystere. E per fortuna, dopotutto, è abbastanza lontano dallo spirito uggioso e oppressivo delle prime, e può essere invece letto come il secondo: anche, appunto, come un interessante compendio di mitologemi altrimenti difficili da reperire, se non in costosi volumi spesso fuori commercio...

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