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Rachele Ferrario

Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2010
Pagine: 334 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788804595496

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    Armando Pepe

    19/06/2010 12.10.30

    Plus uno maneat perenne saeclo “sopravviva per più di una generazione” è l’auspicio catulliano applicabile alla vita, laboriosamente feconda, di Palma Bucarelli. Precipitosamente, come nelle immagini di un film lungo ma mai monotono, scorre la biografia della direttrice della GNAM in una temperie culturale che la vede protagonista insieme ai grandi che hanno fatto grande l’arte del secolo scorso: Argan, Venturi, Beyeler, Trombadori, Schifano, Capogrossi e Pascali. In un mondo di forti amori e tenaci odi, la passione per l’arte di Palma Bucarelli si è scontrata, ripetutamente, con la miopia politica, con le commissioni fatte da incompetenti, con l’ottusità (di sapore quasi kafkiano) ministeriale che le proibisce di acquistare “La città che sale” di Boccioni (oggi vanto del MOMA di New York, come ben riconosce l’autrice) perché, secondo il gagliardo limite mentale di un funzionarietto, “non ci sono soldi da buttare in stupidaggini”. Il libro s’inserisce nel solco della memorialistica d’arte alla DAN FRANCK (autore di Montmartre e Montparnasse e di Libertad), tracciando un inarrivabile ritratto civile e culturale del Novecento romano ed italiano.

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