Traduttore: F. Aceto
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 293 p., Brossura
  • EAN: 9788807721243
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    KidChino

    09/04/2015 17:43:37

    Incuriosito per la prima volta dalla copertina di questo libro ho deciso di acquistarlo al buio! A mio avviso un'idea molto brillante in cui ho rivisto sprazzi di Fight Club e di 1984. Il tutto amalgamato da un'ottima prosa semplice e molto scorrevole. La tecnica narrativa e l'idea di base sono a mio parere ottime e ben congegnate. Una lotta infinita contro il consumismo che fa da padrone della vita comune di ognuno di noi. Un centro commerciale visto come apoteosi di tutti i mali, come un qualcosa di forviante per nascondere alla vista della massa il vero problema di fondo. Ovvero l'uomo. Decisamente straconsigliato!

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    Enrico

    06/09/2009 18:33:42

    La storia in sé per sé non è stata malvagia, ma incentrare tutta la narrazione su un mega centro commerciale, e idolatrarlo come un Dio mi è sembrato eccessivo. Il modo di scrivere di Ballard è abbastanza semplice e scorrevole, ma in questo romanzo è stao un po' ripetitivo. Inoltre alcuni eventi sono parsi inverosimili ed altri scontati.

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    Velvet

    24/10/2007 11:28:07

    Partendo da una trama tutto sommato abbastanza semplice, un figlio che indaga sulla morte del padre. Ballard ci conduce in questo viaggio visionario con teorie socio-filosofiche molto interessanti. Di sicuro non è una lettura semplice,ma questo non mi impedisce di consigliarlo a chi cerca qualcosa di diverso e molto profondo. Da leggere!

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    Denise

    25/06/2007 12:16:35

    Un giovane pubblicitario di Londra si ritrova a indagare sulla morte del padre avvenuta durante una sparatoria in un centro commerciale. La cittadina dove il fatto è avvenuta serba, però, molte sorprese. Sotto la parvenza di pulizia e perfezione c'è una faccia più inquietante. La realtà è volutamente esasperata e tutti i personaggi sono ambigui e indecifrabili. Il libro vorrebbe essere un manifesto contro il consumismo, l'assenza di valori, il razzismo strisciante e cerca di mettere in luce le nostre paure e i nostri bisogni. Solo che, con tutti quei discorsi psico-sociologici risulta noiosetto e cavilloso, lento e confuso. Non mi è piaciuto!

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