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Alexander Grinstein

Traduttore: C. Spinoglio
Anno edizione: 1990
Pagine: 260 p.
  • EAN: 9788833905259

scheda di Panero, M., L'Indice 1991, n. 2

Sono rari, oggi, i libri di psicoanalisi dedicati al sogno. Ed è un campo su cui molto si potrebbe dire, perché l'uso del materiale onirico nella pratica analitica è certamente diverso oggi dai tempi degli inizi. Ma si cercherebbe invano, nel libro di Grinstein, una visione storicizzata che permetta di capire come è cambiato il modo di interpretare i sogni e come questo sia collegato agli sviluppi delle diverse correnti psicoanalitiche. L'autore ha scelto di raccogliere tutti i passi in cui Freud parla dell'uso clinico dei sogni, riducendo a "regole d'interpretazione" quello che dovrebbe essere un discorso un po' più complesso. Cita anche autori recenti, per esempio Kohut, ma senza commenti su come il retroterra teorico e quindi l'ottica con cui Kohut lavora sui sogni siano profondamente diversi da quelli di Freud. Per l'autore sembra trattarsi solo di ulteriori "contenuti" (i "sogni sullo stato del Sé" che aggiungono altre "regole d'interpretazione". L'effetto è quello di una giustapposizione di citazioni senza alcun discorso critico e senza un filo conduttore, che sembra dare, certo al di là delle intenzioni dell'autore, un'idea dell'analisi come di una macchina per decodificare. E tutto ciò rende anche la lettura piuttosto noiosa. Con tutti questi limiti il libro può essere uno strumento di consultazione, raccogliendo brani che sono sparsi in tutta l'opera di Freud e anche citazioni di autori successivi. Un'utile "rilettura", specie per i capitoli 6, 7 e 8 sul simbolismo e per il 12 e 13 sui sogni tipici. Vale la pena, infine, di segnalare la bibliografia riportata in fondo al volume: è forse la più vasta reperibile sull'argomento.