Recensioni Requiem

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    04/10/2020 13:44:40

    Tutta la forza stilistica e immaginifica di Tabucchi viene fuori in questo romanzo, dove tutto sembra finto ma poi si rivela incredibilmente vero.

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    25/06/2020 06:21:29

    Deve piacere lo stile di Tabucchi, inoltre questa è una storia sospesa in cui non è tanto importante quello che accade, ma il tragitto. Una storia particolare, ma molto bella.

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    15/05/2020 10:50:09

    I romanzi di Tabucchi raccontano sempre la vita attraverso il filo dei ricordi, quando gli eventi sono già accaduti e vengono rivissuti nella coscienza del protagonista. Questo elemento crea un effetto di smarrimento nel lettore e instaura un corto circuito nella successione degli eventi, scanditi da un tempo che va avanti e indietro e che sovverte ogni logica lineare. La storia narrata in Requiem ci appare come un lungo sogno in cui il protagonista cerca affannosamente risposte ad enigmi del passato, interrogando volti conosciuti e indagando come un detective alla ricerca della verità. Ritorna anche Pessoa, punto di riferimento imprescindibile nell’opera di Tabucchi e le domande si accumulano una sull’altra, ma le risposte non arrivano e la ricerca del senso dell’esistenza trova la sua ragion d’essere solo in se stessa. Un libro intenso, a tratti doloroso come può essere per ogni singolo essere umano fare un bilancio della propria esistenza e confrontarsi con i nodi irrisolti del proprio passato, facendo i conti soprattutto con il rimorso, che sta addormentato dentro di noi e non ci dà tregua. Lo stile dell’autore, ancora una volta non lascia spazio a delusioni: elegante, sobrio, percorso da venature malinconiche. Il più portoghese tra i romanzi di Tabucchi il quale, inoltre, non lo ha scritto in italiano, bensì in portoghese, lingua che lui stesso ha definito “luogo d’affetto e di riflessione”.

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    14/05/2020 08:38:50

    Se si apprezza lo stile di Tabucchi, questo è un libro da non perdere assolutamente. Enigmatico, profondo, un sogno dove l'autore ritrova ciò che gli è più caro.

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    p
    12/05/2020 12:43:57

    Sembra di tornare a Lisbona. Mi è piaciuto molto.

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    11/05/2020 14:24:33

    Si tratta di un racconto onirico e suggestivo che si svolge una domenica di luglio in una Lisbona deserta e torrida. In questo libro si incontrano vari personaggi. Con Requiem Tabucchi ha voluto rendere un omaggio al Portogallo. Deve piacere il genere...

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    03/03/2020 00:04:12

    Romanzo dolcissimo e carico di nostalgia. Un ultimo saluto reso al passato prima di lasciarlo scivolare via raccontato come un sogno, quasi un'allucinazione.

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    20/11/2019 17:24:59

    Tabucchi raccontò di aver conosciuto Pessoa per caso: mentre camminava tra le bancarelle di buoquinistes lungo la Senna trovò un libricino di poesie di Alvaro de Campos, uno dei tanti eteronimi del poeta portoghese, e rimase affascinato. Da lì decise di trasferirsi in Portogallo e trovò l'amore; la moglie, che nutriva la sua stessa ammirazione per Pessoa, lo aiutò a tradurre in italiano i testi del poeta. È dunque grazie a Tabucchi e a Maria José de Lancastre se noi possiamo apprezzare Pessoa nella lingua italiana. Pessoa ha permeato a tal punto la vita di Tabucchi che lo scrittore ha deciso in questo romanzo di descrivere un immaginario appuntamento proprio con Pessoa, un commiato dal poeta e dal suo fantasma. Requiem è addirittura stato scritto in portoghese ed è un'ode al Portogallo, un paese dell'anima che Pessoa prima e Tabucchi poi seppero comprendere profondamente. La voce narrante incontra innumerevoli personaggi durante il suo viaggio allucinatorio ed ognuno di loro risulta piacevole ed originale: dal tossico che vende le sue storie al parco,al tassista senza licenza che non conosce le strade della città, ma i due personaggi che preferisco sono la zingara che vende le Lacoste taroccate davanti al cimitero ed il pittore che ricopia i dettagli delle tentazioni di Sant'Antonio di Bosch. Io sono di parte in quanto malata di Pessoa e lo sono anche di Lisbona e di Tabucchi (che sarebbero entrambi meritevoli di ammirazione a prescindere dal loro legame col poeta), ma in ogni caso vi consiglio di leggere questo libro onirico e surreale.

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    23/09/2019 12:12:52

    Questo libro è stato il mio primo approccio a Tabucchi, e nonostante la mole ridotta del volume, mi ha profondamente colpito e commosso. Il libro narra di una giornata tra sogno e realtà di un uomo in una torrida Lisbona di fine luglio, che si troverà a ripercorre le tappe fondamentali della sua vita tramite l’incontro con fantasmi che prima erano suoi compagni di vita. Un viaggio che sembra quasi una seduta psicoanalitica, e che ci darà modo di riflettere anche sulla nostra esistenza, come solo la buona letteratura sa fare.

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    30/03/2019 13:43:12

    In una Lisbona estiva torrida e deserta parte, procede e si conclude questo vagabondaggio surreale metà sogno e metà ricordo: personaggi noti o sconosciuti, vivi o morti entrano ed escono dalla mente del narratore, vengono richiamati alla coscienza o irrompono prepotentemente, legati solo da libere associazioni. Un’avventura onirica che ci tiene avvinti a un filo magico, spazio e tempo sono dilatati in modo inquietante...ma “non crede che sia proprio questo che la letteratura deve fare, inquietare?”

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    27/12/2018 19:42:49

    Atmosfera unica. Tabucchi racconta Lisbona con una maestria eccezionale. Da leggere!

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    22/11/2018 22:24:54

    Ma è scritto in portoghese, o la lingua originale è il portoghese ed è stato tradotto? (Ho messo 5 stelle ma non l'ho ancora letto o comprato)

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    18/09/2018 12:41:14

    Requiem si lascia apprezzare, e forse amare, anche dal lettore che (come me) conosce poco o nulla di Lisbona o di Fernando Pessoa.

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    31/07/2014 15:22:37

    Tabucchi in questo breve romanzo riesce ad immergere in un'atmosfera sospesa, intangibile ma molto forte ed incisiva. Ho letto cose di Tabucchi che non mi hanno entusiasmato, ma quando ho incontrato il testo giusto, come in questo caso, allora ho visto la straordinaria capacità di questo narratore. Ottimo.

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    05/05/2014 11:22:13

    Dire con facile vanteria che il voto è alto perché più di una volta ho incontrato Tabucchi, ho conversato e ho sorriso con lui nel rimando al nostro caro Pessoa e alle sue identità mescolate sarebbe diminuire, nel particolare, il valore di questo volume, che considero il suo più completo, il libro nel quale sogno e poesia, dandosi la mano, trascinano la lettura nel necessario incanto della più degna letteratura. Dispiace aver perso un uomo le cui dolcezze e le cui rabbie erano gentilezza e grazia donata.

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    01/05/2014 14:16:37

    Subliminale. Tabucchi non tradisce con questo meraviglioso racconto sospeso tra sogno e reale.

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    24/03/2014 16:48:45

    Onirico, surreale, una specie di circo in cui l'autore, che è anche il protagonista del romanzo, si muove interagendo con i diversi personaggi che incontra, incontri che costituiscono il fulcro stesso del romanzo, che di storia, a dire il vero, non ne ha. Teatrale nella costruzione, a tratti mi ha ricordato Waiting for Godot di Beckett ma è senza dubbio più fluido e un pochino più ancorato alla realtà. Tabucchi si risveglia a Lisbona, al porto per un appuntamento alle 12 con non si sa chi. Passate le 12 senza che nessuno si presenti, si rende conto che l'appuntamento poteva essere a mezzanotte e se ne va. Inizia a sudare perché è luglio e si fa portare dal tassista al mercato degli zingari dove compra le Lacoste, che ci sono originali, oppure fake a metà prezzo acquistando il coccodrillo a parte da incollarci sopra. Poi va in un albergo a fare un sonnellino, poi si ritrova dopo la pennica in un'antica casa vicino al faro, in cui dovrebbe scoprire il mistero della morte di Isabel che non si sa chi è, e alla fine si ritrova a cena con Pessoa. Inutile tentare di capire, occorre lasciarsi andare e farsi trasportare dai personaggi, stupendi il tassista e il venditore di storie, da ciò che mangiano (il romanzo è costellato da pesantissime e untissime pietanze portoghesi), dalle strade di Lisbona. Piccolo e poco impegnativo se non ci si incaponisce a cercare una trama, si legge bene, soprattutto in treno. Voto 7

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    02/02/2014 22:33:34

    Un libro magico, letto molti anni e mai dimenticato.

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    M
    24/10/2012 22:05:49

    Un libro che affascina ad ogni capitolo per la sua purezza di significato. Parole e immagini si susseguono con delicatezza e lasciano sensazioni gradevoli al lettore. Un Tabucchi che sorprende ancora per la sua originale semplicità.

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    mat
    20/04/2012 13:16:36

    un libro per veri intenditori .... semplice nella sua profondità e per questo davvero notevole.Uno scritto non convenzionale , onirico ma realissimo.Dal mio punto di vista scritto in maniera perfettta stilisticamente e possiede la potenza e la capacità di lasciare qualcosa al lettore tipica dei classici; qualcosa di indefinibile , un'emozione direi.Grande Antonio Tabucchi . . . mancherai.

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    04/04/2012 00:08:13

    In omaggio al grande Tabucchi ho riletto questo libretto, ma chiamarlo libretto è volutamente improprio: è questo a mio parere il vero grande capolavoro di questo scrittore. Dieci stelle se fosse possibile.

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    Blu
    06/02/2009 21:29:23

    Ammetto di avere superato la metà (di poco), e questo dice quanto mi sia piaciuto .... Ma la storia dov'é ? I personaggi ? Ma.... chissà perché piace tanto ....

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    03/07/2008 13:03:43

    Questa è vera bellezza. Semplicemente perfetto, e ogni commento di più sarebbe superfluo.

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    Joe
    21/06/2005 00:36:11

    Un gran bel libro.Semplice,delicato e profondo.

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    Blackdog
    17/04/2005 14:14:02

    Bello e profondo. lo consiglio!!!

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