Restauro archeologico. Storia e materiali

Licia Vlad Borrelli

Editore: Viella
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 1 aprile 2003
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788883340789
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 21,25

€ 25,00

Risparmi € 3,75 (15%)

Venduto e spedito da IBS

21 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

L'autrice, già direttrice dell'Istituto centrale del restauro, ha voluto raccogliere in un manuale rivolto soprattutto al mondo universitario una sintesi della storia e delle tecniche del restauro archeologico, arricchendola con un'ampia bibliografia. Il centro dell'attenzione è la conservazione dei manufatti antichi, cura sempre esistita nelle società antiche ed esaminata in un'ampia casistica per quanto riguarda il mondo greco e romano. Anche il medioevo non trascurò, in alcuni casi illuminati, di proteggere i monumenti del passato, ma solo con la cultura rinascimentale si posero le basi per un restauro che fosse anche dotato di profondità storica e, dunque, si compisse attraverso un'analisi critica del suo oggetto. Questa fu resa possibile dal fondamentale lavoro di Winckelmann e dalla sua influenza sull'ambiente collezionistico romano, in parallelo alle scoperte archeologiche che si andavano facendo negli stessi anni nelle città vesuviane. Si arriva così ai lavori teorici di Viollet-le-Duc e Ruskin, superati poi dall'elaborazione degli studiosi italiani (Boito, Brandi), che portò alla nascita, nel 1939 dell'Icr a Roma.. La seconda parte del volume prende in esame le varie tipologie di materiali (pietra, terracotta, vetro, materie organiche) e le classi di opere più rilevanti (pittura, metallurgia) e si conclude con una veloce disamina dei problemi di conservazione museale e dei falsi. La densità dei contenuti è bene rappresentata dai corposi indici analitici, mentre la mancanza di un apparato iconografico rende l'accostamento all'opera non facile per i non specialisti.

Federico Barello