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Kathy Reichs

Traduttore: A. E. Giagheddu
Collana: Superbur
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 463 p.
  • EAN: 9788817126281

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe R

    02/08/2013 18.35.45

    Non mi è dispiaciuto. Tipico thriller della Reichs con una storia piuttosto intrecciata, tanti personaggi, ossa e sangue. Approfondimenti su argomenti scientifici (la dinamica delle fuoriuscite di sangue) e non (il mondo dei biker). Anche un po' di humor. Se posso fare un paragone, meglio della Cornwell recente.

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    Dj

    07/09/2012 16.14.23

    Discreto ma nulla di più. Sarà che l'argomento delle bande di bikers non riveste per me alcun interesse, ma la noia mi ha visitato più volte nel corso della lettura. Ho trovato il libro come sempre ben scritto ma un po' prolisso in alcuni punti e con forzature narrative in altri...va bene le coincidenze ma insomma.....Ribadisco, discreto ma al pelo.

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    Luca

    20/04/2010 20.28.34

    Seppur con una trama piuttosto superficiale e, per certi versi, anche noiosa, ostacolando quindi l'effettivo "decollo" della storia, l'ho trovato affascinante e interessante solo per la parte scientifica. "Resti umani", perciò, non è di sicuro all'altezza dei primi due romanzi della Reichs.

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    elia

    04/10/2009 12.17.49

    Come i precedenti libri della Reichs, ho trovato "Resti Umani" un'ottima lettura: ottima trama, molti colpi di scena, false piste per far salire la suspence..veramente bellissimo! Uno dei migliori thriller che abbia letto.. Attenta anche alla descrizione di luoghi e personaggi, con il pizzico di nozioni sull'antropologia che caratterizzano tutti i suoi libri.

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    zombie49

    25/10/2007 06.03.40

    Dott. Brennan indaga su guerra fra bikers in Canada. Il bel Ryan sembra coinvolto ma...Sparatoria finale al cimitero. Decrizioni esplicite e crude, come è appunto la guerra fra bande. Sempre apprezzabile la descrizione accurata dei luoghi e in particolare di Montreal, una città che conosco ed amo. Terzo romanzo pubblicato ed uno dei più riusciti.

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    Manu

    16/12/2006 18.39.16

    Il libro scorre veloce. La trama é intrigante come tutti i libri della Reichs. Io sono un'appassionata fans sia di Patricia Corwell sia di Katy Reichs. Chi ha avuto modo e intelligenza di leggere tutte e due le autrici si accorgerà di come sono differenti i personaggi nonostante facciano suppergiù lo stesso lavoro. Kay Scarpetta é un personaggio più oscuro e tormentato e negli ultimi libri la sua capacità investigativa era agli scoccioli. Tempe Brennann é un personaggio vitale più umano con mille dubbi anch'esso ma più vicino alle realtà quotidiane. Un personaggio che ha spessore e che ha debolezze comuni. Ottimo! Continua così Katy!

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    Massimo

    25/06/2004 11.11.03

    Più che al libro in se stesso, che comunque rientra nel quadro " è bello ciò che piace ", il mio commento riguarda alcune isteriche recensioni lette, figlie probabilmente di sentimenti invidiosi di mancati scrittori.....Libero ognuno di dire la propria, ma riuscire a proporre una recensione che sia esattamente uguale all'accusa in essa contenuta (leggi prolissa e pedante) è il massimo!! Rilassatevi....

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    leo

    07/08/2003 14.30.21

    x samuele:credo che tu abbia informazioni alquanto falsate, kathy reichs é una antropologa (o quello che fa esattamente nella realtà) estremamente rinomata e riconosciuta come una dei massimi esperi nel suo campo, al punto che é stata chiamata lei due anni fa a cercare di identificare col suo lavoro le vittime delle twin towers, cosa che l'ha pure alquanto segnata. può piacere o no come scrittrice, ma il suo lavoro lo sa fare molto bene.

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    Konni

    20/09/2002 15.04.08

    Sono rimasta un po' delusa da questo libro, soprattutto dopo aver letto i primi due che sono spettacolari. La trama non decolla. Brennan ha troppi problemi. Ha bisogno di uno psicologo!!!! Però consiglio vivamente "viaggio fatale", è molto più emozionante. Ciao.

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    phoebs

    08/04/2002 16.41.32

    Direi che chi ha postato le recensioni MOLTO approssimate probabilmente ha altri gusti e dovrebbe dedicarsi a generi differenti, tipo Horror o qualcosa del genere. Io ho trovato questo romanzo, come gli altri della Reichs, molto piacevoli, ben organizzati, sia da un punto di vista prettamente scientifico che di plot umano. Come dice una precedente recensione: forse gli uomini fanno fatica ad uscire da certi schemi... mah!

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    Massimo

    18/01/2002 09.49.22

    Beh, io ho letto tutto di Katy Reichs e non la considero assolutamente una Cornwell dei poveri. Concordo sul fatto che questo non sia di certo il suo miglior libro, ma nell'ultimo (Viaggio Fatale) che non ho ancora terminato, si sta riprendendo decisamente. A differenza di una Cornwell che ha trasformato le avventure bellissime dei primi episodi in romanzi da "effetto Beautiful" in cui non c'e' nula se non un susseguirsi di noie e paranoie della protagonista. (vedi L'ultimo distretto che non sembra neanche scritto dalla stessa mano).

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    Lara

    14/09/2001 21.54.46

    Ho trovato la lettura "piacevole" e stimolante. Il testo è scorrevole e mai noioso così come la storia non del tutto prevedibile. Leggendo le precedenti "recensioni" dei quanto mai approssimati recensori concordo sul fatto di aver trovato in giro di mooolto peggio. Forse non è il suo libro migliore (trovo gli altri più interessanti) ma non mi sentirei così catastrofica. Certo rispetto le opinioni alrui...in fin dei conti si tratta di uomini, e loro si sa....non sanno uscire da certi schemi!

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    RICHARD POMELLA

    03/09/2001 16.14.23

    un libro che sono stato costretto a leggere solo ed esclusvamente perchè mi trovavo in Namibia ed avevo terminato tutte le letture possibili. In due parole lo definirei vuoto e prolisso nelle descrizioni

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    manolo

    22/08/2001 00.09.39

    Io non esagererei troppo (vedi recensioni sopra). Ho letto di molto peggio...Tanto quanto la Reichs ci racconta un "mestiere" che non è propriamente comune: analizzare e dare un nome a resti umani appunto. Forse un pò troppo autocelebrativo, ma la descrizione del mondo dei biker e delle loro leggi è verosimile. Voto: 3,5

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    marco michelotti

    30/07/2001 18.13.54

    Ho ceduto alla tentazione di provare la lettura di Kathy Reichs e l'unico risultato certo è che non avrò più questa curiosità! La trama di questa storia non ha assolutamente alcuna attrattiva e si avvolge su se stessa senza alcuna capacità di coinvolgere il lettore, mentre la prosa è decisamente scadente e non compensa la mancanza di spessore nella storia. Mi è sembrato di leggere una brutta copia di Patricia Cornwell, con una protagonista affine alle prese con fatti di cronaca nera ammucchiati un po' alla rinfusa e dati in pasto irrispettosamente. Starò per sempre alla larga da Kathy Reichs!

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    Samuele

    25/07/2001 01.30.56

    Un libro che davvero non vale la carta su cui è stampato. Anche prescindendo dalla misera biografia dell’autrice (la Reichs è un’antropologa di provincia che si è riciclata come medico legale, e che sull’onda dei successi di Patricia Cornwell ha pensato bene di arrotondare lo stipendio componendo pseudo-thrillers affrettatamente messi insieme riciclando pezzi di cronaca nera trovati qua e là, storielle di corridoio di Quantico, improbabili leggende urbane e scopiazzando abbondantemente da romanzi da edicola di stazione), leggendo questo libro non si può non venire colpiti dalla incredibile povertà e linearità della trama, dalla disarmante prevedibilità delle vicende, dalla pedante ridondanza di descrizioni con l’unico scopo di tirare in lungo verso la sospirata soglia delle cinquecento pagine (in cui in pratica l’unico evento saliente è il ritrovamento di tre ossa che erano state sotterrate da una banda di bikers). Davvero penosi sono poi le divagazioni politicamente corrette (e.g. la protagonista Scarpetta è una italo-americana che pur essendo un’ottima agente deve affrontare il razzismo dei colleghi WASP; l’unico collega “buono” è un poliziotto indiano americano e pure sordo; ecc.) e i pavoneschi ammiccamenti autoreferenziali sparsi qua e là nel romanzo, il tutto a dimostrare che anche quando si è toccato il fondo si può sempre scavare. Purtroppo, le agguerrite case editrici americane, più interessate a mungere il filone che vende bene al momento (ma anche noi europei stiamo scadendo, e.g. pseudo romanzi storici alla ramses, incas etc.) che ha premiare il talento, hanno dato l’opportunità a questa “Patricia Cornwell dei poveri” di farsi un nome.

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