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Enzo Striano

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2001
Pagine: 372 p.
  • EAN: 9788817866958

Recensioni dei clienti

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    Osbrum

    01/05/2011 13.05.03

    Un libro straordinario, da brividi. Capace di farti calare con tutti i sensi in una Napoli di fine '700. Già dalle prime pagine se ne colgono i colori, gli odori spesso malsani, si scorgono scorci che sembra di poter toccare. Una storia di parole in 3D. Incredibile racconto dell'utopia repubblicana partenopea vissuta attraverso gli occhi di una donna, Eleonora Pimentel de Fonseca, che , tratteggiata dalle pennellate magistrali di Striano, appare Donna che travalica l'angusta seppur ribollente epoca dei suoi giorni. Lotta, difende le sue idee, i suoi sogni, subisce le violenze della vita senza mai tradire né le sue idee né il suo essere femmina. Tradita sarà lei ed i suoi compagni che avevano intrapreso, mossi da vero ardore, una battaglia in difesa della libertà e della repubblica, in un paese abitato da un popolo condannato da sempre ad una vita di apparente accettazione del potere ufficiale, che pubblicamente officia e riverisce ma che è pronto a vendere a chiunque gli prometta favori e sopravvivenza.

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    Davide

    15/04/2010 16.06.10

    Un romanzo straordinario, ricostruzione perfetta della condizione socio-culturale della Napoli di fine '700, che rispecchia e chiarisce le ragioni dei problemi che tutt' ora noi del sud ci portiamo nel DNA, come un giogo che malgrado il passare dei secoli continua ad opprimerci. La rivoluzione è fallita, ma anche se la Repubblica Napoletana fosse continuata ad esistere, temo che il problema sarebbe comunque rimasto, in quanto la vera rivoluzione è quella della culturizzazione del popolo, altrimenti si rischia di cambiare padrone, ma non "destino". La maggior parte delle persone, infatti, si trova travolta dagli eventi senza capire nulla di ciò che gli succede; in tali condizioni a vincere non sarà mai la popolazione, ma "coloro" che sapranno manovrare, mediante demagogia e dialettica, le masse. Quindi non importa che tali manovratori siano nobili o borghesi, resta il fatto che l'aristocrazia continua a permanere travestita o ribattezzata: una volta la si chiamava Nobiltà, oggi si chiama Politica; il concetto non cambia. Chiudo la mia recensione con una frase tratta dal romanzo in oggetto, non solo perché mi ha colpito, ma soprattutto per la potenza con cui riesce a spiegare in poche parole il mio pensiero che in tale ambito ho cercato di esprimere, forse anche un po' semplicisticamente. “A Napoli la rivoluzione pochi la capiscono, pochissimi l’approvano, quasi nessuno la desidera”.

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    adriano isernia

    16/06/2008 11.25.03

    Un capolavoro di un autore ingiustamente poco conosciuto. Striano racconta mirabilmente, sia sotto il profilo storico che umano, la vita di una grande donna attraverso la vicenda esaltante e tragica della Repubblica Napoletana. Il romanzo ha inoltre il merito di ricordare ai lettori di oggi come, al di là dell'eterno degrado, due secoli orsono Napoli fosse culturalmente all'avanguardia in Europa.

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    Silvia

    30/05/2005 20.00.11

    Incredibile come l'autore sia riuscito a calarsi nei panni di una donna...splendida la panoramica di Napoli con il suo dialetto e le sue tradizioni,soprattutto per chi,come me,appartiene a questa città...in una parola:bellissimo.

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    **

    11/05/2005 18.26.50

    per favore, vogliate cortesemente eliminare la parte del testo con riferimento al film. E' orribile leggerlo nella recensione. Mi spiace averlo segnalato, scusatemi

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    Roberto Saviano

    20/03/2005 12.18.46

    Grande Striano, cantore dell'unica rivoluzione che avrebbe potuto mutare il tragico destino del meridione d'Italia.

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    antar deepti

    13/02/2005 18.02.07

    Un bel romanzo storico, più facilmente apprezzabile da chi conosce Napoli, il suo dialetto e le sue tradizioni. Il personaggio di Lenor manca un pò di caratterizzazione, a volte è un pò debole, comunque si legge facilmente ed è gradevole anche per i riferimenti storici del periodo.

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    edoardo n.

    25/05/2004 22.27.43

    Con uno stile sobrio, incisivo, senza nulla concedere al sentimentalismo, Striano ha ricreato il personaggio di Eleonora Fonseca, trasformandolo per sempre in una figura poetica di prim'ordine: Lenòr. Grandi doti intellettuali, la lucidità che nasce dall'esperienza diretta della vita, il prestigio del personaggio pubblico, convivono in una combinazione persuasiva ed irresistibile con un'intensa spiritualità, purezza d'animo, ingenuo candore. Nei vicoli della Napoli del primo Risorgimento, Striano mette in scena l'eterno e doloroso mistero della sofferenza del giusto. Nello scontro col destino, Lenòr esce perdente; ma l'esperienza del dolore, il confronto continuo con la morte fino alla tragica conclusione, appaiono, più che una condanna, la condizione necessaria per il pieno dispiegarsi della straordinaria personalità della protagonista. Forse la storia più bella che Napoli possa raccontare, un classico contemporaneo di cui la grande editoria non dovrebbe dimenticarsi.

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    Susanna

    05/03/2004 22.29.35

    Il libro è una splendida e finissima analisi di una donna e della sua psicologia fatta da un uomo: da non perdere...

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    Enrica

    03/05/2003 23.07.57

    Molto buono...una storia appassionante, soprattutto per chi ama Napoli, intrecciata con la storia vera in un'armonia che pochi libri sanno trovare...

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    Francesca B.

    30/04/2003 16.19.17

    Un libro bellissimo di un autore purtroppo prematuramente scomparso. Rappresenta in modo commovente l'intensa vicenda umana di una grande donna, protagonista di quelle prime fasi dello scontro tra la monarchia napoletana e i riformatori che, in definitiva, condannò la prima alla decadenza e, sessant'anni dopo, alla sconfitta e alla perdita del regno. Sullo sfondo, le plebi sulle quali la storia passa e che, spesso, si schierano dalla parte sbagliata.

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