Resto qui - Marco Balzano - ebook

Resto qui

Marco Balzano

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 379,02 KB
Pagine della versione a stampa: 192 p.
  • EAN: 9788858427880

54° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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Quando arriva la guerra o l'inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. «Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare». L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine.
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    AndreaM

    04/10/2019 10:25:02

    Storia piuttosto banale, approfondimento storico da fiction RAI... nei pochi dialoghi i personaggi, pur essendo principalmente contadini analfabeti, parlano con linguaggio aulico come il turbo filosofo Diego Fusaro. Sembra un libro scritto per riempire le pagine dietro alla copertina-esca con la suggestiva fotografia del campanile nel lago artificiale di Resia. Si capisce dopo tre pagine che l'autore deve aver scoperto quei posti in vacanza, posti che non gli appartengono minimamente.

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    Laura

    25/09/2019 07:54:36

    Ho deciso di leggere questo libro dopo averlo "incontrato" molto in giro: ne sentivo parlare, lo vedevo citato nei gruppi di lettori, nelle vetrine delle librerie... alla fine ho ceduto alla curiosità e non me ne sono pentita. Racconta una piccola grande storia di "resistenza", ambientata in luoghi a me vicini geograficamente ma che ancora non ho visto di persona. E' stato molto interessante conoscerne la storia reale, attraverso gli occhi romanzati dei protagonisti. Un libro scritto bene, che val la pena leggere... e infatti l'ho regalato poi ad una carissima amica.

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    Milly

    23/09/2019 20:44:09

    Una storia che parla di Storia, il racconto doloroso di essere una piccola comunità montana, in quella periferia altoatesina che è un crocevia tra Svizzera e Austria, in un momento storico mondiale terribile... Le pagine scivolano via col loro carico di dolore che va infine ad annegare man mano che il livello dell'acqua sale. Passano gli anni, nel piccolo paese di Curon, e si succedono prima i regimi dittatoriali e poi a questi la neonata Repubblica, ma quando in ballo ci sono i grandi interessi... Lo leggi, e pensi al fascismo e al nazismo che fin nel fazzoletto di terra più sperduto, in alto sulle Alpi, tra i pascoli e il bianco dei loro inverni, si manifestava opprimente, chiedendoti in quanti son morti sulle montagne cercando di fuggire dalla guerra. Fa rabbia, e lascia tanto amaro in bocca, perché quando chiudi il libro rimani per mezz'ora a fissare quel campanile in copertina che emerge dal lago artificiale, ergendosi contro il pallore della nebbia come un fantasma. E scatta il parallelo con la val di Susa, e rabbrividisci... una storia nella Storia, che parla di resistenza e Resistenza. Una storia che ha una voce femminile, quella della protagonista, che riverbera fino all'ultima pagina. Assolutamente da leggere

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    alberto

    23/09/2019 20:10:22

    Non si conosce mai a fondo la storia del proprio paese, proprio perchè la storia la facciamo noi con le nostre storie,questo libro mi ha insegnato qualcosa sull storia dell'alto adige, sul perchè si ostinino sempre a parlare tedesco e a volte siano scortesi con noi italiani come se fossimo di un altro paese. inoltre sapevo del paese in fondo alla diga, ma solo della sua eistenza, come curiosità per turisti come tuttora è, ma non ne conoscevo la realtà e la storia. Un libro ti insegna sempre qualcosa e questo mi ha insegnato molto, ora non li sento più così diversi perchè capisco la loro sofferenza .Ben scritto e ben raccontato.

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    Cla

    22/09/2019 08:23:44

    Un luogo suggestivo evoca una storia toccante. Libro bellissimo, da leggere tutto d'un fiato.

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    Marta

    21/09/2019 14:56:53

    Attratta dalla copertina, che mostra il campanile del lago artificiale di Resia, ho acquistato questo libro, che trae spunto proprio dalla storia di un paese sommerso per poi procedere a larghi passi all'interno della storia del Novecento con la narrazione di una storia particolare quella di Trina e del marito disertore. Un romanzo storico molto ben fatto, non per nulla è stato vincitore del Campiello del 2015.

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    ylenia

    21/09/2019 14:16:17

    Libro emozionate

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    Luce

    21/09/2019 11:42:47

    Un luogo suggestivo evoca una storia toccante. Libro bellissimo, da leggere tutto d'un fiato.

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    Lollo

    21/09/2019 11:06:04

    Marco Balzano racconta una pagina misconosciuta della storia del Novecento, in un momento in cui è particolarmente importante riflettere sul significato di identità nazionale.

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    Barbara

    21/09/2019 09:52:07

    Grazie a Marco Balzano ho scoperto cos'è successo a Resia, lassù in quel paesino tra i monti vicino ai confini austriaco e svizzero. La Storia da quelle parti è stata crudele. Prima il fascismo, poi il nazismo, poi le croci rosse sulle case, poi il tritolo e infine l'acqua che sommerge tutto. Tutto tranne il campanile perchè dichiarato bene culturale. "Resto qui" è un libro che entra dentro e che apre gli occhi sugli estremismi politici passati e purtroppo anche presenti. Io lo consiglio a tutti. Per non dimenticare. Per reagire.

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    Daniela B.

    21/09/2019 08:40:33

    Utile per conoscere meglio la storia dell'Alto Adige attraverso una vicenda inventata ma molto ben documentata. Per non sorprendersi più davanti alla fatica di alcuni altoatesini di lingua tedesca a parlare l'italiano.

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    Fabiana

    21/09/2019 07:39:05

    Questa è la storia del paese Curon in Sudtirolo. Un paese che si ritroverà sommerso per via della costruzione di una diga. La protagonista che ci racconterà la storia è Trina, una donna con la D maiuscola. La scrittura di Balzano ti trascina fino a lì, in quelle montagne, in mezzo alle malghe, ai larici, nella neve e poi nell'acqua. Una storia commovente che mostra la forza e l'ostinazione degli abitanti del luogo nel non voler rinunciare e abbandonare le proprie radici, alle proprie abitazioni, sfidando tutto e tutti.

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    Emanuela

    20/09/2019 18:33:34

    Una storia per nulla semplice, capace di farti crescere il magone già dopo poche pagine, che parla di assenza di patria e lotta interna agli albori del fascismo e della seconda guerra mondiale. Non conoscevo Balzano, ma sono grato di essermi approcciata a lui con questo romanzo. Riesce a parlare dritto al cuore, crea personaggi indimenticabili, riuscendo anche a inserirsi in questa parentesi storica poco conosciuta. Scorrevole e coinvolgente, una delle letture migliori dell'anno scorso.

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    Niko

    20/09/2019 15:34:53

    E' un libro che mi ha travolto, è da leggere assolutamente. Fa capire come sono stati i vissuti dei nostri nonnine periodo della guerra. Parla di umanità , di amore per la propria terra, di ingiustizie e di parolacce a volte non vengono ascoltate. E' scritto benissimo e va letto.

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    Marco Travaglini

    20/09/2019 09:21:43

    Una storia sui legami profondi con le proprie radici, la terra in cui si è nati. Un romanzo che affronta un tema comune a gran parte della civiltà contadina e montanara. Da leggere evitando la superficialità di giudizio che condiziona i giorni che stiamo vivendo.

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    anna

    19/09/2019 23:25:18

    Questo libro a mio parere lo scorso anno avrebbe dovuto aggiudicarsi il Premio: “Resto qui” di Marco Balzano. • Quella raccontata in questo romanzo è la storia di un’ostinazione, dell'attaccamento alla propria terra natia che non si vuole abbandonare neanche quando essa, ormai, non esiste più. Un romanzo di cui consiglio caldamente la lettura ai tanti che amano le proprie origini, ma anche a quelli che le disprezzano o che le hanno completamente dimenticate, perché sappiano che esse faranno sempre parte di noi. • L'interessante - e vera - vicenda di Curon, unita a quella dei protagonisti di questo romanzo - frutto della mente dell'autore - è raccontata attraverso uno stile informale e discorsivo, così tanto che il lettore può immaginare di essere proprio lì, in casa con Trina che, mentre rammenda le calze, gli racconta gli avvenimenti più tristi della sua esistenza in un modo talmente autentico che in certi passi addirittura commuove. •

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    Carol

    10/09/2019 18:31:10

    Il libro è ben scritto, con una ricchezza di dettagli, personaggi convincenti, e intense descrizioni del paesaggio. Quello che mi ha convinto meno è l'espediente utilizzato dallo scrittore per dare inizio a questa storia, ovvero la fuga/scomparsa della figlia della protagonista. All'inizio si ha la sensazione che la storia si incentri su questo avvenimento, ma poi l'evento rimane in sottofondo (spoiler: della figlia addirittura non si saprà più niente) e a prendere il sopravvento è la storia di questo piccolo borgo altoatesino e dei suoi abitanti, in balia della Storia con la esse maiuscola che incide in maniera decisiva sulle vicende del paese (ed è la parte meglio riuscita del libro, a mio avviso). Poi, di nuovo, anche questo aspetto viene messo da parte e la narrazione si concentra sulla costruzione della diga che, anche se introdotta sin dall'inizio del libro come una minaccia serpeggiante, finisce poi per diventare il perno attorno a cui tutto ruota nella parte finale del libro (la meno riuscita, in cui lo scrittore è più sbrigativo, tralascia un po' i personaggi, lasciando in sospeso le storie di molti, che semplicemente escono di scena). Anche se nella nota finale lo stesso autore precisa che non è la vicenda della diga quella che gli interessava raccontare, in realtà è proprio questo che finisce per fare. Insomma, la figlia scomparsa, per dirla alla Cechov, "è un fucile che poi non ha sparato".

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    Mike

    29/08/2019 17:50:59

    Bella storia. Forse mi sarei aspettato qualcosina in più sul finale. Però, nel complesso, libro scorrevole e lettura piacevole. Consigliato.

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    Elena Albertelli

    10/08/2019 07:50:44

    Non si può ambientare un romanzo in un posto di cui non si sa nulla. Quello di Balzano non è l'Alto Adige, è il teatrino che vediamo in certi serial televisivi dove i personaggi parlano in romanesco o, nella migliore delle ipotesi, in bergamasco.

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    frency

    10/07/2019 19:46:13

    Una bella storia, avvincente all'inizio, ma a lungo andare mi ha delusa. Mi aspettavo di più

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  • Marco Balzano Cover

    Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso (Lieto Colle, Premio Gozzano). Nel 2008 è uscito il saggio I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio (Avagliano 2010, finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012), tradotto in Germania presso l’editore Kunstmann.A questo primo romanzo hanno fatto seguito Pronti a tutte le partenze (Sellerio 2013), L'ultimo arrivato (Sellerio 2014), con il quale vince nel 2015 il premio Campiello. Approfondisci
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