Resto qui - Marco Balzano - ebook

Resto qui

Marco Balzano

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 379,02 KB
Pagine della versione a stampa: 192 p.
  • EAN: 9788858427880

65° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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Quando arriva la guerra o l'inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. «Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare». L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine.
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    Ilenia

    04/07/2020 13:17:25

    Bello. Letto tutto d'un fiato (complice anche la lunghezza). Ti immerge nella storia di quel tempo. Avrei apprezzato anche qualche dettaglio in più, ma forse sarebbe diventato "lungo" e non ci stava più dentro a una "fiatata".

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    valeria71

    28/06/2020 13:32:40

    10 e lode alla copertina (voglio lavorare nell’uffIcio marketing dell’Einaudi)! La storia risulta verosimile e ben scritta, ma spesso ho avuto l’impressione che sia stata costruita per dar voce ad un’idea di vita montana che ha un’abitante di città, dove le montagne si pongono come ultimo baluardo al puro-incontaminato legame che l’uomo ha con la natura. Bella l’idea di far raccontare la vicenda ad una donna, anche se sembra anche questa spesso una voce fuori contesto, come appena accennati risultano i temi dell’indipendenza del Tirolo e degli sconvolgimenti che la seconda guerra mondiale ha portato in quei territori. Del resto mi è apparsa frettolosa la necessità di arrivare ad un finale, di certo più veloce del tempo impiegato dall’acqua per sommergere il paese. La lettura del libro comunque non è tempo perso, alla fine qualche giusto interrogativo storico emerge dalle sue pagine.

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    simona

    25/06/2020 06:19:12

    Un libro eccellente, la storia di una famiglia tra gli anni '20 e gli anni '60 del novecento. Un territorio di confine, personaggi been strutturati e umani. La storia personale e la Storia si intrecciano insieme ai dolori della vita. Una lettura che rimane impressa.

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    kimibur

    27/05/2020 17:16:01

    Il racconto di una famiglia che lotta per sopravvivere in un contesto storico legato alla seconda guerra mondiale. Lettura molto scorrevole!

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    Tizia

    17/05/2020 09:10:18

    Marco Balzano è un bravissimo scrittore e questo libro lo conferma. Una storia di resistenza dimenticata, personaggi che restano impressi nella memoria. Lo stile di un classico. Ve lo consiglio.

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    silviad82

    16/05/2020 16:46:32

    Prosa molto fluida che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine con un uso efficace e raffinato uso del lessico. Balzano, attraverso una prima persona femminile, si rivolge sempre ad una presenza che intravediamo solamente ma non focalizziamo mai del tutto. Questo incuriosire il lettore per l'intera durata del romanzo ed appassionarlo sia al destino della famiglia della protagonista sia alle vicende concernenti la costruzione della diga. L'autore ha finalmente posto evidenza su una storia per molto tempo messa da parte.

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    Roberta

    11/05/2020 21:38:05

    Trina e Erich decidono di restare a Curon quando molti scappano dal fascismo che impone l'italiano e spazza via identità e tradizioni. Poi arriva la guerra col suo seguito di ferocia, dolore e morte. Quando tutto sembra finito però la pace di questi luoghi viene nuovamente interrotta dai rumori della costruzione della diga che procede nonostante tutto.⁣ ⁣Questo romanzo è duro, potente. Dopo averlo finito resta prepotente la sensazione di amarezza e la forza di Trina e Erich. ⁣

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    LeonPato

    11/05/2020 13:56:46

    Ti chiedi come sia riuscito, Marco Balzano, a scrivere, con voce femminile, di profondo Alto Adige, di una vita di una madre combattente, a cavallo tra le due guerre, del suo dolore profondo... E ti dici che, probabilmente, solo un grande scrittore può riuscirci! Quello che non ti aspetti da un libro che prendi in libreria perché ti piace la copertina, perché a Curon Venosta ci sei stato, perché quel campanile è una delle immagini più belle e terribili che siano state scattate...

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    La Gi

    11/05/2020 13:30:25

    Coinvolgente. Ben scritto. Ogni pagina aumenta la volgia di continare a leggere le successive.

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    zombie49

    29/04/2020 04:17:33

    Trina vive a Curon, un paese della Val Venosta vicino al confine austriaco del Passo Resia, e al confine svizzero. Scrive a Marica, la figlia fuggita da bambina in Germania con gli zii, una sorta di lettera diario in cui ricorda gli eventi della sua vita. Si diploma nel 1923, quando Mussolini decide che in Sudtirolo, annesso all’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, è vietato parlare tedesco, e italianizza i nomi perfino sulle lapidi del cimitero. Diventa maestra clandestina, per insegnare in tedesco ai figli dei contadini e sposa Erich. Trina racconta dell’“opzione”, l’accordo infame tra Hitler e Mussolini x cui i contadini tirolesi potevano trasferirsi in Germania, dove il Führer aveva promesso inesistenti terre. Molti caddero nell’inganno, ma non Trina ed Erich. Lui, che odia i fascisti, è richiamato in guerra. Tornato a Curon ferito, decide di fuggire in montagna con Trina. E’ la guerra del popolo, senza eroi, con la fame, il freddo, la paura. Con la pace, il governo decide di costruire una diga x produrre energia elettrica, nonostante la disperata opposizione dei contadini, anche se il lago sommergerà il paese. Quella del Sudtirolo dopo l’annessione è una vicenda di soprusi, un episodio vergognoso di storia italiana nascosto per decenni, di cui, ancora oggi, si parla malvolentieri. Anche adesso c’è chi pensa che i sudtirolesi dovrebbero parlare solo italiano. Sebbene i personaggi siano di fantasia, il libro è una pagina di storia misconosciuta del Sudtirolo che gli italiani dovrebbero leggere, per conoscere e capire. Sono molti gli spunti interessanti: il fascismo e il nazismo che hanno diviso le famiglie, la diserzione che non è lotta armata ma fuga dalla guerra, la diga che cancella, come quella del Vajont, anche se non in modo tragico, un paese e quello nuovo, estraneo x gli abitanti. Ora, beffardamente, il campanile solitario nel lago è diventato un’attrazione turistica. Il linguaggio è semplice, stringato, fatto di periodi brevi e incisivi.

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    Ire

    24/04/2020 06:16:51

    "Guardo le canoe che fendono l'acqua, le barche che sfiorano il campanile, i bagnanti che si stendono a prendere il sole. Li osservo e mi sforzo di comprendere. Nessuno può capire cosa c è sotto le cose. Non c'è tempo per fermarsi a dolersi di quello che c'è stato quando non c'eravamo. Andare avanti come diceva Ma', è l'unica direzione concessa. Altrimenti Dio ci avrebbe messo gli occhi di lato. Come i pesci." Bellissimo, un libro che ti tocca il cuore, ti entra dentro e lascia una parte di sé. Andare a Curon, la nuova Curon, e fare il turista è semplice se non si sanno le vicende che si celano sotto quest'acqua, la resistenza degli abitanti che hanno combattuto fino all'ultimo perché la loro vita non venisse sommersa. Eppure la forza della politica e dell'economia non guarda in faccia nessuno, men che meno i sentimenti e le volontà degli abitanti di un paesino. Trina ed Erich, seppur personaggi fittizi e non realmente esistiti, sono il simbolo di quegli abitanti, un grande modello di tenacia e forza d'animo, hanno perso sì ma hanno comunque combattuto fino all'ultimo giorno per le loro idee e la loro vita. Prendiamoli d'esempio.

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    And the Oscar goes to ….

    23/04/2020 16:37:52

    Spesso i best seller sono sopravalutati, ma questo libro mi è piaciuto.

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    me

    02/04/2020 12:54:43

    Bello

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    Gianmarco

    16/03/2020 17:22:07

    Pur essendo un libro che si legge, ha il difetto di troppi libri italiani degli ultimi anni: da metà in poi sembra che l'autore debba per forza terminare il libro in breve tempo e la storia si impoverisce. Comunque da il significato della guerra "dietro le linee" dove la popolazione ha sofferto per le angosce dovute a fatti che non poteva prevedere.

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    Katiuscia

    27/02/2020 18:36:40

    Pur non essendo nulla di speciale per i miei gusti, ha il pregio di fare pensare a quella parte della storia che spesso viene dimenticata dai più, ossia la vita quotidiana in tempo di guerra.

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    IL

    18/02/2020 11:06:51

    Carino, scorrevole ma personalmente mi aspettavo di più. Forse per il fatto che non sono particolarmente appassionata del particolare momento storico, quindi non mi ha appassionata. Bella l'ambientazione, chiedo scusa all'autore, ma non mi ha convinta del tutto...

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    vale9roma

    28/01/2020 10:19:13

    Bellissima storia, bel libro.

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    Alberto

    24/01/2020 15:34:16

    Il libro è scritto bene, una storia semplice di amicizia in cui traspare un grande amore per la montagna. A mio avviso però troppo monocorde e tutto sommato un po' noioso. Personalmente il Premio Strega mi sembra un po' eccessivo ma si sa che i giudici non sono mai giudicabili...

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    ROSANNA

    04/01/2020 13:32:06

    Da leggere, per comprendere la Storia e l'Assurdo umano.

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    Cristian

    05/12/2019 00:09:27

    Da quanto mi ha incuriosito son dovuto andare in visita al paese ed è stato bello rievocare le emozioni della lettura

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  • Marco Balzano Cover

    Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso (Lieto Colle, Premio Gozzano). Nel 2008 è uscito il saggio I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio (Avagliano 2010, finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012), tradotto in Germania presso l’editore Kunstmann.A questo primo romanzo hanno fatto seguito Pronti a tutte le partenze (Sellerio 2013), L'ultimo arrivato (Sellerio 2014), con il quale vince nel 2015 il premio Campiello. Approfondisci
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