Categorie

Le ribelli. Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore

Nando Dalla Chiesa

Editore: Melampo
Formato: EPUB
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,24 MB
  • Pagine della versione a stampa: 150 p.
  • EAN: 9788889533741
Disponibile anche in altri formati:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Arcangela Cammalleri

    07/09/2008 20.40.21

    “Le ribelli” di Nando dalla Chiesa Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore Nando dalla Chiesa, sullo sfondo della lotta alla mafia, racconta le storie drammatiche e dolenti di sei figure femminili, madri, sorelle e mogli ribelli per amore, diventate, malgrado loro, protagoniste di una tragedia greca. Come si legge nella prefazione del libro, queste donne con coraggio, dignità e fierezza si ribellano all’ideologia dominante, infrangendo costumi e convenzioni, la loro richiesta di giustizia è un urlo universale in cui confluisce tutto l’amore ferito a morte. Sei storie esemplari che ne rappresentano tante altre, scelte per privilegiare il punto di vista della donna-vittima, della donna siciliana considerata per decenni simbolo di sottomissione e silenzio che, attraverso la forza rivoluzionaria dei sentimenti, si ribella all’ingiustizia, alla politica mafiosa contribuendo alla crescita di una piena coscienza civile. Sei le donne di cui si narra la loro vicenda umana intrisa di dolore, rabbia e ingiustizie. Francesca Serio, madre del sindacalista contadino Salvatore Carnevale, ucciso dalla mafia di Sciara, in provincia di Palermo, nel 1955, ultimo di una serie di uccisioni dei dirigenti più combattivi del movimento contadino siciliano. Felicia Impastato, madre di Peppino, fatto saltare in aria con il tritolo a Cinisi, diventato protagonista del film “Cento passi”. Saveria Antiochia, la madre del poliziotto Roberto, ucciso insieme al commissario Ninni Cassarà. Michela Buscemi, due fratelli vittime di Cosa Nostra, uno vicino agli ambienti del clan, eppure coraggiosa parte civile al maxiprocesso di Palermo. Rita Atria, diciassettenne sorella di Nicola, giovane boss dello spaccio, collaboratrice di Borsellino e suicida disperata dopo la strage di via D’Amelio. Infine, Rita Borsellino, sorella dello stesso giudice, diventata simbolo più alto di questa ribellione. Queste donne indomite hanno aperto per tutte le donne la strada della denuncia, della domanda di giustizia che non si arrende.

Scrivi una recensione