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Eloy Moreno

Traduttore: S. Bogliolo
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2012
Pagine: 379 p. , Rilegato
  • EAN: 9788863803143

Recensioni dei clienti

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    Valentina

    28/02/2014 16.15.56

    Insomma, se si voleva leggere un libro leggero, che parlasse di cose belle e che descrivesse una vita tutta rosa dove tutti si rendono conto di ciò che hanno e ne sono entusiasti....bisognava comprare un "Topolino" no??????? Bello, scritto bene, intenso. Consigliatissimo.

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    Valentina

    16/01/2014 12.57.22

    Questo libro mi è piaciuto davvero molto, forse anche perché letto in un momento della mia vita particolare e, quindi, mi sono riuscita ad immedesimare totalmente nei panni del protagonista ahimè ... Trovo che l'autore abbia un modo stupendo di descrivere gli stati d'animo umani e, soprattutto, di trasmetterli al lettore... consigliatissimo! ps. per chi cercava l'ironia (commenti precedenti) credo che già dalla copertina si potesse intuire che non fosse un libro "divertente" :-)

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    ferruccio

    06/07/2013 15.30.31

    Una storia piacevole ma niente di eccezionale; è già fin troppo scontato il dilemma che accomuna la stragrande maggioranza delle persone in relazione alla quotidianità senza lode e senza infamia che porta, spesso, a domandarsi del perchè dell'esistenza e quant'altro; essere soli nonostante si possa vivere in una metropoli; gesti stereotipati, come anche attività che si ripetono in automatico, che inducono al "mal di vivere". Certo chi non ha pensato, almeno una volta nella sua vita, di mollare tutto e andare a pescare le perle nei mari del Sud? Ovviamente le nostre esigenze ci impongono un certo stile di vita in comune con altrettanti pseudo-sconosciuti...ma d'altra parte qual è l'alternativa? Non è facile abbandonare ciò che si è costruito per un'avventura dai contorni instabili; e allora cerchiamo di vivere ciò che il destino ci ha assegnato, in maniera armoniosa e apprezzando le piccole cose.

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    dani70

    14/06/2013 20.53.25

    Acquistato in sconto e letto con poca convinzione, questo romanzo in realtà è stato una grande sorpresa. A me è piaciuto molto. E' la storia di un uomo felice ma triste. "Capii che la tristezza sarebbe divenuta il tatuaggio che non avevo mai voluto farmi nella vita". E' la storia di un uomo che si perde e che ha il coraggio di ricominciare tutto da capo. "E allora che rischio c'è? Cosa può succedere di peggio quando già va tutto male?" Per me, una grande storia umana.

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    Luca 68

    03/06/2013 00.32.06

    Ero titubante a leggere questo libro. Invece sono contento di averlo fatto. Il protagonista non vuole essere e non è un'eroe .non è a mio avviso un protagonista positivo.è semplicemente un racconto su come si vorrebbe cambiare la monotonia e la noia del lavoro.della vita di coppia. L'autore lo fa a modo suo e fa riflettere su molte cose.belle o brutte che siano. A me è piaciuto.

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    bobo83

    08/04/2013 20.48.43

    Dispiace leggere commenti negativi su un romanzo che mi ha fatto davvero emozionare e anche commuovere. Scritto in maniera semplice e diretta, con una storia che fa in modo di potersi identificare, per certi aspetti. Divorato in pochissimo tempo, lo consiglio senza ombra di dubbio

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    Donatella

    27/10/2012 08.11.59

    Questo libro non mi è per niente piaciuto. E' lento e farraginoso. La narrazione è condotta male, per esempio un personaggio non si capisce che fine faccia, è colmo di luoghi comuni già letti o già sentiti in altre opere, il personaggio principale è di una grettezza e aridità di affetti spaventose, tuttavia viene presentato sempre in modo positivo. Mi ha lasciata molto perplessa rispetto al successo riscosso. Non mi sento di consigliarlo.

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    Tiziana

    16/09/2012 20.35.45

    non capisco come questo libro abbia fatto successo, soprattutto perché a incensarlo è stato il passaparola dei lettori. non ne condivido l'entusiasmo, ma ammiro la caparbietà e la tenacia dell'autore nel distribuirlo e diffonderlo. di lodevole trovo solamente la capacità di sviscerare gli stati d'animo, ma l'accanimento con cui lo fa rende la lettura faticosa, opprimente, angosciante. sfiducia, malcontento, scarsa autostima, pessimismo e depressione del protagonista la fanno da padroni, ma non credo sia positivo dare spazio solo al nero e alla negatività, soprattutto se si vuol far dono di sé agli altri come quando si scrive un romanzo. non mi è piaciuto affatto.

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    setafnia

    08/08/2012 10.52.55

    Io l'ho trovato un libro completamente inutile. Per le prime 160 pagine sembrava promettere bene, ma poi si è trasformato nella sagra delle cose scontate. Adesso capisco perché nessuno glielo ha voluto pubblicare e se lo è pubblicato e distribuito da solo! Lo sconsiglio a chiunque ami davvero la lettura.

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    Mariateresa

    04/08/2012 09.53.04

    Un libro particolare nello svolgimento ma molto interessante, l'ho letto velocemente e sicuramente attenderò le prossime opere dello scrittore.

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    Marymilla

    26/04/2012 10.45.24

    La lettura di questo romanzo mi ha procurato sensazioni contrastanti, e non tutte positive. Il protagonista e narratore dovrebbe essere un uomo felice: ha un buon lavoro, una splendida moglie che lo ama, un figlio piccolo e un'affezionata famiglia alle spalle. Tuttavia fin dalla prime pagine si percepisce nettamente la sua insoddisfazione. Scegliendo la strada dell'anticipazione, l'autore conduce il lettore lungo il percorso fatto di "momenti comuni, insignificanti" che l'ha portato allo sfacelo di tutto ciò che di buono era stato costruito. A partire da quella prima tragedia sfiorata, che lo allontanerà dal suo più caro amico Toni, emerge, nella narrazione in prima persona, l'angoscia di chi è incapace di reagire, di chi si lascia trascinare da piccoli fallimenti e delusioni, senza sapervi mettere un freno. La ripetizione di gesti sempre uguali, il susseguirsi di giornate piene di impegni, che nel racconto diventano la causa della sua sconfitta, sono in realtà semplici pretesti per non affrontare la vita, per lasciarsi condurre passivamente dal destino al disastro finale, che attende il lettore fin dai primi capitoli. Nessun impulso scaturisce dal nostro non-eroe, nessun tentativo di ribellione: i soli gesti dettati dalla sua volontà sono piccole vendette, meschinità riprovevoli. Perfino la salvezza finale, anch'essa anticipata dal narratore stesso, non viene da lui, ma è un salvagente gettato ad un naufrago, una mano tesa che lo sorprende nell'ultima, ennesima autocommiserazione. Resta l'abilità dell'autore nel dipingere in modo realistico il male dell'uomo moderno: l'incapacità di gestire le proprie scelte per paura di sbagliare, forse, o di non essere all'altezza; il bloccarsi al presente senza guardare oltre e accorgersi che la tragedia è conclusa quando ormai non c'è più nulla da fare. E' per questo motivo che la narrazione manca del più piccolo tocco di ironia?

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    Marco

    03/04/2012 05.19.28

    Mah. Distruggere le vite degli altri per poi scappare dalla propria vita e dalle proprie responsabilità non mi sembra un gran bel messaggio. Nemmeno se una delle vite meritava di essere distrutta. Tutto sommato banale anche l'idea che la vita di città è alienante e quella di paese esaltante. Comunque, anche se un po' a fatica, ho raggiunto l'ultima pagina. Consigliarlo è un'altra storia.

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    Damiani

    26/02/2012 22.13.16

    L'inizio ha una traduzione non molto chiara, non fluida...ma dopo inizia a scorrere..un romanzo in cui ci si identifica molto, la vita di una coppia che non ha rempo per vivere insieme e stare insieme...una vita che potrebbe essere tranquillamente la vita di ogni lettore! Cosí tra ina riga e l'altra pensi e rifletti sulle cose importanti della tua vota che ti circonda..e il romanzo ti fa capire che tutto ció che fai non lo vorresti fare ma in qualche modo devi! Cosí una serie di incomprensioni, di avvenimenti non poco chiari saltano fuori agli occhi delle persone cose che non sono realmente accadute! Un romanzo riflessivo, anche se un molto lento il capitolo del viaggio in montagna..e aimé poco sviluppato il rapporto con il suo migliore amico...che fu il principio e la fine di tutto! Buona lettura!

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    Matteo

    13/02/2012 17.53.53

    Non so proprio che voto dare a questo romanzo. Lodevole è la tenacia dell'autore che crede in quello che ha scritto, lo fa stampare e lo va a vendere in una sorta di porta a porta delle librerie. Un po' meno lodevole il lavoro della casa editrice che ha acquistato i diritti. A questo romanzo manca un buon lavoro di editing che lo pulisca un po'. La prima parte del romanzo fila via liscia ed è accattivante, credibile e coinvolgente. La seconda, quella del "viaggio", molto più monotona. L'occhio scorre veloce sulle parole alla ricerca del *dunque*. Quando ci si arriva non è nulla di inaspettato, un finale piuttosto atteso anche perchè bellamente spoilerato dalla descrizione sulla quarta. Insomma Eloy Moreno è da elogiare. L'operazione commerciale dell'editore spagnolo e a ruota quello italiano (non posso giudicare le altre edizioni internazionali) è un discreto lavoro di marketing che avrebbe avuto maggior successo con qualche cura in più del *prodotto*. Detto questo una lettura a metà tra il bello e il noioso. Voto? Non lo so.

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    Andrea Fava

    01/02/2012 10.04.30

    Opera assolutamente meritevole sulla noia e ripetitività che contraddistinguono la vita professionale di un impiegato dei giorni nostri, sulla quasi totale indiffirenza nei confronti di persone con le quali, volenti o nolenti, si ha a che fare tutti i giorni, sull'assuefazione a un rapporto di coppia routinario e piatto, insomma su temi con i quali è fin troppo facile identificarsi. Ma anche sulla possibilità di cambiare la cose. Possibilità che non è proprio dietro l'angolo ma non è neppure di un altro pianeta e che comunque può essere più vicina di quanto spesso crediamo. A volte, come nel caso del protagonista del libro, l'arma vincente e definitiva risiede nella capacità di non rassegnarsi.

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