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Bret A. Johnston

Traduttore: F. Aceto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 464 p., Brossura
  • EAN: 9788806220358
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Recensioni dei clienti

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    CarlaM

    21/12/2016 13.51.12

    Non scrivo mai recensioni e non abbandono mai una lettura, ma arrivata a pagina 43 ho deciso di abbandonare questo libro... la traduttrice sembra una professionista e sicuramente i redattori Einaudi lo sono, ma trovare "delfino a naso di bottiglia" (dall'inglese "bottle-nosed dolphin") anziché tursiope (o al massimo "delfino DAL naso di bottiglia") e ben due volte (in appena 40 pagine) il verbo "pignorare" al posto di "impegnare" (al banco dei pegni, dove lavora uno dei personaggi, "la gente gira e rigira pignorava sempre gli stessi [oggetti]") mi sembra inaccettabile... errori di traduzione o mancanze del redattore non so, ma ci va un po' di rispetto per i lettori! Chissà come la prenderebbe l'autore se sapesse...

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    cristina

    11/09/2016 12.45.51

    leggendo le recensioni entusiastiche mi aspettavo molto di piu', l'ho trovato noioso e dispersivo, la storia poteva essere raccontata nella meta' delle pagine. L'ho letto svogliatamente aspettando un colpo di scena che non e' mai arrivato e giunta a 100 pagine dalla fine non ce l'ho più fatta a continuare e l'ho abbandonato

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    Carol

    18/05/2016 19.22.43

    Molto riuscita la caratterizzazione dei personaggi ma soprattutto la descrizione delle conseguenze che un rapimento/sequestro di un bambino ha sulla famiglia, anche quando il bambino torna a casa dopo diversi anni da quando è scomparso. La forza del romanzo a mio avviso è proprio questa: descrivere lo sconvolgimento della vita quotidiana, delle relazioni, degli affetti, provocato dal non sapere chi ha rapito tuo figlio e perché, dove sia tenuto prigioniero e se sia ancora vivo, dall'aspettare ogni giorno qualche notizia, anche cattiva, per liberarsi dalla sofferenza, e allo stesso tempo cercare di ricomporre i pezzi e provare ad essere di nuovo una famiglia quando il ragazzo torna a casa, inevitabilmente cambiato. I lettori delusi secondo me si aspettavano che l'autore si soffermasse sulla prigionia del ragazzo (viviamo in un'era di guardoni, il che giustifica il successo dei reality e delle tante trasmissioni che speculano sui fatti di cronaca). Invece l'autore non spiega più di tanto i motivi del sequestro e che tipo di prigionia sia stata (anche se con poche frasi ce lo lascia ben immaginare), perché non gli interessa indagare sulla psiche del sequestratore e sulle motivazioni di chi compie questi gesti. (E per il lettore che non ha capito perché il bambino non torna a casa prima, si andasse a rileggere la parte in cui spiega che chi lo teneva sotto sequestro minacciava di uccidere la sua famiglia, e la mente di un bambino è facile da manipolare, soprattutto con la paura). Non do il massimo dei voti perché troppo spesso lo scrittore si perde nella descrizione di moscerini, fili d'erba, nuvole, sassi e ed altri dettagli che non arricchiscono il contesto, anzi annoiano chi legge.

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    claudio

    24/02/2016 10.08.00

    Un romanzo sulla solitudine dell'uomo davanti al dolore. La difficoltà, la paura di aprirsi all'altro per condividere il peso del dolore possono creare una gabbia sul cuore e addirittura soffocarlo. Solo la condivisione apre vie di speranza e rompe il muro dell'isolamento. Il gesto che la famiglia unita compie abbracciandosi e pregando è immagine di questo sforzo di apertura nella ricerca di una risposta alla sete di amore della nostra umanità. La rinuncia alla vendetta è poi la conseguenza di questa forza d'amore ritrovata. Un bel romanzo che si legge tutto di un fiato e che lascia l'animo rasserenato da un'esperienza positiva che va dalle tenebre del dolore alla luce della speranza ritrovata.

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    gioffo

    24/02/2016 09.28.00

    Il NYT lo consiglia come uno dei migliori romanzi dell'anno ed io mi sono trovata d'accordo. La storia è abbastanza semplice in verità ma ad essere molto complesse sono le dinamiche familiari che si vengono a creare al momento della liberazione di Justin. Si rimane sempre col fiato sospeso in attesa di una nuova rivelazione sul rapimento, di una svolta nelle indagini ma la maggior parte delle informazioni rimane sottintesa, da immaginare. Ho trovato molto realistiche le reazioni comportamentali di tutti i componenti della famiglia. Lo consiglio vivamente.

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    Depe

    04/02/2016 13.46.15

    Non si può dire che è un brutto libro, ma ammetto che quando l'ho finito ho tirato un sospiro di sollievo. La trama di per sè sarebbe avvincente, ma a parer mio l'autore si perde in lunghi discorsi e descrizioni psicologiche che a volte ho fatto fatica a seguire fino in fondo, nonostante il libro sia scritto davvero molto bene. Piu volte ho saltato delle pagine. Le emozioni e gli stati d'animo dei personaggi sono descritti davvero molto bene e riescono a toccarti nel profondo se comprendi bene quello che vuole comunicare l'autore, ma non mi ha dato emozioni. Durante la lettura aspettavo sempre quel "di più" che però non è arrivato. L'autore lascia con troppe domande senza risposte e avrei gradito molto maggiori interazioni fra i personaggi; sarebbe stato interessante conoscere le emozioni del ragazzo rapito più nel dettaglio, invece il libro è concentrato interamente sugli altri membri della famiglia. Momenti che mi hanno tenuta incollata alle pagine ce ne saranno stati due al massimo. Insomma, romanzo poco scorrevole e un po' pesante. Peccato, perchè l'argomento da trattare è molto interessante.

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    luigiru

    28/12/2015 16.29.19

    Molto bello nonostante il senso di cappa che restituisce. Al lettore, come agli altri personaggi, non è dato sapere cosa pensa Justin né cosa ha provato/subito, si rimane così con un senso di frustrazione e di impotenza, si rimane aggrappati alle parole sfuggite. E così ognuno a modo suo affronta l'inaspettato e prova a ricomporre il puzzle della propria vita. Ma qualcosa che s'è rotto non sempre s'aggiusta. Forse è proprio questa la lezione che ci vuole trasmettere Johnston. PS: non commento mai quello che scrivono gli altri utenti, ma vi prego - soprattutto prego i responsabili del sito - OMETTETE (e cancellate) i commenti che svelano parti fondamentali del libro, come è accaduto questa volta. Nemmeno a metà libro e leggo cosa succede al rapitore! Ci vuole proprio il tatto di un macellaio...

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    Massimo F.

    22/11/2015 18.13.51

    Mah, non mi ha convinto. Autore "freddo" nel cuore e distaccato nella penna. Romanzo troppo lungo, che si avvita e si annoda in percorsi che il lettore spera portino alle rasoiate socio-familiari di un Franzen o alle profondità di un Auster (autori freddi solo nella penna), ma invece si perdono nel (quasi) nulla. Peccato perché le premesse c'erano: storia, complessità dei personaggi, ambientazione. E invece sei lì che aspetti un'emozione che non arriva mai (escluso forse un paio di episodi relativi al figlio minore, la figura a mio avviso più riuscita).

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    maria antonietta oddone

    30/09/2015 15.10.07

    Ha ragione il NYT quando lo definisce il più bel libro dell'anno. Uno spaccato delle dinamiche familiari intenso e ben costruito. Lo scrittore non indulge mai nella descrizione degli abusi subiti da Justin,lo scopo del romanzo è essenzialmente quello di analizzare i sentimenti, (paura,angoscia, inadeguatezza, senso di colpa, gioia) dei personaggi che ruotano intorno alla storia. Non è certamente un thriller ma piuttosto un romanzo psicologico. Lo consiglio moltissimo.

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    Erika

    25/09/2015 11.58.25

    Uno dei migliori libri che ho letto ultimamente. L'introspezione psicologica dei personaggi è magistrale. Ottima l'idea di raccontare una storia dal "dopo" happy end in poi. Che cosa accade DOPO che un ragazzino rapito torna a casa...? Bret Antony Johnston lo racconta in modo toccante e realistico.

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    Marco

    21/09/2015 10.18.27

    Profondissimo e ben scritto. Una magnifica sorpresa. Non lascio mai recensioni, ma questa volta lo faccio sperando di contribuire al passaparola positivo. Lo consiglio vivamente!

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    giusi

    10/09/2015 10.44.38

    Mi hanno colpito i giudizi sostanzialmente negativi di altri lettori. Io l'ho trovato un grande libro. Abile capacità di scrittura, che di questi tempi non è assolutamente da disprezzare e profondità di analisi psicologica. Un fatto di una potenza destabilizzante, senza paragoni colpisce una famiglia: il figlio più grande scompare per quasi 5 anni. Il suo ritorno al di là dell'infinita gioia che provoca in tutti, è il ritorno di un reduce, di una persona ferita in fondo all'anima se non nel fisico. La grande forza narrativa di Johnston è di non perdere mai di vista i suoi personaggi. Noi entriamo nei pensieri di tutti tranne che in quelli di Justin. E questo come lettori ci pone nelle stesse condizioni dei suoi genitori e di suo fratello. Come sta lui? Cosa ha provato? Quanta paura ha avuto? Cosa ha subito dal suo rapitore? Non lo sapremo mai. Justin è tornato da un luogo che oltre ad esser un luogo fisico è un luogo dell'anima. Insondabile, inconoscibile, incomunicabile. La costruzione del romanzo è molto abile. Un giallo che non si conclude però con il catartico svelamento dell'assassino (se assassinio c'è stato). Nonostante il fatto che noi lettori qualcosa in più di ciascun protagonista sappiamo non sapremo mai neppure noi come veramente si sono svolti i fatti. Un grande romanzo. Mi sento di consigliarlo assolutamente.

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    carlo

    10/09/2015 10.23.17

    Un libro di non facile valutazione. Avrei voluto di più ma indubbiamente quello che l'autore ci offre è estremamente denso. La situazione delineata è complessa e l'autore riesce a far percepire la fatica ad adattarsi a ricominciare perché non si ha un punto di ripartenza. Pur con qualche fatica ma lo giudicherei un libro da leggere se non altro per le psicologie che vengono delineate.

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    Mauro

    01/09/2015 11.04.19

    Dopo avere acquistato La ragazza del treno, mi sono fatto infinocchiare anche da questo, e non soltanto perché il NYT lo ha definito "uno dei migliori romanzi dell'anno" (scorso, perché in America è uscito nel 2014), ma soprattutto dopo avere letto una entusiastica recensione su Repubblica del 24 luglio. La prima cosa che mi chiedo è: il libro vale i 21 euro del prezzo di copertina? Non è una domanda scontata, perché ogni cosa deve valere il suo prezzo, e in questo caso la mia risposta è categorica: no. La storia è banale: un ragazzino di 11 anni viene rapito in una cittadina del Texas e ricompare dopo quattro anni, riconosciuto per caso da una venditrice ambulante. Viene rintracciato e arrestato il colpevole, che alla fine si suicida. La storia, però, non ruota tanto intorno al rapimento, del quale poco viene scritto e molto si lascia immaginare, bensì sulle conseguenze che la ricomparsa dal rapito provoca nella sua famiglia: il padre, la madre, il fratello e il nonno paterno. Durante la scomparsa dal ragazzo, la famiglia non ha mai smesso di cercarlo, ma ha in un certo senso trovato un suo equilibrio che viene devastato dalla sua ricomparsa. Il padre ha continuato a svolgere il suo lavoro, concedendosi qualche scappatella con un'amante. La madre s'è messa a fare la volontaria in un centro di osservazione di delfini. Il fratello sta man mano "ereditando" le cose dello scomparso. Il nonno prosegue nella sua vita, ma alla ricomparsa del nipote scoppierà il suo desiderio di vendetta. Il finale è da volemose bene. Il libro è scritto molto bene, ma vi sono continui flashback, molti dei quali non c'entrano con la storia e che non la fanno nemmeno progredire. L'impressione mia è che l'autore abbia scritto la storia, 100-150 pagine, poi l'editore abbia messo sotto un esercito di editor che ne hanno tirato fuori un libro di 450 pagine (come giustificare altrimenti il prezzo di copertina?), indubbiamente costruito con arte e maestria, ma appunto "costruito".

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    paolo

    25/08/2015 22.15.25

    L'ho letto dopo una recensione entusiastica pubblicata da un grande quotidiano. Poi nella quarta di copertina se ne parla come di un nuovo jonathan Franzen e mi sono quasi gasato, ma è stata una delusione. L'idea non è male, ma presto le idee scarseggiano e quando il ragazzino scomparso da anni ricompare il romanzo si arena. D'accordo, il tema è l'effetto, su tutti coloro che ne sono coinvolti, del difficile ritorno alla vita normale di un adolescente rapito, ma per farlo sono necessari strumenti che l'autore secondo me non possiede, una capacità di leggere l'animo umano che questo johnston aggira ricorrendo, con una prosa senza slanci, a scorciatoie emotive. Ecco quindi, quasi in ogni pagina, i personaggi baloccarsi tra respiri che mancano, gole che si chiudono, teste che prendono a girare, gambe che si piegano e tutti gli altri accorgimenti a cui si ricorre se non ci sono vere emozioni da trasmettere al lettore.

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    cesare

    12/08/2015 15.22.16

    . Ricordami così *** di Brett Anthony Johnston Un bambino scompare e poi ritorna, ma le domande senza risposta sono tante forse anche troppe. Soprattutto perché non è fuggito prima? Troppo lungo tanto che ti costringe a numerosi salti di pagine. Una buona storia americana. Pagg. 459 agosto 2015.

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    ilaria

    05/07/2015 12.37.23

    Molto ben scritto .Scrivendo di rapimento e abusi su minori lo scrittore non ha ceduto a descrizioni piene di facili pietismi o dettagli pruriginosi.Ho apprezzato molto lo stile letterario e la scelta di raccontare la storia del ritorno a casa di chi ha subito un trauma e tutto cio' che comporta doversi riadattare alla normalita' del quotidiano.Intenso toccante con personaggi ben delineati.Bello per quanto triste e angosciante

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