I ricordi mi guardano

Tomas Tranströmer

Traduttore: E. Tiozzo
Editore: Iperborea
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2011
Pagine: 96 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788870915037
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Recensioni dei clienti

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    Eliseo

    26/12/2011 17:20:14

    Un libro stupendo: è vero che a volte poche pagine bastano a trasmettere delle forte emozioni, a farti viaggiare indietro nel tempo e a condividere le esperienze vissute da un grande poeta, da un premio nobel ... ma che soprattutto era un ragazzo comune, con i suoi sogni, le sue paure, le sue sensazioni... Sono felice di essermi imbattuto in questo autore e questo lo devo soprattutto ad un amico speciale, Riccardo: GRAZIE, IL REGALO PIU' APPREZZATO IN QUESTO NATALE 2011!!!

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    Loris

    13/12/2011 15:40:59

    Questo breve memoir in prosa mi ha attirato in virtu' del nobel conferito all'autore , sebbene sapessi che tutta la sua opera si e' sviluppata nell'ambito della poesia. Si tratta di ricordi legati all'infanzia e all'adolescenza, tratteggiati in modo nitido e vivido. Emerge il ritratto di un individuo sensibile, presto conscio della propria singolarita' e delle ombre che la perdita e la malattia allungano sull'esistenza umana. La curiosita' intellettuale si esprime in vari ambiti, fino a trovare nella poesia una 'forma' adattta a mettere in scena le intuizioni e i moti dell'animo. Dopo questo pregevole preludio, non resta che passare alla lettura delle poesie.

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    alida airaghi

    04/12/2011 15:50:58

    Con un titolo molto lirico Iperborea pubblica otto brevi prose (l'unica prova narrativa nelle vita dell'autore,uscita in Svezia nel 1993)del premio Nobel Tomas Transtroemer,il poeta più tradotto al mondo.Produzione letteraria e biografia si nutrono vicendevolmente in ogni scrittore,e a vicenda si illuminano di epifanie che aiutano il lettore a meglio penetrare nel mondo di chi si racconta sulla pagina.Ed è sempre l'infanzia la miniera di ricordi e sentimenti a cui si ricorre per comprendere e descrivere se stessi agli altri:"Il nucleo,la parte più densa,sono quei primissimi anni in cui vengono definiti i tratti fondamentali della nostra esistenza".Quindi Transtroemer narra i suoi anni dalla primissima infanzia al liceo,che nel volume sono illustrati anche da ritratti fotografici:dai tre anni,segnati da "una sensazione di fierezza" per aver raggiunto un'età di quasi consapevolezza,al divorzio dei genitori ("Io non avevo un papà da mostrare..sentivo fortemente il pericolo di essere considerato un diverso perché nel fondo di me stesso sospettavo di esserlo"),alla coscienza di una sua sostanziale estraneità nei riguardi dei coetanei("Ero divorato da interessi che nessun bambino normale avrebbe avuto").Quali potevano essere,dunque,gli interessi di un ragazzino futuro poeta premio Nobel? "Scoprire,raccogliere,esaminare".La passione per i musei e le collezioni di insetti:"Senza rendermene conto feci molte esperienze di bellezza.Mi muovevo nel grande mistero".E poi la lettura,lo studio della storia e della geografia,la passione della politica come senso etico della giustizia e della lotta contro i soprusi.Ma anche la scoperta dell'angoscia,della malattia,della morte come esperienza del buio,dell'annullamento,della perdita.Del tempo che passa e incide solchi nel corpo,lo muta e stravolge. E infine la musica,la filosofia e soprattutto la poesia come àncora di salvezza:la rilettura dei classici antichi,il rispetto della "Forma" come nitidezza e onestà di vita e scrittura.

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