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Nicola Lecca

Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2000
Pagine: 156 p.
  • EAN: 9788831773607

Recensioni dei clienti

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    lina

    09/08/2015 14.36.16

    Nonostante il linguaggio accattivante il romanzo è davvero piatto e privo di trama.

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    Anna Maria

    14/05/2013 10.35.12

    E' un piccolo gioiello Ritratto notturno. Nel personaggio di Anne-Rose vi ho trovato reminiscenze da "La Libreria" della Fitzgerald e dell'Eleganza del Riccio. Intriso di poesia e malinconia non è certo romanzo per tutti. La storia poteva essere sviluppata in qualche centinaio di pagine (per intendersi quelle di cui necessita un best-seller per gli editori)ma lo scrittore ha opportunamente solo sfiorato quegli avvenimenti tragici dell'adolescenza, che hanno poi determinato le non-scelte della protagonista. E' notevole che una storia del genere sia stata scritta da un autore così giovane. Complimenti Nicola Lecca!

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    silvia

    18/12/2009 23.11.51

    Dolcissimo, delicato, come solo Nicola Lecca sa essere.

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    Giampiero

    21/05/2006 15.23.41

    Ritratto notturno è uno di quei rari libri in cui ad essere esaltata è la vita di una donna che ha scelto la solitudine per compagna. Trovo pagine bellissime a descrivere la soavità della condizione amorosa e la crudeltà della perdita e del rimpianto. Il ritratto che Nicola Lecca ci regala è quello di una donna straordinaria, con il dono della poesia che le fluisce dalla vita, ma che un giorno dietro l’altro lascia che sia la paura di vivere ad essere protagonista della sua storia. Quante adolescenze spezzate da eventi più grandi della loro effettiva comprensione, diventano vite deluse, spaventate e negate? Lecca è bravissimo nel fare danzare attorno ad Anne-Rose figure dolenti, tristi e appassionate, ma è quando mette sulla strada della protagonista la giovane freschezza di Margherite o la gentilezza di Roberto, inonda le pagine di sole, tracciando un cammino che la protagonista non riesce a percorrere. Ancora una volta tanta Musica nelle pagine di questo autore, da un requiem di Britten ad un romantico Chopin, tra i versi di Anne-Rose e quelli di Rimbaud ed un casa resa così triste ma sicura in un incantevole quartiere di Parigi. Ma se Anne-Rose riesce a desiderare di più - e forse meriterebbe ciò che desidera - non ha il coraggio di andare incontro ai suoi sogni e resterà sospesa in una immaginata Stoccolma, senza mai gustare davvero quella crema alla vaniglia che ha il colore dei capelli di Claude. Sarà Maurice, l’amore appena accennato, ma mai realmente accettato, a restituirci il suo silenzio ed a conservare il suo segreto.

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    Francesca

    25/03/2006 10.47.19

    Sono d'accordo con Gianni. Io credo che semplicemente Nicola Lecca, come ogni poeta, non sia per tutti. E mi pare anche di interavvedere nei commeti precedenti un sentimento solo: INVIDIA. Ma tu, come l'albatro vola alto sulle teste dei marinai, continua a scrivere per noi, e non ti curar di loro.

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    Gianni

    03/10/2005 23.38.49

    Le critiche negative si possono accettare, è bene esprimere ogni parere, purchè il messaggio che vogliamo comunicare sia completo e giustificato, mentre non son d'accordo con chi cerca di denigrare un giovane talento come Lecca. Non tutta la poesia si può interpretare o se vogliamo anche comprendere, questo è sicuro, la poesia è un qualcosa di intimo, di interiore soggettività, il poeta è un artista, anche lo scrittore lo è, entrambi sono creatori d'arte, che danno libero sfogo alla loro immaginazione, al loro impulso, a me stesso vien difficile entrare in tanti universi fatti di persone, e visto e considerato ciò, non reputo un libro che leggo, indegno alla pubblicazione, ma semplicemente do una critica, espongo le mie motivazioni personali. Questo libro è tutt'altro che vuoto, è ricco di sentimenti. L'Amore per l'Europa, l'amore per l'arte, e la musica classica in particolare sono i temi ricorrenti di Lecca che fa vivere il personaggio di Anne-Rose, con i suoi sogni, cosi tattili e reali. "Soltanto la poesia è in grado di uscire materialmente dal sogno", ci dice la protagonista del romanzo, e credo che abbia reso bene l'idea.

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    Luciano Arca

    23/04/2003 12.28.14

    Condivido il giudizio di Paolo.

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    Paolo

    09/06/2002 08.34.53

    Com'è possibile che un editore abbia speso ciò che è occorso per produrre un libro così vuoto e melenso?

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