Rivolta contro il mondo moderno

Julius Evola

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Anno edizione: 1998
In commercio dal: 1 agosto 1998
Pagine: 520 p.
  • EAN: 9788827212240

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In quest'opera, completata tra la fine del 1931 e l'inizio del 1932, Evola risale alle cause che hanno prodotto il mondo attuale e indica i processi che hanno esercitato un'azione distruttiva su ogni valore, ideale e forma di organizzazione superiore dell'esistenza. Il libro, quindi, non si limita ad una descrizione della "crisi" del mondo moderno, ma nemmeno si esaurisce in una polemica senza centro, dato che con uno studio comparato abbracciante le civiltà più varie indica ciò che nei diversi domini dell'esistenza può rivendicare un carattere di normalità in senso superiore.
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    Salvatore

    19/05/2019 14:03:34

    Opera fondamentale non soltanto per la multiforme e vastissima cultura espressa, per le inedite tesi esposte, ma soprattutto perché costituisce, per l'autore, il passaggio dalla filosofia e dell’esoterismo ad una complessa visione del mondo tradizione. Un'opera che è la chiave per comprendere tutte le altre dello stesso. Una lettura obbligatoria!

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    Cristiano

    11/03/2019 09:32:31

    Chi reclama "prove" delle affermazioni cioè delle intuizioni di Evola non ha capito NIENTE ed anzi fornisce la miglior Prova della giustezza delle intuizioni di Evola: siamo spiritualmente regrediti e diventati incapaci di vere intuizioni di pensiero e viviamo immersi nella pesantezza crescente soffocante di "prove" materiali che cancellano ogni intuizione vera di pensiero

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    Vitaxian

    04/11/2018 12:44:30

    L'opera principale di Evola che è anche la chiave di lettura per tutte le altre. Nella prima parte viene descritto il mondo della Tradizione, fondato su principi trascendenti, gerarchici e organici, nella secondo parte la nascita e lo sviluppo del mondo moderno cha è la negazione e l'opposto del primo. La critica alla modernità più spietata mai fatta. Dopo averlo letto niente sarà più come prima.

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    Riccardo

    17/10/2018 20:03:09

    Opera immortale di Evola, un'opera che come tutte quelle di tale calibro presenta molti lati problematici, dovuti più ai fraintendimenti di critici poco seri ed apologeti maldestri a dire il vero. Chi si accosta a tale opera credendo di leggere un libro di storia è destinato a prendere una colossale cantonata, a prescindere dal tono con cui ne parlerà. Questo non è un libro di storia, è un libro di filosofia della storia, e come tale va trattato. Per il resto, "Rivolta" è un'opera fondamentale per chi è orientato su una visione del mondo antimoderna, come in genere tutte le opere di Julius Evola.

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    Opera eterna come il diamante

    16/03/2017 21:03:54

    Opera da incidere nel marmo. Offre spunti tradizionali (e dunque nuovi ai nostri occhi) per la comprenione della storia e delle idee che hanno mosso il mondo. Il libro si apre con una chiara distinzione fra due mondi, parte della stessa realtà. Uno visibile ed uno invisibile. Le società Tradizionali, dice Evola, hanno sempre cercato di sottrarre gli uomini alle influenze demoniache del mondo "terreno" , temprandolo secondo disciplina al rispetto dell'Ordine ed alla resistenza al dolore. Non solo: esse hanno cercato di riprodurre nel mondo visibile le forme del mondo invisibile. Questa dicotomia, cui va aggiunta anche la presenza dell'elemento tellurico, non è assolutamente frutto di un'arbitraria invenzione. Essa si richiama alle origini del pensiero occidentale, ai Veda, a Platone, ma anche ai testi sacri del Buddhismo. Quest'opera contiene davvero tutto. Quanto alle recensioni negative dico solo che quest'opera non è per tutti: chi è ignorante o troppo stupido per capirla non se ne abbia a male. Ma non cerchi di gettare fango su uno dei più grandi uomini che abbiano camminato su questa terra.

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    Valerio

    27/11/2014 17:47:56

    Un pessimo testo storicamente sopravvalutato.Miscuglio sgangherato di Modernità (solipsismo steineriano) e pseudotradizione (neognosticismo pagano) unito ad anticristianesimo becero e banale, con riferimenti errati all'Induismo e sulle note a margine...meglio tacere.Evito di dirne altri,sono troppi. Un disastro.

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    Matri

    13/05/2014 20:26:48

    Interessantissima critica al mondo moderno partendo dall'analisi dei vari periodi storici e delle idee che si sono susseguite nel tempo. Critica che non si basa su fatti contingenti (la singola guerra, il singolo evento ecc.)ma segue una interpretazione tradizionale che ha poco a che vedere con una filosofia della storia come quella espressa da Spengler, anche se non mancano alcuni riflessi. Dato normale perché Evola, come tutti i pensatori tradizionalisti (Guénon, Schuon, T. Burckhardt, Lings, Valsan ecc.), contrariamente a Spengler, non si è mai richiamato al "metodo scientifico" ma al metodo tradizionale che studiava le idee, i miti, i riti, la mentalità dei popoli, le basi sulle quali erano nate e si erano fondate le comunità (cfr. Platone e quasi tutti i pensatori dell'antichità). Il libro si divide in due parti: Evola parla del mondo della Tradizione nella prima e del mondo moderno nella seconda. Esprime benissimo le ragioni metafisiche per le quali i due mondi sono contrapposti fra loro e i perché della decadenza del mondo moderno accelerata dalla Rivoluzione francese e dall'illuminismo. Ma alcune intuizioni e analisi sono particolarmente penetranti e complete. La Scuola di Francoforte, a esempio, ha sviluppato una critica alla modernità (cfr Marcuse, "L'uomo a una dimensione") ma senza spiegare le cause, perché una intera civiltà evolve/involve (a seconda dei punti di vista)in un certo modo piuttosto che in un altro. "Rivolta" è un libro profetico: pubblicato nel 1934, analizza anche due fenomeni, Americanismo e Bolscevismo, due facce della stessa medaglia, il materialismo, che avrebbero dato vita alla globalizzazione (internazionalismo) e al consumismo (americanizzazione). Aveva ragione Gottfried Benn quando disse, negli anni Trenta, che "dopo aver letto Rivolta contro il mondo moderno ci si sente trasformati"...

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    Vik

    31/03/2014 21:39:44

    Evola descrive gli ultimi duemilacinquecento anni di storia non come progresso, come affermato dal pensiero dominante, ma, al contrario, come involuzione e regresso. Un declino lento all'inizio poi sempre più veloce. La chiave di lettura è la desacralizzazione del mondo, dalla spiritualità olimpica delle origine alle forme di religiosità demetrico-lunare gia inferiori, arrivando alla secolarizzazione che è il preludio all'americanismo e al bolscevismo. Evola descrive magistralmente come la modernità porti al disastro umano e sociale, dal quale ci si può salvare solo "tenendosi in piedi in un mondo di rovine". Può sembrare esagerato, ma data l'importanza che ha avuto quest'opera per la mia esistenza non lo è, affermare che ci sia una vita prima della Rivolta e una dopo.

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    hjorvardr

    28/03/2014 16:42:18

    Trionfo dell'irrazionalità pura in un opera che, volendosi porre come un'alternativa al mondo moderno, ne fa in realtà pienamente parte. Intriso di una pseudomisticismo neognostico che l'Autore ha preso da Guénon, mescolato con la filosofia di Nietzche questo libro mi sembra la brutta copia del Tramonto dell'Occidente di Spengler. Tra le tesi fantasiose portate avanti dall'Autore, mi ha colpito quella di una presunta Tradizione Primordiale da cui tutte le religioni/tradizioni deriverebbero... sì, ma le prove? Tutta l'opera è così, una continua affermazione di tesi non suffragate da prove. Ascientifica, faziosa, fuorviante.

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    lilimarlene

    09/12/2012 14:45:57

    Questo libro è un libro splendido che strega nel vero senso della parola e fa sognare il suo lettore. Un libro che nel mondo presente assetato di tecnologia e di progresso,ci fa ricordare da dove veniamo culturalmente e l'importanza di una dimensione per la nostra identità:quella del passato.Grosso merito di quest'opera è anche il fatto che dia delle coordinate importanti per capire anche altre culture non occidentali,portando fuori da un provincialismo purtroppo dilagante nonostante l'attuale mondo multietnico.Tra gli altri grandi pregi,è un libro che dona una vera fede nel soprannaturale.

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    Omega

    22/11/2012 19:07:23

    Testo interessante, anche se per alcune ardite considerazioni antropologiche un pò datato. Però non male. E' stato il mio primo libro di Evola, e devo dire che ne sono ancora legato :P

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    Giano

    04/09/2010 02:33:28

    Julius Evola è forse il pensatore italiano più interessante del XX secolo. Dove un Gentile, un Croce semplicemente rimasticano l'idealismo Hegeliano, Evola si impone per originalità e vastita di orizzonti. Rispondo brevemente all'utente qua sotto: Cercare di caricare addosso ad uno scrittore, il cui pensiero, è bene ricordarlo, raggiunge il suo apogeo nei primi anni 30 (Rivolta è del 1934), le responsabilità belliche del regime nazista è non solo un atto di viltà intellettuale ma dimostra una certa malafede congenita, di chi vorrebbe censurare tutto ciò che non è riconducibile al pensiero egemonico del '900 ovvero quello socialista (marxista ma non solo) e quello liberale. Non vi è nulla di sentimentalistico in Evola, anzi vi è una critica serrata al sentimentalismo in tutte le sue forme,inclusa quella romantico-storicista testé menzionata senza troppa cognizione di causa. L'importanza di quest'opera eguaglia se non supera quella del "Tramonto dell' Occidente" di Spengler ( che fu proprio Evola a tradurre e diffondere in Italia e la cui versione è l'unica riproposta ai giorni nostri). L'autore non si limita a criticare la società borghese che lo circonda, ma offre un sistema alternativo che piaccia o meno ha solide basi culturali e ben poco ha che vedere con i totalirismi del XX secolo.

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    enrico

    01/06/2010 21:33:51

    i commenti sotto esposti mostrano la difficoltà di comprendere un simile testo. Questo è un libro, che, come tutte le follie, affascinano....e io ne sono rimasto affascinato. L'autore, a mezzo fra scienziato druido, filosofo, cantastorie di mitiche realtà passate senza uno straccio di prova, ci accompagna in un magico e misterico viaggio che, vissuto dal lettore, risulta esaltante e affascinante, ma che, visto da "sobri", risulta essere niente di più che una droga allucinante. L'auore facendo leva su sentimenti romantico-storicisti. mistici e politici cerca di dare una base spirituale a un razzismo meramente fattuale...sicchè mai dobbiamo dimenticarci che questo autore che tanto ci affascina durante la lettura.....ha dietro di se i treni che si dirigono ad Auschwitz.

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    argos

    07/01/2010 23:26:17

    Sebbene emani da questa "rivolta" un profumo di "Razzismo spirituale" non politically correct per la nostra Epoca della Globalizzazione,tuttavia la visione che abbiamo oggi della Realtà Mondiale ci induce forse al rimpianto dell' Origine della Civiltà Tradizionale,dove la severità dello Stile di vita non era contaminata dalla Menzogna dominante del Totalitarismo merceologico omologante del 21° Secolo. argos 7 Januarius 2010

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    Andrea

    15/05/2006 15:43:05

    Parlare di un libro di così ampio respiro, in modo sommario come evidentemente conviene un commento di tale natura, è non solo ingeneroso ma inesplicabile. Mi limiterò solamente a dire che se l'uomo fagocitasse lo spirito tradizionale, dei quali noi siamo i figli di un lungo percorso, è lapalissiano asseverare che le calamità che tutti riscontriamo, senza meno non sarebbero di questo mondo. Lavorare sull'Essere e la bontà del Divenire sarà pura conseguenza.

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    Mario I.

    29/03/2005 20:25:23

    Nonostante sia cattolico, non posso negare l'importanza che ha avuto nella mia formazione la "Rivolta contro il mondo moderno"; un libro da superare, nella fede, ma che costituisce un corroborante, anzi, di più, un "pharmakon" indispensabile, per un certo tipo di temperamento, per resistere nell'attuale caos.

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    lucapelliccioli

    19/08/2002 02:31:55

    Esiste un ritornello che viene ripetuto a chiunque ardisca parlare di una certa egemonia culturale della sinistra, ed e' questo: la destra non c'ha artisti e intellettuali. Il bello e' che e' vero! Il filone anti-modernista (cioe' tradizionale) e' oggi il solo che meriti l'appellativo di Destra. E' li' che si raccolgono le migliori profezie sul mondo in cui viviamo e quest'opera ne e' un esempio eminente. L'Autore non e' un'artista, ma ad ogni evidenza e' piu' di un artista, avendo frequentato correnti avanguardiste, superate poi e assorbite nello studio della Tradizione. Proprio la Tradizione esclude che l'arte e l'intellighenzia sussistano per se': esse non sono che propaggini, applicazioni settoriali di una realta' sola. L'arte e' artigianato e l'artigiano, quando "crea", e' il ministro di un rito,niente piu', niente meno,ne' artista,ne' lavoratore. Questo e' solo un esempio di cio' che scopriamo in questo straordinario libro, scritto da un Autore detto da alcuni proibito, ma in realta' occultato, oscurato dal crepuscolo che ci attanaglia, carattere del Kali-yuga. Anche queste teorie sul tempo e sulla "storia" e sui cicli di civilta' troviamo nelle pagine, che scorrendo delineano una Weltanshauung del tutto coerente, che trae forza corroborante da tutte le tradizioni del globo, tranne la moderna. Quella "tradizione moderna" (in Italia, rinacimento-risorgimento-resistenza) che paradossalmente vorrebbe escluderle tutte,le autentiche. E' naturale che Evola, piu' che essere messo da parte si sia ritrovato sotterra, lui olimpico,come in un salutare ripiego nella citta' di Luz,o in altra corrispondente, nell'attesa che dalla durissima mandorla rinasca una civilta' normale. E' questo il senso delle ultime pagine del trattato, che pertanto preludono piu' a "Cavalcare la tigre" che non a "Gli uomini e le rovine", ma ancor piu' all'assolutezza eroica dell' apolitia.

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