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Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 2
Data di pubblicazione: 18 luglio 2016
  • EAN: 0821797245517

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Descrizione

I Robot; I Wouldn’t Want to Be Like You; Some Other Time; Breakdown; Don’t Let It Show; The Voice; Nucleus; Day After Day (The Show Must Go On); Total Eclipse; Genesis Ch. 1 V. 32

Gli audiofili degni di questo nome non hanno bisogno di nessuna presentazione per scoprire il mitico album I Robot di Alan Parsons. Registrato dallo stesso Parsons, che poco prima aveva ricoperto lo stesso ruolo per Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, questo sensazionale disco del 1977 vanta un registro grave dall’impatto sconvolgente, note acute di incredibile brillantezza, una produzione impeccabile e un’escursione dinamica apparentemente sconfinata, che trovano paragone solo nei dieci indimenticabili brani di rock progressivo che vedono assoluto protagonista il grande tastierista londinese. Date queste premesse, nessuno può stupirsi del fatto che dopo la sua prima uscita questo disco sia stato ristampato più e più volte. A questo punto, qualcuno potrebbe chiedersi se grazie a queste continue riedizioni la sua qualità sonora sia stata migliorata o meno. Dopo aver apprezzato lo stupefacente sound di questo doppio LP da 180 grammi a 45 giri della OMR questa domanda sembra quasi perdere significato. Infatti, grazie a questa ristampa limitata e numerata rimasterizzata a partire dai nastri analogici originali e stampata su LP da 45 grammi a 45 giri presso la RTI, I Robot acquista una vitalità e una brillantezza fino a questo momento assolutamente inimmaginabili. Mettendo insieme una restituzione dei registri grave e acuto di inarrivabile realismo, un palcoscenico sonoro ampio e molto profondo e una trasparenza cristallina che dà agli appassionati la netta impressione di essere stati trasportati quasi per magia negli studios di Abbey Road con Parsons e il suo partner creativo Eric Woolfson, questa imperdibile edizione è stata curata fin nei più piccoli dettagli dagli ingegneri del suono della OMR, che si sono posti l’obiettivo di mettere in risalto tutte le risorse sonore degli impianti hi-end migliori del mondo. Detto in parole molto semplici, in questa rimasterizzazione troverete più musica, più informazioni, più dettagli sonori, più sfumature e più tutto rispetto a qualsiasi altra ristampa pubblicata in precedenza. A tutto questo bisogna ancora aggiungere una insuperabile definizione tonale, una dolcezza di suono quanto mai coinvolgente, una precisissima collocazione dei diversi strumenti, un’immagine tridimensionale di incredibile realismo e un bilanciamento ai limiti della perfezione. In grado di essere ascoltato a volumi molti alti senza alcun rischio di compromettere la qualità sonora e di rendere l’ascolto faticoso, questo capolavoro analogico può essere considerato un modello di disco destinato a superare impunemente l’impietoso esame del tempo, una categoria di cui purtroppo si è perso da tempo lo stampo. I fan più accesi di Alan Parsons possono finalmente tranquillizzarsi, pensando che finalmente non sono più costretti a spendere centinaia di euro per accaparrarsi una delle prime edizioni, comprese le prime tre edizioni pubblicate dalla OMR su LP e su CD. Questa è la ragione più evidente per cui conviene procurarsi una copia di questo doppio LP da 180 grammi a 45 giri e di passare definitivamente a un impianto hi-end. Ispirato e vagamente basato sull’omonimo romanzo di Isaac Asimov, I Robot prende in esame i temi delle intelligenze artificiali e della preminenza della tecnologia, che contribuiscono a rendere questo straordinario disco uscito oltre 40 anni fa ancora incredibilmente attuale per gli appassionati del XXI secolo. Sotto il profilo dei contenuti, brani come “The Voice” mettono in discussione i comportamenti umani e il rapporto con l’inarrestabile supremazia dei robot nella vita di tutti i giorni. Sotto il profilo della qualità sonora, Parsons riesce a esprimere la paranoia, l’ambiguità e la trasformazione per mezzo di arrangiamenti di alta qualità pervasi di una intensa drammaticità e di una coinvolgente sensibilità. Le intense melodie di I Robot continuano ad affascinare il pubblico grazie al loro perfezionismo e alla loro carica innovativa. Prendendo spunto dallo stile dei Pink Floyd, Parsons utilizza per il brano che dà il titolo all’album una sequenza molto ripetitiva, che consente di creare spunti sempre nuovi. “Some Other Time” viene eseguita da due diverse voci soliste, ma riesce a dare l’impressione che ci sia solo un cantante. “Don’t Let It Show” viene resa molto attraente dalle sonorità carezzevoli di un complesso di archi, da una tromba e da un organo a canne. “Nucleus” ha origine da un originalissimo insieme di tastiere analogiche chiamato Projectron, ideato da Parsons e dall’ingegnere del suono Keith Johnson. Il tutto è degnamente completato dagli splendidi arrangiamenti orchestrali e vocali di Andrew Powell, con “Total Eclipse” che raggiunge vertici davvero inquietanti, che sembrano presagire l’impressionante “Genesis Ch. 1 V. 32”. Alla fine la vittoria arriderà agli uomini o alle macchine? Questo lo deciderete voi insieme a Parsons grazie a questa straordinaria rimasterizzazione della OMR.