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Anno edizione: 2026
Anno edizione: 2026
Libro incluso nella dozzina finalista del Premio Strega 2026
La passione storica, il gusto per la ricerca, la sensibilità inventiva di Maria Attanasio si ritrovano in questo suo nuovo romanzo che percorre il Settecento, in Sicilia e non solo, tra rivoluzioni, Illuminismo, massoneria, restaurazione. Lo scenario principale è Caltagirone, l’immaginaria Calacte, un luogo che per l’autrice è «un destino di scrittura».
«Una Yourcenar siciliana, con i suoi labirinti, le sue stregonerie, la sua pura e scandalosa capacità di sconvolgerci». - Nadia Terranova, TuttoLibri – La Stampa
«Una cornice contemporanea e un intrigo avventuroso che parte dal Settecento e si svolge tra Otto e Novecento in Sicilia: Maria Attanasio chiama in causa il Conte di Cagliostro, disegna vivide figure femminili e rende omaggio a Manzoni.» - Ermanno Paccagnini, La Lettura
«È, questo romanzo di Attanasio, un nuovo frammento della storia della sua città di nascita che la scrittrice va tessendo da anni: quella Caltagirone, qui trasformata in una Calacte reale e mitologica, che non allude a nessuna Sicilia patinata e mai si svilisce a uso di una letteratura un po'esotica, turistica.» - Nadia Terranova, Tuttolibri
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
Proposto da Ottavia Piccolo al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«Il romanzo di Maria Attanasio inizia col ritrovamento di un manoscritto, da lì si torna indietro nel tempo, all’epoca dei lumi, nel pieno del conflitto tra ragione e religione, reazione e rivoluzione. Nelle pagine della Rosa inversa, nulla è classico: la struttura del racconto, i personaggi, le loro peripezie, gli amori e le passioni, le amicizie e le ostilità, perché Attanasio, che da anni unisce alla sua voce di poetessa quella di scrittrice di romanzi, cerca nella lingua l’energia del gioco e della scoperta, vi introduce l’affronto dell’invenzione e l’accuratezza del ritratto che gode della filologia, del tempo sospeso di una ricerca tra le carte di un archivio. Da tutto questo scaturisce un racconto che parte dalla Sicilia e dall’Italia del Settecento e si proietta verso e oltre di noi, di nuovo stretti tra potenti e aggressivi despoti, di nuovo immersi nel vortice di un mondo che sull’orlo del cambiamento alterna speranza e disperazione, coraggio e depravazione.»
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