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Michele Giuttari

Collana: Narrativa
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 464 p. , Brossura
  • EAN: 9788817053624

15° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Thriller e suspence - Thriller

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Recensioni dei clienti

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    barbagianni39

    22/08/2016 06.39.25

    Bel thriller dal ritmo incalzante che tiene alta la suspence e invoglia la lettura alla scoperta del prosieguo della vicenda. E' il primo racconto che leggo di Giuttari, ma penso che ne cercherò altri. Consigliato.

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    Daniela Domenici

    06/02/2013 07.13.23

    Il gruppo degli scrittori fiorentini di thrillers si arricchisce ogni giorni di più di nomi nuovi: dopo Mario Spezi, Jacopo Chiostri e Marco Vichi (sono quelli che ho letto e recensito finora) ecco Michele Giuttari che non è fiorentino doc perchè originario della provincia di Messina ma d'adozione essendo stato per qualche tempo Capo della Squadra Mobile di Firenze. Questo suo "Le rose nere di Firenze" è il suo thriller più recente preceduto da altri tre che hanno come denominatori comuni l'ambientazione a Firenze e il protagonista, il commissario Michele Ferrara. Più di 460 pagine che scorrono via velocissime per il ritmo serrato degli eventi narrati, per i capitoli brevissimi che portano sempre nuovi indizi e allargano il cerchio degli indagati, per le perfette descrizioni di Firenze che lasciano trapelare un innamoramento dell'autore per la città in cui ha lavorato; pochi i dettagli fisici dei protagonisti e molta attenzione, invece, alla caratterizzazione psicologica di ognuno di loro, per la sottoscritta un elemento positivo che rende più fluida la narrazione. Il commissario Ferrara si trova, questa volta, a indagare su una serie di efferati delitti che sembrano non avere alcun apparente filo conduttore ma lentamente invece emerge un inquietante elemento che li collega: il satanismo e le messe nere, insomma tutto quel sottobosco di occultismo che non s'immagina sia così esteso e ramificato ma che, purtroppo, esiste anche in una città come Firenze. Michele Giuttari si va quindi ad aggiungere, a pieno merito secondo il personalissimo parere della sottoscritta, alla lista dei giallisti fiorentini..

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    Tempix

    05/01/2013 16.04.47

    Perché un'anziana signora, morta naturalmente nel pomeriggio precedente, è stata brutalmente sfregiata durante la notte nella cappella mortuaria dell'ospedale di Firenze? Come ha fatto, l'autore di questo orribile gesto, a non lasciare traccia di sé e a non farsi scoprire da nessuno in un luogo così molto frequentato anche nelle ore notturne? Mentre transita per la Via degli Acciaiuoli, la strada pedonale che porta dalla piazza del Duomo a quella della Signoria, il commissario Ferrara rimugina sulla questione. ...ed improvvisamente gli sovviene che anni prima, nel corso di una celeberrima inchiesta che scosse non solo la città del Giglio ma anche tutto il paese, lui stesso aveva visto uno sfregio simile a quello lasciato sul volto dell'anziana signora... Michele Giuttari, scrittore e commissario di polizia cui fu assegnata, peraltro, l'inchiesta sul mostro di Firenze, non è nuovo alla stesura di appassionanti romanzi (Scarabeo, La loggia degli Innocenti). Anche stavolta non si smentisce e riesce a coinvolgermi tanto che ieri, alle due di notte, sono sceso a vedere se avevo effettivamente chiuso la porta di casa. Buona lettura.

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    tapparella 71

    25/04/2012 21.42.01

    Questo è il mio quarto Giuttari e sino ad ora i suoi libri hanno fatto sempre centro.Il libro in questione è strutturato bene,ricco di suspance e di particolari; da come è scritto ci si rende conto che l'autore ha un passato da poliziotto e questo non guasta,anzi arricchisce il racconto di sfumature che magari altri autori possono solo immaginare.La trama si dipana tra omicidi e colpi di scena che ti fanno leggere con avidità i capitoli uno dopo l'altro.L'unico neo che ho riscontrato è forse un finale troppo frettoloso che non rende giustizia al testo,ma questa ovviamente è una mia interpretazione personale.

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    Massi

    12/09/2011 11.55.33

    Profondamente deluso. In assoluto il peggior libro di Giuttari. Sembra quasi che non sia scritto da lui. Scontato e poco coinvolgente. Peccato. Speriamo si riprenda.

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    rubia

    20/02/2011 17.29.38

    La narrazione dei fatti lascia un pò a desiderare.Troppo confusa.Esiti prevedibili.Poco coinvolgente.

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    Gianni

    31/01/2011 17.57.23

    Primo romanzo che leggo di Giuttari, non mi è piaciuto molto, i personaggi sono descritti molto superficialmente e non sono riusciti ad entrarmi dentro.Scarsi colpi di scena, molto prevedibile Niente a che vedere con l'ultimo di Faletti (letto prima di questo). E' come paragonare una Panda a una BMW. Spero che "il mostro.Anotomia di un indagine" sia migliore perchè l'ho già comprato e lo iniziero' a breve.

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    Leonardo

    20/01/2011 17.56.24

    Ennesimo bel romanzo di Giuttari, che da Commissario si è trasformato in ottimo scrittore. Quello che appare con continuità nei suoi romanzi, è l'aver capito, a seguito di anni e anni di carriera in polizia, che troppo spesso chi opera per il bene di tutti e con sani principi morali, si trova a dover fare i conti con mani forti che lo fermano e che sono i veri arbitri della vita di tutti. E chi, schierandosi contro queste mani, perchè forse è una mosca bianca, e non una pecora nera, si trova schiacciato e la sua esistenza cambia radicalmente. Un consiglio: continuate ad essere bianchi o neri, per non dovere fare i conti domani con la vostra coscienza. Quella sarà l'unica che potrà mettervi le manette per sempre.

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