Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 281 p., Brossura
  • EAN: 9788806212025
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 9,35

€ 11,00

Risparmi € 1,65 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    simonetta ortelli

    28/03/2015 23:13:18

    Come tutti i fan dei Pink Floyd sanno, "SHINE ON YOU CRAZY DIAMOND" non significa "splendi su di te diamante pazzo " ma "continua a brillare, (tu) diamante pazzo" dove "shine on" è un phrasal verb e va considerato un tutt'uno e YOU CRAZY DIAMOND è un vocativo. ON è una preposizione spesso associata a verbi per indicare un'azione continuata (come GO ON, KEEP ON). L'errore è piuttosto grossolano e basta leggere qualsiasi traduzione del testo per rendersene conto. simonetta.

  • User Icon

    Moreno

    22/01/2015 23:02:21

    Grazie a Michele Mari per questo capolavoro, ho ascoltato i primi due lp dei pink a 15 anni con il mio primo piccolo giradischi e solo dopo trentacinque anni dopo aver letto Rosso Floyd si è chiuso il cerchio, finiva e fluiva li......come il mostro rosa come una fiaba di Grahame.

  • User Icon

    Lomax

    28/12/2014 20:20:29

    Interessante esperimento narrativo, forse più adatto a chi mastica di musica, per cogliere i tanti riferimenti sparsi ovunque (simpaticissimo quello su Moon e Bozo) ma comunque godibile da tutti. Unico appunto: seppur trattasi di un romanzo di fantasia, mi pare troppo "barrettiano", perché -per parafrasare le parole (vere) di Waters- i Pink Floyd sono nati grazie a Syd ma sono andati avanti (e, mia opinione personale, hanno dato il meglio) anche senza di lui.

  • User Icon

    alida airaghi

    11/05/2014 15:15:48

    Stupisce sempre constatare come Michele Mari, forse il più eclettico dei nostri scrittori, riesca a cambiare registro ad ogni libro, dall'aulico baroccheggiante all'ironico-sarcastico, dall'elegiaco intenerito al cronachistico, dal robustamente narrativo al più disinvoltamente spumeggiante. E non si limita a dominare sempre con estrema eleganza i vari stili, bensì affronta anche temi e contenuti diversi nella sostanza, nelle epoche, nei luoghi e ambienti. Così, leggendolo tutto, siamo trasportati dalla Recanati leopardiana dell'ottocento alla sua infanzia milanese degli anni '60, dalla nostalgia degli amori liceali alla Londra dickensiana di due secoli fa. In questo volume, la storia dei Pink Floyd viene ripercorsa dagli esordi, quando il gruppo si compose nel suo nucleo originario, attribuendosi inizialmente i nomi più stravaganti e insostenibili, fino all'ultimo disco e concerto: seguendone destini e defezioni, trionfi e tradimenti. E l'originalità di questa operazione consiste nell'aver dato voce a una moltitudine di personaggi, veri e immaginari, intrecciando insieme episodi reali ad altri di fantasia: recuperando notizie, testimonianze, aneddoti, pettegolezzi, invenzioni e leggende metropolitane. Ne esce un quadro convincente e vivace di anni che hanno rivoluzionato la musica, la moda, le ideologie, la morale del mondo intero. Fu la colonna dei PF ad accompagnare lo sbarco sulla luna nel 69, fu il loro concerto a Venezia vent'anni dopo a sconvolgere la nostra politica nazionale: contesi e rifiutati da Antonioni, da Kubrick; un loro LP rimase in classifica per 18 anni; costruirono spettacoli megagalattici; imposero copertine che fecero epoca. E soffrirono esiliando la pazzia geniale di Syd Barrett, sopravvivendo all'allontanamento di Roger Waters: "Quando tutto è rosa non si distinguono bene i contorni degli oggetti, quando tutto è fluido le forme evolvono l'una nell'altra e quello che fino a un attimo prima era vero diventa falso. E il falso diventa vero..."

  • User Icon

    ilovecomics

    02/09/2012 19:54:50

    Cosa c'è dietro una band tra le più osannate e celebrate del pianeta ? Quali segreti, quali ambizioni, quali tensioni ? Syd Barrett, fondatore e leader dei primi Pink Floyd, è qui presente/assente, evocato da decine di personaggi sui quali, almeno nella ricostruzione "fantastica"di Michele Mari, ha lasciato un segno indelebile. La collaborazione di Syd coi Pink Floyd è stata brevissima, ma per i successivi quarant'anni non ci sarà un loro album foto canzone film verso concerto discussione che, in un modo o nell'altro, non si possa collegare a Syd e al trauma che la drammatica separazione, dopo il primo album del 1967, ha generato negli altri membri del gruppo. La vita di Syd è, alla fine, una serie di tracce ed il libro è lo sviluppo ed il tentativo di dare un senso ad ognuna di questa tracce. Mari è bravissimo nell'intessere, tra realtà e fantasia, la rete di incroci, connessioni, verità multiple che avvolgono Syd, gli altri membri della band, ma anche parenti amici collaboratori, tra sensi di colpa, invidie ed incomprensioni: padroneggia in modo eccellente l'intero repertorio della band (musica e testi) e fa sicuramente venir voglia di riascoltare tutto il repertorio dei Pink ... Consiglio caldamente il libro a chiunque abbia un minimo di familiarità con la musica del quartetto di Cambridge.

  • User Icon

    Emiliano

    03/05/2012 22:51:38

    Al secondo libro letto di Mari, confermo che l'autore e' una bella scoperta. Anche Rosso Floyd e' originale ma per me, che non sono fan dei PF e neppure di questo tipo di musica, e' stata una lettura pesantuccia. Un lettore come me forse non coglie il senso di tanto affannarsi per accertare questioni di poco conto, e ovviamente a partire da questo, crolla tutta l'impalcatura del libro. Mari pero' lo leggero' ancora!

  • User Icon

    ilse

    26/11/2011 22:10:26

    Questo libro è un viaggio.

  • User Icon

    lucianocomida

    14/01/2011 08:55:53

    Non amo i Pink Floyd perchè sto dalle parti del rock caldo e viscerale, ironico e passionale (da Springsteen a Ray Davies, dai Ramones agli Wilco, da Young a Ben Harper). Amo invece la letteratura di Michele Mari: lo seguo dagli inizi e più lo leggo e più mi convinco che è (semplicemente) il miglior scrittore italiano. Quello più personale e più audace. Inoltre, soprattutto gli ultimi bellissimi libri (Verde mare, Cento poesie, Rosso Floyd) sono godibili anche da chi poteva restare sconcertato dalla ricerca linguistica di altre opere. In particolare, Rosso Floyd scorre via che è un piacere, per certi versi una storia di fantasmi e la ricostruzione di un'epoca, ma anche uno scandaglio sul rapporto follia/creazione e la messa in scena di testimoni che si contraddicono. E non preoccupatevi: ogni lettore trova ottimo pane per i propri denti. Chi ama i Floyd e chi li detesta, ma pure chi ne sa poco o nulla non avrà difficoltà a inoltrarsi nella pagine del romanzo.

  • User Icon

    ag

    13/01/2011 21:20:24

    Nonostante l'avvertenza iniziale (che comunque riguarda la "precisione onomastica, cronologica e topografica dei riferimenti"... "funzionale alla finzione") ci sono degli errori di cui non si capisce l'eventuale significato: - Il pittore Duggie Fields diventa "Douglas Field" (d'accordo per il nome in versione anagrafica, ma nel cognome manca una S, anche nell'indice). - Si mette in bocca a Jon Carin (p.233) che il concerto "The Wall" del 21 luglio 1990 a Berlino si tenne davanti a due milioni di persone, quando il loro numero in realtà oscilla tra le 250.000 e le 350.000, non di più. - Si dice, almeno un paio di volte (es. p. 218), che Barrett dipinse in righe rosso e blu la sua fetta dell'appartamento condiviso con Duggie Fields a Earls Court. Le righe rosse e blu sono certamente quelle della maglietta di Barrett nel video di "Interstellar Overdrive": quelle di Earls Court erano blu e arancioni, come le descrive chi le vide di persona ("orange and purple" (Malcolm Jones) o "orange and turquoise" (Mick Rock)). Schiarite per la copertina di "The Madcap Laughs", sembrano perfino gialle. Sono arancioni anche nell'ultima biografia di Barrett: "A very irregular head". Cambiarle in rosso ha a che fare con il titolo del libro? Non si capisce. Per il resto è un bel libro.

  • User Icon

    andrea caterini

    16/12/2010 18:46:03

    libro bellissimo e commovente! davvero un lavoro ammirevole.

  • User Icon

    diamonds

    15/09/2010 10:39:56

    Mari per sempre

  • User Icon

    gabril

    04/07/2010 18:00:06

    Stupisce la bravura e l'originalità di Mari, scrittore fuori dal coro nel panorama italiano(ma ingiustamente ignorato dal jet-set dei premi letterari), che costruisce intorno alla figura dalla doppia valenza angelico-diabolica di Syd Barrett una coralità di voci, ciascuna con caratteristiche proprie, che ricostruiscono la storia -e vanno cercando il senso- della musica e dell'epopea dei Pink Floyd. Sviluppato come una vera e propria indagine istruttoria, chiamando in causa testimoni, comprimari e comparse, personaggi delle canzoni e figure oniriche, il libro è una dichiarazione d'amore all'emblematico Syd, eterno bambino fatalmente perduto e letteralmente sepolto (visse per anni in uno scantinato) nella sua realtà molteplice, chiuso in un silenzio inespugnabile. Nella fantasmagoria delle voci interpretanti che Mari abilmente mette in scena, il suo mistero rimane intatto, luminoso e impenetrabile like a Crazy Diamond.

  • User Icon

    Pasquale

    26/06/2010 08:33:34

    Romanzo bello e visionario..un po' come i Pink Floyd.

  • User Icon

    stefano gervasoni

    20/06/2010 08:57:51

    ottimo, ma solo per appassionati, nel senso che si da per scontato che il lettore conosca i fondamentali della storia del gruppo. Dopodichè si legge tutto d'un fiato. Un sacco di curiosità, aneddoti, notizie e racconti difficili da trovare altrove. Un must per chi ama i PF.

  • User Icon

    Arkadin

    19/06/2010 11:55:25

    Curioso resoconto dalla struttura romanzata delle geste di una delle più grandi band del Rock: I Pink Floyd. Per tutto il racconto l'autore imbastisce un intrigante e serrata istruttoria sul successo della band e sul tributo di idee che i 4 Pinks devono allo sfortunato ma geniale Syd Barrett. Quasi a voler affermare con forza che tutta la musica dei Pink Floyd, sia stato fino alla dipartita dalla Band di Roger Waters per "insanabili" contrasti umani con David Gilmoure, un lunghissimo tributo e saccheggio delle idee musicali di Barrett. Nonostante sia un fan della seconda ora dei Pink, non me la sento di confermare il punto di vista dell'autore perchè i Pink hanno dimostrato anche senza Waters, di poter fare ottimi lavori senza perdere lo stile inconfondibile (e fortunatamente inimitabile) che da sempre li contraddistingue. Infine il sapore nostalgico che aleggia in tutto il libro ha qualcosa di stancamente ideologico e ciò rende la seconda parte del racconto debole. Il mistero così della musica dei Pink Floyd alla fine rimane non svelato è ciò è un bene per noi fan.

  • User Icon

    Gian Luigi Soldi

    13/06/2010 17:34:55

    A esser sincero non l'ho ancora finito: l'ho iniziato stamane e ne ho già interiorizzato oltre la metà. Perchè allora scrivo anzi tempo? Semplicissimo. Conoscendo Loro (essendo parte di Loro da quarant'anni), non posso che aggrovigliarmi in questo "pozzo e pendolo" di cui mi sento piccolo copartecipe... Parola per parola conosco tutto!.. Romanzo? Forse!: "levigatura" / "smussatura" nei confronti delle "certezze" ... ma è tutto, son tutti vero/i,... per chi lo SA e s'è appollaiato dentro quel rifugio immenso! Ogni pagina, commento, ogni "angelo" di quell'immenso travaglio ... C'è, esiste!!, ed ha sofferto!!... (e continua a soffrire!!),, Magnifico: Appendo le mie lacrime al sole, anche se in quest'istante preciso piove..... Ma, ma Michele Mari, La prego: ..... Nick Mason è nato il 27 gennaio 1944 e non il 6 marzo di quell'anno!!!!!!!..... Mi dispiace, mi dispiace veramente, ma esigo una rettifica pubblica!!!... E creda, la esigo, la esigo veramente col cuore!! glspinkfloyd@gmail.com

  • User Icon

    filippo

    08/06/2010 20:22:49

    da tradurre in inglese il prima possibile. 'sto gran bel libro ha tutte le potenzialità per poter diventare un "cult" anche tra gli anglossasoni

  • User Icon

    Hugo

    07/06/2010 21:30:06

    Passio Domini Nostri Syd Barrett secundum Michaelem

  • User Icon

    roberto

    03/06/2010 16:34:11

    tengo a precisare che il 20 giugno 1971 ero sulle gradinate del palaeur di roma ad ascoltare l'inconsueta musica di quattro inglesi che ;come annunciato , facevano dell'associazione tra musica ed effetti luminosi il loro punto di forza .gli effetti luminosi non ci furono (sciopero CONI ? furto?)ma l'esperienza fu di quelle che cambiano il modo di vedere la musica e forse il mondo (avevo 18 anni). da allora aspettavo qualcuno che mi spiegasse chi erano i "pinfloid": non bastarono recensioni ,antologie,biografie tutto rimaneva "fumoso" grazie alle realfantasmagoriche ricostruzioni di michele mari ho potuto rivivere sensazioni credute morte ed ho finalmente capito chi erano i PINK FLOYD :un complesso pop di cellule neuronali !

  • User Icon

    Begatti

    02/06/2010 17:07:15

    Se Sydbar (modesto, questo soprannome) voleva leggere un libro sui Pink Floyd che raccontasse semplicemente la storia del complesso di Cambridge, non era il caso di comprare il libro di Mari. Che è un romanzo, per quanto destrutturato, e racconta una storia attraverso le voci di una serie di testimoni (alcuni che ovviamente, essendo defunti, rendono testimonianze immaginarie). Per cui il commento di Sydbar dimostra solo che ha frainteso completamente Rosso Floyd. Mari dimostra di conoscere piuttosto bene la storia dei veri Pink Floyd e di Barrett, ma quello che gli interessa è ovviamente usarla come spunto per raccontare una storia che evoca lui come scrittore; parte dalla vera storia, ma poi va in tutt'altra direzione. Non è la prima volta che Mari gioca a questo gioco: è già accaduto in Tutto il ferro della Tour Eiffel, per esempio. E il nostro lo sa fare benissimo, con dei risultati non solo affascinanti, ma in questo caso pressoché ipnotici. Tanto che non sono riuscito a staccarmi dal libro.

Vedi tutte le 25 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione