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Benedetta Cibrario

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 213 p. , Brossura
  • EAN: 9788807721212

Recensioni dei clienti

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    angelo

    02/12/2014 22.54.47

    Ingredienti: una donna irrequieta come un puledro indomito, una storia d'amore che attraversa quasi un secolo di storia italiana, una fuga da Torino alla Toscana alla ricerca della libertà, una scoperta al termine della vita a ribaltare ogni prospettiva. Consigliato: a donne che sanno apprezzare vini e cavalli, a persone che non vogliono accettare un destino imposto da altri.

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    Umberto Mottola

    15/09/2014 18.17.25

    Un buon romanzo, scritto bene, di godibile lettura. Buona la caratterizzazione dei personaggi. Tuttavia mi pare che nel leggerlo ci sia un po' di confusione nella scansione temporale dei fatti.

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    betty

    03/09/2014 12.44.08

    Non sono d'accordo con i tanti giudizi entusiasti su questo libro...io non l'ho trovato bello nè tanto meno entusiasmante! Per me una storia lenta e poco coinvolgente... si salva solo il finale...Non consigliato!

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    xyzeta

    23/08/2011 12.12.06

    Ottimo romanzo dal quale ci si lascia facilmente coinvolgere (come non lasciarsi impressionare dai danni che un'educazione all'orgoglio possa fare negli essere umani?) e nel quale nelle vicende di un'aristocratica torinese si rivive la storia dell'Italia del '900. Un particolare molto commovente è che come si muove nel raccontare la vita da anziana anche il racconto si fa disordinato saltando spesso tra presente e passato

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    ladybrett

    05/07/2011 08.29.32

    una piacevolissima lettura. scoperta un po' per caso ed apprezzatissima. la trama interessa per tutta la durata del libro, senza noie perchè la scorrevolezza è costante; l'ambientazione storica è ben descritta senza mai diventare digressione o prevalere sulle vicenda, ma semplicemente accompagnandola. l'unico 'difetto' è una saltuarietà temporale che in alcuni momenti rende confuso l'intreccio, pur senza danneggiarlo, anche se a tratti nasce il dubbio di una premeditazione relativa al racconto. infine da apprezzare un personaggio femminile emancipato, profondo, sempre capace di guardarsi dentro.

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    Daniela Domenici

    03/07/2011 09.40.43

    si legge tutto d'un fiato per la stupenda fluidità del modus narrandi ma, allo stesso tempo, si assapora e si centellina come un buon vino d'annata. La sottoscritta aveva già apprezzato e recensito il suo libro più recente, "Sotto cieli noncuranti", e ha voluto fare il percorso al contrario andando quindi a leggere l'opera prima di Benedetta Cibrario, autrice nata a Firenze, cresciuta a Torino e vissuta a lungo in Inghilterra ma la cui "vera residenza, per dedizione e amore della terra, è la Toscana". E me ne sono innamorata sia per la perfetta e affettuosa descrizione dei due luoghi in cui si svolge questa vicenda, Torino e la campagna senese, che per la scelta di situarla lungo quasi un secolo, il Novecento, che la protagonista vive sulla propria pelle nel bene e nel male che, ancora, per l'escamotage di alternare continui flashbacks al fluire della vicenda presente il che non rende agevole, per chi non è uso a questi continui "salti temporali", lo star dietro al susseguirsi degli avvenimenti ma che è, per la sottoscritta, invece, un arricchimento, un "valore aggiunto" alla bellezza del libro. E' una storia tutta al femminile in cui i protagonisti maschili non fanno una gran bella figura, da Trott a Francesco all'avvocato, tanto per citarne alcuni, solo Dino si salva e si capirà solo alla fine il perché: questa donna, fragile e allo stesso tempo coraggiosa, riuscirà a uscire a testa alta da un matrimonio combinato e infelice a Torino, da un conflitto devastante come la seconda guerra mondiale vissuto nella sua fattoria senese, da un amore che credeva fosse quello giusto e che invece avrà un finale squallido e a invecchiare dicendo: "Sì, a volte le fate sono assai svelte nelle loro faccende e gli incantesimi si realizzano in una manciata di secondi; ma per scioglierli, poi, capita che non bastino cent'anni".

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    Sandra

    21/05/2010 11.02.31

    Meno peggio di quanto mi aspettassi ma non così buono da vincere un premio così importante.

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    Dunda

    19/04/2010 16.25.06

    La fine riscatta l'intero romanzo piuttosto "debole".

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    NOEMI

    14/04/2010 11.15.17

    Non mi è piaciuto. Arrivi alla fine del libro e dici: "Quindi?" Non si capisce dove l'autrice voglia andare a parare. Non c'è conclusione (e mi starebbe bene anche un finale così aperto) ma non c'è nemmeno storia. Ho fatto fatica ad immedesimarmi con i personaggi che non mi hanno trasmesso nulla eppure il libro è ambientato in un periodo storico assolutamente pieno di cambiamenti. Sarebbe potuto essere, oltre che un romanzo, anche un libro storico se l'autrice avesse sfruttato proprio questi cambiamenti per delineare meglio i caratteri dei protagonisti che stentano ad uscire. In conclusione un libro che mi è rimasto indifferente emotivamente. Non ho dato il minimo perché è ben scritto e perché a me piaciono molto i passaggi temporali tra passato e presente.

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    doc76

    06/04/2010 20.50.36

    Forse con qualche parolone in meno, la lettura sarebbe più scorrevole, ma, nel complesso, la storia risulta interessante anche se a volte l'alternarsi tra il passato e il presente può causare un po' di confusione. Piacevole.

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    Gigi

    19/02/2010 09.46.57

    Bellissimo, brava! Attendo il prossimo.

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    Claudia

    21/10/2009 10.58.09

    Mi è piaciuto il linguaggio utilizzato, il modo cui vivevano i sentimenti i blasonati anni 20.. comunque ci si può rispecchiare in una donna che ha fatto scelte difficili, non condivise ma coraggiose ed errori che non sono errori ma "il nostro vissuto"

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    Elisa

    23/09/2009 18.28.07

    Letto, ma senza particolare trasporto. Devo ammettere che la prosa della Cibrario è davvero notevole! Lo sfasamento temporale non mi è dispiaciuto, anzi, perchè in questo modo si ha una visione completa della storia solo verso la fine. Ho apprezzato anche la storia che si svolge tra le vie e le piazze di Torino, essendo io torinese mi sembrava quasi di vedere la protagonista aggirarsi fra la città. Il grosso difetto di questo romanzo, secondo me, è che è "asettico", scritto senza passione, alcuni passaggi cruciali sono stati scritti in versione "esercizi di stile". I fatti si succedono misti a qualche aneddoto simpatico ( per esempio, l'arrivo a Torino di Mussolini e le conversazioni con l'avvocato), ma dove sono i sentimenti? Voglio dire: stai raccontando che tradisci tuo marito con un uomo sposato, un po' di brio, un po' di enfasi, mica stai uscendo sul terrazzo a dare l'acqua ai fiori! E anche l'idea della rimpatriata dopo 50 anni... Poco sensata. Non è un romanzo che mi resterà nel cuore, però è stata tutto sommato una lettura piacevole.

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    Romolo Ricapito

    24/08/2009 18.38.02

    Opera scorrevole, ma a volte irritante perchè anacronistica, sia in molti particolari iniziali del racconto e sia per certe descrizioni d'epoca che sembrano un puro esercizio formale. Come irritanti sono le molte frasi e citazioni in francese, soprattutto verso il finale; sembra di stare a lezione di lingue all'università. A volte si ha come l'aria di respirare un forzato "vecchiume", racchiuso nei personaggi e nel periodo storico. La pretesa della protagonista di invitare 50 anni dopo i fatti principali alcuni dei suoi conoscenti all'interno della sua tenuta è completamente priva di ogni logica, reale e letteraria. Per fortuna la Cibrario rivela una buona abilità di romanziera,ma l'arte è altra cosa. Ritengo che sia giusta l'esistenza delle edizioni economiche, inutile spendere una ventina di euro per questa o altre opere anche se premiate.

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