Il rumore del tempo - Julian Barnes - copertina

Il rumore del tempo

Julian Barnes

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Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 216 p., Brossura
  • EAN: 9788806235666
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«Julian Barnes racconta il tormento interiore, la tragedia e il tentativo di distacco di un uomo che voleva libertà per sé e per la musica, e che ha potuto soltanto affidare quel che restava della sua vita all'ironia, per salvare l'anima e l'arte». Annalena Benini

Dmitrij Šostakovič ha già riscosso successi in patria e in mezzo mondo quando il compagno Stalin in persona emette l'inappellabile condanna: la sua non è musica, è solo caos. Da quel momento la vita del «nemico del popolo» Šostakovič non è che una foglia al vento, e la sua anima assediata dalla paura, il campo di battaglia fra codardia ed eroismo. Nella speranza che le sue melodie sappiano resistere al rumore del tempo. Un capolavoro intenso, una parabola di umana degradazione che diventa metafora del rapporto tra cultura e potere, tra l'irriducibile libertà dell'arte e l'ottusa pretesa di controllo di ogni forma di totalitarismo. Traduzione di Susanna Basso.
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    sergio

    21/02/2019 19:37:49

    Due storie parallele. Una interiore, l’altra esteriore. Un unico protagonista, il compositore russo Dmitrij Šostakovic. Mitia. Che a giocare con le parole potrebbe raffigurarsi come una persona estremamente “mite”. Indolente, eppure guerriera. Il campo di battaglia della sua personalissima lotta è esclusivamente la mente. La mente di un musicista che tra le note e l’immaginazione creativa gode della massima libertà, libertà che si spegne d’ogni energia per tutte quelle volte che mette fuori il naso dalla mente del protagonista. Un uomo completamente soggiogato. Schiacciato dal Potere. Ora nelle vesti del dittatore–dio Stalin, ora negli abiti apparentemente più alla mano del Segretario Chruschev, l’uomo pannocchia, che prova a sdoganarlo, dopo la feroce opposizione del regime stalinista, e invece riesce nell’impresa di annetterlo completamente al Partito. La storia è un andirivieni di vorrei ma non posso, non devo, non sono capace, ed esprime la struggente fragilità di una delle figure più illuminate della musica russa.

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    Massimiliano

    12/10/2018 18:52:36

    Due storie parallele. Una interiore, l’altra esteriore. Un unico protagonista, il compositore russo Dmitrij Šostakovic. Mitia. Che a giocare con le parole potrebbe raffigurarsi come una persona estremamente “mite”. Indolente, eppure guerriera. Il campo di battaglia della sua personalissima lotta è esclusivamente la mente. La mente di un musicista che tra le note e l’immaginazione creativa gode della massima libertà, libertà che si spegne d’ogni energia per tutte quelle volte che mette fuori il naso dalla mente del protagonista. Un uomo completamente soggiogato. Schiacciato dal Potere. Ora nelle vesti del dittatore–dio Stalin, ora negli abiti apparentemente più alla mano del Segretario Chruschev, l’uomo pannocchia, che prova a sdoganarlo, dopo la feroce opposizione del regime stalinista, e invece riesce nell’impresa di annetterlo completamente al Partito. La storia è un andirivieni di vorrei ma non posso, non devo, non sono capace, ed esprime la struggente fragilità di una delle figure più illuminate della musica russa.

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    Gloriadr

    23/09/2018 10:43:16

    La conclusione di questo bellissimo libro è che l'arte è dell'arte... di nessuno, nemmeno dell'autore. Dalla biografia di Dmitrij Sostakovic, Barnes riesce a far riflettere sul rapporto tra arte e potere e in particolare sulle varie possibilità di resistenza. Ne esce fuori il ritratto di un artista nevrotico, che spinge all'estremo l'autocritica e descrive la difficoltà di non essere un eroe del popolo o della resistenza. La sua pseudo vigliaccheria lo fa emergere come un grande uomo, ben consapevole dei suoi limiti, sempre alla ricerca di sfuggire alle conseguenze sociali della sua grandezza come compositore. I personaggi di contorno rappresentano le altre forme di resistenza/collusione con il grande padre Stalin, che per disgrazia di Sostakovic amava la musica e il popolo. Scritto benissimo, si legge d'un fiato. Dedicato agli amanti della letteratura per il popolo e dell'impegno sociale, sempre numerosi.

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    jane

    22/04/2017 15:40:03

    Non è una biografia ma un romanzo documentatissimo su un musicista famoso che si è trovato a vivere durante una dittatura. Si parla poco di musica, è vero, ma qui quello che Barnes vuol evidenziare è il rapporto fra arte e politica e il comportamento dell' artista privo della libertà di espressione. L' analisi psicologica diventa quasi l ' anatomia di un vigliacco che accetta compromessi e imposizioni : una scrittura piena di ironia e di osservazioni profonde, ma senza nessun giudizio moralistico, anzi pieno di comprensione sulle incertezze di un personaggio tanto famoso quanto controverso.

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    novella

    30/03/2017 09:55:28

    semplicemente straordinario. Esempio magistrale di come un grande scrittore riesce al contempo a tracciare la psicologia complessa e contorta di un uomo e quella sociale di un regime ottuso e spietato.

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    LucaMilano

    11/10/2016 10:59:53

    Sebbene in uno spazio piuttosto breve (191 pagine) "il rumore del tempo" offre emozioni controverse: annoia, riparte, rallenta e ancora emoziona. L'ars letteraria di Barnes non è in discussione, e il tema - la codardia, i conflitti interiori di un uomo debole ma anche di un grande incassatore - è complesso e suggestivo al tempo stesso. Non è certamente il Barnes piu godibile ma è comunque una solida e preziosa lettura, un' indagine, talvolta laboriosa e non facile, sulla debolezza dell'uomo, dell'artista specialmente, di fronte al totalitarismo.

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    massimo r.

    07/09/2016 21:55:00

    Barnes è un grande scrittore, ma spesso rischia un po'di annoiare.Questa volta ci è riuscito in pieno.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  • Julian Barnes Cover

    Figlio di due insegnanti di francese, Julian Barnes si è trasferito da Leicester a Londra da piccolissimo. Ha studiato alla City of London School e al Magdalen College di Oxford, ha poi collaborato come lessicografo con l'Oxford English Dictionary. In seguito ha lavorato come redattore letterario e critico cinematografico per riviste come «New Statesman», «New Review», «The Observer» «Sunday Times» e, più tardi, come corrispondente estero per «The New Yorker».Tra le sue opere, tutte pubblicate in Italia da Einaudi (ma negli anni '90 da Rizzoli), ricordiamo Storia del mondo in 10 capitoli e 1/2 (1997 e 2013); Oltremanica (1997); Amore, ecc. (1998 e 2013); England, England (2000); Amore, dieci anni dopo (2004 e 2014);... Approfondisci
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