Categorie
Editore: Marietti
Collana: Le fionde
Anno edizione: 2010
Pagine: 156 p.
  • EAN: 9788821156106
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibile in 5 gg lavorativi

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alida airaghi

    10/12/2012 14.33.31

    La sinuosa "S" che dà il titolo a questo eccellente libro (romanzo? meditazione filosofica? diario? affresco immaginoso? epistolario?) di Davide Brullo, potrebbe alludere a una marea di significati diversi. Forse indica l'iniziale di un nome di donna (l'amata, l'odiata, la sola immaginata...) o di un figlio (il Samuele bambino cui si deve il disegno della tartaruga in copertina) o di un luogo (e allora la mitica e irraggiungibile Samarcanda, o l'infernale carcere di Sing Sing). Ma potrebbe anche voler suggerire salvezza, sesso, satana, serpente, sacrificio, storia, speranza, silenzio, sortilegio, specchio, schizofrenia, sofferenza, strategia, suicidio... La condanna a vivere è per Brullo anche costrizione ad esprimersi sulla pagina, attraverso la scrittura: che salva e vendica, inchioda ed esalta. "S" come scrittura, quindi, celebrazione della parola intesa come Verbo, unica possibilità di incarnazione e immortalità ("le parole sono gesti inesorabili"). Custode del miracolo dell' espressione, artefice di una creazione che lo assimila a un dio minore è quindi lo scrittore, il poeta, il regista che sa intrecciare frasi e immagini in un caleidoscopio vorticoso e assillante di emozioni e turbamenti. "S", dunque, soprattutto come " sé ". E il libro di Davide Brullo è un gigantesco monumento, una narcisistica, ammirata, ansiosa ricostruzione ed esaltazione del proprio io psichico, della propria coscienza di uomo e artista: vita brulicante e malattia paralizzante, animali e cose, infanzia e senilità, corruzione e nobiltà, bene e male, persino dio, sembrano vivere in funzione della rappresentazione dell'occhio implacabile, feroce, di chi li descrive, distruttivo e violento anche nei riguardi di se stesso. Una sorta di Zarathustra "radicale...intransigente", animato da una "truce ossessione", è il ritratto che Brullo offre di sé: "Sono inappagato e famelico..."

Scrivi una recensione