Sabato sera, domenica mattina - Alan Sillitoe - copertina

Sabato sera, domenica mattina

Alan Sillitoe

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Traduttore: F. Bossi
Editore: Minimum Fax
Collana: Minimum classics
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 22 ottobre 2010
Pagine: 307 p., Brossura
  • EAN: 9788875212742
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"Beve. Mente.Tradisce. S'infuria. Picchia. Si mette nei guai e prova a uscirne": così Diego De Silva nella sua prefazione descrive Arthur Seaton, l'indimenticabile protagonista di questo romanzo. Arthur ha ventidue anni e un posto di lavoro sicuro in una fabbrica di Nottingham; la società sembra aver già stabilito il suo destino la catena di montaggio.il servizio militare, e poi il matrimonio, i figli e una vita rispettabile che somiglia troppo a quella dei borghesi da lui tanto odiati. Ma Arthur proprio non ci sta. La sua ricetta per la felicità è un'altra, ben più movimentata; e dovrà fare a pugni molte volte, bere un bel po' di birra e portarsi a letto una donna sposata di troppo, prima di capire se gli ingredienti sono quelli giusti...
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    Maurizio Ricci

    12/08/2020 16:22:59

    Mah, è interessante come testimonianza della vita mediocre di un mediocre nella mediocrità cittadina degli anni '60. Non ho però qui trovato quelle accelerazioni, quei lampi che illuminano diversi dei racconti de "La solitudine del maratoneta"; abbastanza piatto, alla fin fine

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    Gianmaria

    27/08/2019 17:18:25

    Un'immersione coinvolgente nella periferia inglese della prima metà del secolo scorso. Lavoro duro nelle fabbriche, birra a fiumi, famiglie numerose e rumorose, tradimenti e botte. Consigliato.

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    Alessandra

    27/08/2019 13:50:51

    La settimana di lavoro come metafora della vita, i problemi si affogano e dimenticano nell'alcol, la sfida, la trasgressione, la ribellione e poi il cedimento all'amore che non è ricompensa ma consapevolezza di sé. Bel libro.

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    sasso

    06/04/2013 14:15:31

    Il sabato sera si può folleggiare, nei limiti che ti consentono i soldi della paga settimanale appena intascata, detratte le tre sterline passate alla mamma per le spese della casa. Ed anche nei limiti dei divertimenti offerti da una città d'infinito squallore: le bevute di birra al pub, le freccette, le scazzottate, le vomitate. Il sabato del villaggio, con i suoi riti e le sue aspettative, in versione proletariato inglese. La domenica mattina è il momento dello hungover, dei postumi della sbornia, il tempo di ripensare all'accaduto (magari ricordarselo), farsi passare il mal di testa e prepararsi alla settimana di lavoro. Arthur Seaton è un operaio in una fabbrica meccanica di Nottingham, è bravo, ma lavora di nervi e di rabbia. È giovane e bello, si proclama comunista, ha una relazione con una donna sposata (a un proprio collega) e rifiuta pervicacemente il matrimonio. Come viene detto nella prefazione, il romanzo di Sillitoe resta un grande romanzo perché rende l'atmosfera di un'epoca e di un paese, con i suoi riti e i suoi miti, i suoi problemi e i suoi linguaggi. Ma soprattutto perché è scritto bene, con una lingua che rende ragione dei moti interiori dei personaggi, messi a confronto con la realtà della vita. Perfino Arthur, che considera sé stesso quasi onnipotente, dovrà scontrarsi con chi gli farà capire - lo strumento sono le rudi mani di due soldati dell'esercito britannico - che non si può giocare impunemente con i sentimenti altrui. E troverà anche chi, volente o nolente, gli farà mettere la testa a partito e, forse, cambiare idea sul matrimonio.

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    Patroclo

    05/01/2011 08:25:23

    Sillitoe regala un personaggio indimenticabile e pagine di grandissimo impatto (e sorprendente attualitá) su temi "a rischio banalitá" come anticonformismo, ribellione, alienazione, omologazione; c´é poco da fare: nessun apparato teorico e nessun romanzo a tesi puó arrivare dove arriva un protagonista come Arthur, che brilla di luce propria e si muove nel romanzo illuminando tutto ció che altri scrittori meno dotati proverebbero a spiegare. Da leggere e confrontare con qualche romanziere italiano (vedi Desiati) alle prese con la "generazione Call-Center".

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    Monia

    20/12/2004 16:23:47

    In questo primo romanzo, Sillitoe racconta la vita di quello che secondo alcuni diventerà il suo alter ego: Arthur Seaton (personaggio che tornerà ad essere protagonista di un nuovo romanzo dell'autore: Birthday, pubblicato nel 2000). Arthur è un giovane operaio degli anni '50 che si sente frustrato da un lavoro monotono e ripetitivo; sembra sentirsi schiacciato dai vincoli della sua società che non manca comunque di servire. Pieno di contraddizioni, il personaggio che Sillitoe presenta non ha nulla a che vedere coi toni paternalistici che per tanti anni ha accompagnato la letteratura proletaria. Nel corso della narrazione ci sorprenderemo ad amare e ad odiare Arthur Seaton. Qualsiasi giovane decida di leggere questo romanzo non potrà non ritrovare in Arthur molti dei suoi dubbi, perchè quella che Sillitoe descrive è la crisi esistenziale di un giovane che si sente inadeguato, che vorrebbe fuggire ma non sa come fare!

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  • Alan Sillitoe Cover

    Scrittore inglese. Di origine operaia, è un rappresentante della nuova generazione degli «arrabbiati». Si è rivelato narratore di talento col romanzo Sabato sera, domenica mattina (Saturday night and sunday morning, 1958), cronaca impietosa della giornata di un operaio, che avrà un seguito in Compleanno (Birthday, 2001). Altrettanto nitidi, concisi e graffianti i racconti raccolti nei volumi La solitudine del maratoneta (The loneliness of the long distance runner, 1959) e La figlia del rigattiere (The ragran’s daughter, 1964). Ha inoltre pubblicato i romanzi Viaggi a Nihilon (Travels to Nihilon, 1971), un’utopia alla rovescia, La morte di William Posters (The death of William Posters, 1965), una trilogia imperniata sulla figura di un operaio rivoluzionario,... Approfondisci
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