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Sabbia nera - Cristina Cassar Scalia - copertina

Sabbia nera

Cristina Cassar Scalia

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 29 maggio 2018
Pagine: 392 p., Brossura
  • EAN: 9788806236670
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Gaia la libraia

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Dalla Sicilia arriva una nuova serie di gialli. Ma stavolta la protagonista è una donna.

Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.

"Di scenari raccapriccianti, nella sua carriera, il vicequestore Giovanna Guarrasi ne aveva visti assai: uomini incaprettati e bruciati vivi, cadaveri cementati dentro un pilastro, gente sparata, accoltellata, strangolata e via dicendo. Ma l'immagine che le apparve quella sera si poteva descrivere solo con un termine, da lei vilipeso e definito "da romanzo gotico". Macabra. Abbandonato di sghimbescio sul pavimento di un montavivande di un metro e mezzo per un metro e mezzo, giaceva il corpo mummificato di una donna. Il capo, con ancora i resti di un foulard di seta, era piegato a novanta gradi su un cappotto di pelliccia che copriva un tailleur dal colore indistinguibile; appese al collo, tre collane di lunghezza diversa. Sparsi attorno al cadavere, una borsetta, un beauty case di quelli rigidi che si usavano una volta, una bottiglietta di colonia senza tappo e una scatola metallica che aveva tutte le sembianze di una cassetta di sicurezza."

Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.
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    Ilaria

    21/09/2020 20:35:20

    Un giallo coinvolgente e ben architettato che ti porta in una catania Catania che rappresenta uno sfondo perfetto, insieme all'Etna ed alle sue pendici, per questo giallo. Un finale aperto che invoglia a leggere i libri successivi e che ti lascia in trepidante attesa del nuovo capitolo della storia. Assolutamente da leggere.

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    Silvia C.

    09/08/2020 14:13:54

    Ho divorato il libro in due giorni. L'ho trovato francamente avvincente. Ambientato in Sicilia, in luoghi che ormai già mi sembra di conoscere grazie a Camilleri

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    Marcella

    06/07/2020 16:10:09

    Il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, emerge dalla sabbia nera dell'Etna con la sua forza, la sua determinazione e tutto il dolore nascosto ma non sopito del suo passato che fa da sprone alle sue azioni. In una Catania che è protagonista e non semplice sfondo, con i suoi angoli nascosti e i suoi piatti tipici, il vicequestore, amante del cinema vintage e della buona cucina, si ritrova ad investigare sull'identità di un cadavere che risale a quasi sessant'anni prima e il cui omicidio rivelerà inattesi legami anche con il presente. Attorno a lei ruota una squadra di personaggi ben delineati, tra i quali spicca per simpatia il commissario in pensione Patanè. Una lettura coinvolgente, scorrevole, piena di colpi di scena, che rende impossibile resistere all'attrazione di procurarsi subito il secondo capitolo delle vicende di Vanina "La logica della lampara", anche per continuare a seguire il filo rosso che scorre al di sotto della narrazione principale, quello che unisce la vita di Vanina a quella del magistrato Paolo Malfitano.

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    Hadar

    08/06/2020 09:42:52

    Buona trama, un po' troppo da fiction forse... Infatti ci stanno lavorando su questa ipotesi. Buon giallo ma niente di eccezionale

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    cristina

    17/05/2020 09:53:28

    Questa autrice ci fornisce un ritratto di una Sicilia vera e reale. Un libro che lascia il segno.

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    Mauro

    05/05/2020 10:42:35

    Un bellissimo giallo con molti colpi di scena, mi ha tenuto con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Un vero giallo con tanto di omicidi misteriosi e con una storia fluidamente raccontata dalla scrittrice in maniera magistrale, aiutata dall'ambientazione affascinante di una Sicilia che si mostra con tutte le sue attrattive turistiche e culinarie. Un vero giallo che fa ragionare il lettore, anche perchè i personaggi da analizzare non sono molti. Buone anche le descrizioni dei singoli personaggi, ognuno con i propri problemi esistenziali da risolvere. Un giallo che consiglio vivamente agli appassionati del genere.

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    Cleo

    02/05/2020 10:04:46

    Libro piacevole, personaggi simpatici e molto realistici. Sembra di vivere immersi nell'atmosfera siciliana profumata di fiori d'arancio e degli aromi di tutti i piatti tipici del catanese. L'intreccio è avvincente e non manca di colpi di scena.

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    Giovanna

    16/03/2020 11:42:35

    Una rivelazione! Ottimo esordio

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    Francesca

    22/09/2019 09:44:56

    Bellissimo giallo! Mi ha tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine. La scrittrice ha una padronanza di linguaggio unica e ti fa innamorare di ogni singolo dettaglio della storia.

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    Antonio

    21/09/2019 21:08:24

    Un libro meraviglioso che fa conoscere al lettore la Sicilia odierna e la Sicilia del dopoguerra. Un continuo viaggio fra passato e presente. Tutti i personaggi sono avvicenti e dinamici. Carichi del loro bagaglio di vita.

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    Pandarella

    21/09/2019 20:17:02

    Che bello! La Scalia è bravissima, questo giallo è assolutamente da non perdere. Nel solco della tradizione del maestro Camilleri.

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    Pandarella

    21/09/2019 20:16:55

    Che bello! La Scalia è bravissima, questo giallo è assolutamente da non perdere. Nel solco della tradizione del maestro Camilleri.

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    Annamaria

    21/09/2019 14:47:50

    Dal mio blog, La Tana di una Booklover: Questo romanzo, nella mia opinione, ha due punti forti: il primo è sicuramente la protagonista, Vanina, una donna dal passato burrascoso sia a livello familiare che sentimentale, che ha imparato a contare solo sulle sue forze, e che è finita a Catania, lasciando la sua amata Palermo, per chiudere con il suo passato. Il problema, però, è che spesso il passato ci insegue, e Vanina deve imparare a convivere anche con questo. Il secondo sta sicuramente nel caso che Vanina è chiamata a risolvere, un cold case con i fiocchi in salsa tutta siciliana, in cui il fatto di sangue è collegato con altri omicidi e con vecchi rancori, tutti legati a quella società dei salotti catanesi ormai quasi scomparsa. Ad incantare è proprio questo continuo viaggio nel tempo, questo ponte tra passato e presente in una storia che sembra aver portato le sue conseguenze anche ai giorni nostri.

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    Rosetta

    21/09/2019 09:17:39

    Vanina, un Salvo in gonnella. Ovviamente il Salvo è il Montalbano da cui Cristina Cassar Scalia prende sicuramente molto più di un riferimento. Al di là del tipo di libro, giallo puro e dell'ambientazione siciliana, qui è descritta la Catania all'ombra dell'Etna, ben più di un tratto (nel carattere, nei personaggi, nello svolgimento della storia...) richiama il commissario di Camilleri. Da apprezzare come giallo opera prima. Personalmente mi piacciono caratterizzazioni più marcate e originali.

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    Antonino Bonfiglio

    20/09/2019 14:36:00

    Il primo caso di Vanina Guarrasi, vicequestore ex antimafia, palermitana doc nella giungla urbana di Catania. Sullo sfondo, l'Etna e la sua pioggia nera di ceneri, metafora di un caso rimasto sepolto alle falde della Montagna. Appassionata di sceneggiature siciliane, tormentata dal suo passato di mafia e di amore, all'apparenza asociale ma fondamentalmente stacanovista innamorata del suo mestiere. Con l'aiuto del commissario in pensione Patané e degli agenti della Mobile, il vicequestore restituirà dignità ad un passato ammuffito tra ville decadenti e case chiuse di una Catania che non ha fatto i conti con il suo passato, coperta da un velo di pudore e di omertà. Un esordio indimenticabile.

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    Gino

    19/09/2019 11:47:39

    Peccato essere arrivato alla fine di questo bel giallo siciliano, che mi ha suscitato forte desiderio di vedere Catania, di assaggiare dolci e cibi non ancora resi famosi da tanti altri libri o serie tv. Simpatico e credibile il vicequestore Vanina con il semplice desiderio di fare bene il proprio lavoro, senza pregiudizi e con onestà cercando senza sosta la verità. Ottima la squadra composta da giovani e anziani che fanno da solida spalla e che condividono pure storie passate infelici. Particolarità sorridenti nei personaggi minori (si fa per dire) e questa grande villa misteriosa teatro di delitti poco gotici e molto uman fa venire voglia di vedere com'è fatta e dov'è di preciso.

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    carezze di carta blog

    01/09/2019 15:06:39

    Il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, da Palermo viene trasferita a Catania per suo volere. Desidera una nuova dimora per cancellare sentimenti di dolore legati alla sua amata città. Il ritrovamento di un cadavere mummificato risalente a circa 50 anni fa chiama Vanina ad iniziare un' indagine particolarmente complicata. Un passato ancora vivo racchiude molte storie di amore, vendetta, avidità che si trascinano fino ai nostri giorni. La scoperta di questo cadavere riaprirà un'incredibile inchiesta chiusa in fretta e furia molti anni fa. Un filo trascinerà Vanina fino al presente, dove ancora l'illecito e la vendetta sono il male non si fermano. Insieme alla sua squadra e con l'aiuto prezioso di un commissario in pensione, Vanina, lavorando con tenacia ed acume, arriverà a fare chiarezza; sarà lucida e determinata sempre, anche se il suo cuore a volte sembra vacillare. In una suggestiva Catania, avvolta da una pioggia di cenere proveniente dall'Etna, ma comunque viva, vivace e avvolta da cibi odorosi, bibite agrumate e con richiami arabeggianti, il libro si divora con vero piacere. Consigliatissimo. Sul blog un approfondimento.

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    ormos

    31/08/2019 14:37:33

    Sarà che leggendo le recensioni di altri lettori mi ero formato un'aspettativa elevata, ma direi che questo romanzo non mi ha entusiasmato granché. La storia prende vigore solo dall'entrata in scena del commissario Patanè, e comunque non decolla mai fino all'epilogo. E poi... bisogna ammetterlo: viene facile il paragone con il Montalbano di Camilleri, specie nel personaggio di Bettina che troppo assomiglia ad Adelina, presenza discreta ma ottima cuoca. Diciamo voto 3,5 come incoraggiamento per l'opera prima.

  • User Icon

    lela

    27/08/2019 10:21:47

    Decisamente buono, al femminile e siciliano. L'ho adorato! I personaggi, buoni e cattivi, colleghi e indiziati, balzano fuori dalle pagine con grande vitalità. sono ansiosa di leggere il secondo !

  • User Icon

    Antonio

    02/07/2019 12:50:40

    Consigliato!

Vedi tutte le 54 recensioni cliente

Voi non ci crederete ma spero a breve di leggere il prosieguo di questo libro, con un finale apertissimo e che mi ha fatto amare la protagonista come non mai.

Vi sto parlando di un poliziesco, molto ben strutturato, e con un Commissario donna che per la prima volta dopo molto tempo mi lascia con la bocca aperta e che non ho potuto non amare: Vanina Guarrasi per gli amici, Giovanna Guarrasi per i restanti.

Ambientato tra Palermo e Catania, Vanina avrà per le mani il suo caso da risolvere il cui omicidio è datato cinquantasette anni prima e non sarà facile scoprire l’assassino. Ma non è tutto, Vanina dovrà affrontare anche il suo passato, un passato non facile, legato a Palermo, alla lotta alla camorra, a tutto l’insieme che ci porterà a pensare a Borsellino e Falcone, e che nel piccolo e nel grande ha toccato anche la sua giovane età. La paura di perdita continua per mano della mafia delle persone che le sono più a stretto contatto. Ecco a cosa sarà dovuta la sua fuga da Palermo, prima a Milano e poi a Catania, dove svolgerà un ruolo di vicequestore della Mobile di Catania.

Durante le ricerche dell’assassino Vanina ci farà conoscere la Sicilia che purtroppo vediamo nel retro della medaglia: da una parte una regione meravigliosa, piena di storia, piena di sfaccettuature interessanti, con i suoi abitanti, i dialetti e i modi di dire differenti da una città all’altra, i dolci contesi nei vari paesi, dall’altra una regione dove il pizzo, la mafia, le famiglie clan, l’andrangheta la fanno da padroni. E’ la fotografia reale in una storia di pura fantasia.

I personaggi della squadra sono tutti ben amalgamati, creano una gran bella struttura al libro senza mai perdersi; poi abbiamo il “club vecchietti” di cui Vanina avrà bisogno per riportare alla luce, oltre ai rapporti dei colleghi, tutto quello che è successo cinquantasette anni prima, e che vecchietti signori! Anche qui l’autrice usa una maestria tutta sua per farci conoscere un tessuto sociale dove tutti sanno tutto, dove i salotti buoni andavano dalle sarta per farsi confezionare i vestiti, ma dove raccontavano tutti i spettegolezzi dell’alta società di allora.

La scrittura è sempre molto fluida, nonostante qualche intermezzo dialettale, che rende il racconto ancora più piacevole. Tanti lo confronteranno con Camilleri e il pilastro Montalbano, io non lo farò, nel mio piccolo essere lettrice li lo trovati simili ma non accostabili: Montalbano mi ha preso il cuore in un modo, Vanina in tutt’altro. Sarà perchè è donna, sarà perchè è tenace, sarà perchè è combattiva. Questa volta è veramente stata dura chiudere il libro e lasciare andare la storia.

Leggetelo non vi deluderà.

 

Una Montalbano in gonnella per Cassar Scalia

Dopo l’esordio con La seconda estate (2014) e il secondo romanzo Le stanze dello scirocco (2015), entrambi editi da Sperling & Kupfer, Cristina Cassar Scalia, originaria di noto, torna con un nuovo libro, Sabbia nera (392 pagine, 19 euro), pubblicato dalla casa editrice Einaudi, già ristampato più volte.

Il romanzo ha già lasciato un’impronta indelebile, conquistando i lettori con la sua protagonista, il vicequestore Vanina Guarrasi. È quasi naturale accostare il nuovo personaggio femminile a quello del famigerato commissario Montalbano e intravedere nella Cassar Scalia la possibile erede di Camilleri, non solo per la scelta di ambientare il racconto in Sicilia, mettendone in luce storia e contraddizioni, ma anche per l’uso del linguaggio dialettale che, sebbene misurato, diventa il punto di forza. I vari annacare, santiando, viscuttina, mavarìa, ammazzarat, picciotta sono parole che raccontano l’umanità e la tradizione della terra sicula, avvicinando la scrittrice e la storia alle persone.

La Muntagna s’era risvegliata quella mattina. Una nube densa di cenere incombeva sulla città, avvolgendola. Nei momenti di silenzio, i boati si udivano persino dal mare, a metà tra il rombo di un tuono e il botto di un fuoco d’artificio attutito dalla distanza. La sabbia veniva giù senza requie, formando per terra un tappeto scricchiolante e scivolando sugli ombrelli aperti, rimediati qua e là da venditori ambulanti prontamente apparsi per le strade, come in un giorno di pioggia improvvisa.

Il giallo è ambientato principalmente a Catania e l’incipit descrive la “tempesta” di sabbia nera della Muntagna, ovvero dell’Etna. Parte dal ritrovamento di un cadavere mummificato dentro un montacarichi, all’interno di un’antica villa di proprietà della famiglia Burruano. Una vicenda che porta la bella poliziotta a indagare su fatti avvenuti sessant’anni prima «perché al vicequestore Guarrasi, in realtà, le rogne piacevano. Assai. E più la impegnavano, più le toglievano il sonno, più le divoravano giorni di ferie e di domeniche, più lei ci si buttava. Anima e corpo». A fare da sfondo c’è la storia personale di Vanina, tormentata a causa della morte del padre e della fine di una relazione difficile. Si delinea, così una donna forte come può essere solo l’Etna quando erutta, testarda, scontrosa, «uno sbirro di quelli veri, di quelli che in questura sembrano esserci nati».

Lo sguardo della Cassar Scalia sembra rivolto al passato. Un passato che torna, affolla il presente e non solo per i fatti oggetto dell’indagine, ma per le vicende personali del vicequestore, un passato che porta sulle spalle come un fardello e mai morto e sepolto. Probabilmente, la giovane scrittrice siciliana è consapevole del fatto che la Sicilia moderna non può prescindere dalla Sicilia del passato, così come la città di Catania non può fare a meno dell’Etna e delle sue tempeste di sabbia nera. Ricco di personaggi, nel romanzo il passato è rappresentato dalla vedova Burrano, una delle sospettate dei misfatti, e il commissario Biagio Patanè, ormai in pensione, coinvolto sessant’anni prima nella soluzione del caso, ma mai convinto della stessa, che aiuta il vicequestore a risolvere brillantemente il caso. Tutti i personaggi, però, hanno un tratto profondo che coinvolge il lettore, tra ironia e comicità, dramma e tragedia. Ovviamente, non mancano i colpi di scena.

L’autrice, descrivendo le passioni, i desideri, i tormenti della protagonista, è riuscita a tratteggiare la psicologia di questo nuovo personaggio, suscitando l’interesse e la curiosità di tanti lettori che non aspettano altro che il ritorno del vicequestore Guarrasi. La versione femminile di Montalbano che stavamo aspettando!

Recensione di Arcangela Saverino

  • Cristina Cassar Scalia Cover

    Cristina Cassar Scalia è nata nel 1977 ed è originaria di Noto. Medico oftalmologo, attualmente vive e lavora a Catania. Ha pubblicato per Sperling & Kupfer La seconda estate (2014, Premio Internazionale Capalbio Opera Prima) e Le stanze dello scirocco (2015). Per Einaudi ha pubblicato Sabbia nera (2018), di cui sono già stati opzionati i diritti per il cinema e la tv, La logica della lampara (2019) e La Salita dei Saponari (2020). Approfondisci
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