Traduttore: A. Dell'Orto
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
Pagine: 182 p., Brossura
  • EAN: 9788845932663
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Descrizione
Alle soglie del 1666 si diffuse in Polonia la notizia che per gli ebrei la fine dell'Esilio era imminente: un uomo chiamato Shabbatay Tzevi si era rivelato come il Messia, e presto una «nuvola sarebbe apparsa e li avrebbe portati tutti in Terra Santa».

"Il Profano si celava chissà dove, in un punto remoto delle tenebre, profondo come una grotta. A volte parlava pianissimo, quasi senza voce. Nascosto e velato, era chiuso in un qualche bozzolo o ragnatela. Spesso mutava forma - a volte assumeva un aspetto umano, a volte quello di un ragno o di un pipistrello.In certi momenti tutto ciò che Rechele riusciva a vedere era una bocca spalancata, storta come quella di una rana. Il Profano era audace, diceva cose oscene. Allora la sua voce rimbombava dal pozzo, o dalla caverna, in cui si teneva nascosto. Maledicendo e bestemmiando, urlava i nomi degli angeli e dei santi: un fiume di sconcezze usciva dalle sue labbra; scherzava e celiava senza fine, inducendo Rechele al riso, benché lei sapesse che era peccato."

I segni non erano mancati: nel decennio precedente i cosacchi dell'atamano ucraino Chmel'nitskij avevano massacrato quasi centomila ebrei, «scorticando vivi gli uomini, sgozzando i bambini, violando le donne per poi squarciarne i ventri e cucirvi dentro gatti vivi». Ma quegli orrori non erano altro se non «le doglie che annunciavano la nascita del Messia». Per accelerare la liberazione – così dicevano gli emissari di Shabbatay Tzevi – bisognava immergersi nell'oscurità del peccato: solo la discesa agli inferi avrebbe consentito l'ascesa delle anime, e la perfetta redenzione. Anche gli abitanti di Goraj, «la città nascosta tra le colline in capo al mondo», si abbandonano dunque all'idolatria e alla licenza, infrangendo ogni legge. Ma la sciagura si abbatte su di loro: dopo aver giaciuto, benché sposata, con il capo dei sabbatiani, Rechele la profetessa viene posseduta da un dybbuk, e finisce per essere ingravidata da Satana, mentre la disperazione stringe in una morsa la città, stremata dalla carestia. Perché a Goraj «vi sia contentezza» bisognerà che le forze demoniache vengano scacciate, e il nome dell'Onnipotente sia di nuovo santificato. «Che meraviglioso, meraviglioso mondo,» ha scritto Henry Miller «un mondo bello e terribile, quello di Isaac Bashevis Singer, benedetto sia il suo nome!».

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Recensioni dei clienti

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    flavio alberto

    25/10/2018 16:31:58

    Tra le pieghe dell'intreccio emerge, così mi è sembrato, l'ironia di Singer; ovviamente una maniera descrittiva tale da creare un corto circuito con lo spiritualismo religioso dell'ortodossia ebraica, quella che dettava legge negli shtetl. Il romanzo è magnifico, da punteggio pieno.

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    Mary Campo

    20/09/2018 22:43:00

    Singer racconta con vivissima ricchezza di colori, con quella sua straordinaria capacità descrittiva, le vicende degli abitanti di Goraj, trascinando, letteralmente, il lettore in quel mondo strano, affascinante, violento, dell'ebraismo polacco del tardo Seicento. Anche se la struttura del romanzo appare più frammentaria e bozzettistica di quella di altre sue opere più compatte, la rappresentazione di quel mondo e di quell'epocale momento storico resta ineguagliabile. È forse l’esperienza personale di Singer che anima e da vita al racconto, la sua riflessione sulla storia e sul destino delle comunità yiddish a contatto con una cultura occidentale sempre più scettica e agnostica, ricca e attraente, che disgrega lentamente la fede e la tradizione, che rende insopportabile l’attesa millenaria del Messia, così fiduciosa e incrollabile che aveva costituito nei secoli il cuore pulsante dell’identità ebraica e la garanzia della sua conservazione.

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    Gianfranco Russo

    20/09/2018 21:17:31

    Ho iniziato questo libro non più tardi di due ore fa e sono già prossimo alla conclusione. Avevo già letto di Singer Keyla la Rossa e l'avevo trovato SPLENDIDO, ma questo libro è MOLTO SUPERIORE, perché descrive il mondo fantastico della tradizione magica e misteriosa degli ebrei della Polonia del 1600. Un mondo caleidoscopico fatto di rabbini saggi, predicatori folli, stregoni, magia, demoni e superstizioni... su tutto aleggia la descrizione di una terra selvaggia, indecifrabile, affascinante. Un capolavoro da consigliare a tutti!

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