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Michele Giuttari

Collana: Narrativa
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 330 p. , Brossura
  • EAN: 9788817005470

Recensioni dei clienti

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    Mauro

    20/06/2016 10.46.16

    Lo definirei un libro avvincente che si puo' leggere tranquillamente tutto di un fiato. Ben scritto ma dal finale scontato e dopo poche pagine gia' si capisce chi e' l'assassino. Sinceramente mi aspettavo di piu'.I dialoghi in fiorentino sinceramente li avrei evitati sono inverosimili e fanno decisamente scendere di livello il libro. C'e' una fase poco scorrevole circa alla meta' del libro ma poi riprende subito il ritmo avvincente. Intrigante ma con Faletti non regge il confronto.

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    Viola

    05/07/2014 14.05.51

    Mi è piaciuto molto, è il secondo libro di Giuttari che ho letto dopo "il mostro" seguito da "La loggia degli innocenti" e in corso "Basilisco". Non mi aspettavo molto dopo aver letto le recensioni ma devo dire che invece mi ha appassionato da subito e forse anche più del secondo della trilogia. E' avvincente con molti spunti per comprendere la storia del mostro di Firenze e affini, almeno così mi è parso soprattutto procedendo col secondo libro "la loggia degli innocenti". A mio parere è meglio leggere in fila i suoi libri perché come già qualcuno ha detto i personaggi son sempre gli stessi e nonostante non sia necessario, risulta più comprensibile il filo poiché ogni storia è a sé ma ha comunque una sorta di genesi dalla precedente. A mio parere ben scritto, avvincente e più realistico di quanto si possa pensare. Belli i personaggi, le descrizioni ambientali, la storia e la narrazione.

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    mitla

    20/05/2014 19.20.57

    Mamma mia. Tanto l'ho stimato nel "Mostro" sia come scrittore sia come investigatore tanto mi sono imbarazzata per lui qui. Primo suo romanzo che leggo, mi auguro vivamente cambi registro nei successivi! Assassino scontato, inverosimile e stereotipato (perchè nascondersi sotto il nome di un famoso giornalista??), l'omosessualità trattata alla stregua di una malattia o di una depravazione, troppi comprimari non ben caratterizzati, storia esile esile... mi mancano una cinquantina di pagine per finirlo solo per sapere cosa mai è venuto in mente all'assassino di sfregiare i cadaveri per sfidarlo.... Eccessivi i riferimenti autobiografici. Capisco lo abbia scritto nell'anno forzato di riposo durante le indagini del Mostro ma il troppo stroppia. 2/5 per la fiducia.

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    Borix

    19/10/2013 10.21.24

    Non sono in genre tipo da giudizi troppo netti, ma in questo caso è davvero inevitabile. Mi chiedo come la Rizzoli abbia potuto pubblicare qualcosa di simile. Il fatto grave non è tanto che sia sciatto e mal scritto come molti altri libri che ci sono in giro, quello che mi ha sconvolto è il contenuto. I riferimenti pseudo-culturali sono quasi sempre inesatti e degni del peggiore Dan Brown, i dialoghi in fiorentino inverosimili (lasciatevelo dire da un toscano) la caratterizzazione psicologica dei personaggi davvero involontariamente ridicola e grottesca. Infine il tema dell'omesessualità trattato con caciarona superficialità, tanto da divenire razzista. Tesi come quella di chi fa l'uomo e chi la donna in una coppia gay sono perle che neppure il più becero razzismo da strada cita più, trovarle in un libro è davvero sconvolgente. Mia nonna era molto più moderna di questo Giuttari. Ma quello che proprio non capisco è come una casa editrice abbia fatto passare dialoghi e personaggi di tale sciatteria. E' proprio vero che se hai il nome giusto ti pubblicano qualsiasi cosa, non vedo altra spiegazione. Vergognoso.

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    Luke

    28/09/2012 22.20.16

    Che fatica trovare un buon giallo made Italy. E dire che parto sembre con mille buoni propositi, spendendo un patrimonio in libri che poi, inevitabilmente, detesto. Scarabeo è uno di questi. Ma come è possibile pubblicare roba di questo genere? Trama piatta, personaggi scontati e assassino rivelato già dopo poche pagine. L'autore dovrebbe imparare ad avere più rispetto dei suoi potenziali lettori: non saremo dei poliziotti, ma anche noi abbiamo un minimo di intelligenza e deduzione.

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    SAFFO

    16/09/2010 14.43.15

    Anche io sono rimasta di stucco perché l'assassino è scontato. È tutto un po' piatto. Anche se ce l'ha messa tutta l'autore, ma dice cose assai scontate. Tutta la storia dell'omosessualità maschile e femminile. Certe descrizioni fanno venire la barba. Non mi è piaciuto. Con Faletti non c'è mica paragone.

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    fabrizio

    02/09/2010 06.36.50

    Un giallo stile poliziesco molto insignificante. Ambientato a Firenze....ma lo scrittore si è voluto divertire a scrivere alcuni diaoghi in fiorentinaccio...che orrore. Lui non è fiorentino ed ha scritt frasi irreali!! Ridicolo. Come poliziesco non è da buttare via anche se si perde in cose fatte tanto per riempire le pagine. La cosa più oscena che alla base è un romnzo che deride e quindi contro l'omosessualita. Lo scrittore si dovrebbe vergognare di quello che ha scritto. Dialoghi da anni '30!!!!

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    carlo

    24/06/2010 21.01.40

    A tratti un po' lento e farraginoso... la somiglianza con Faletti non la vedo, e cmq lo preferisco di gran lunga a Io uccido...interessante il finale, anche se scomodare la camorra mi pare un po' eccessivo... Leggibile.

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    RIC

    10/07/2008 18.17.16

    Non dico che vede Scerbanenco, per ora, ma a Lucarelli, Faletti (solo quello di "IO uccido "perchè poi non c'è niente di vero tranne le copertine) o Eraldo Baldini c'è quasi. A tratti emoziona. Deve osare di piu', amare maggiormente il suo intreccio e i personaggi che non sono il protagonista, il quale appare in parte alter ego ed in parte sogno proibito dell'autore. Al limite provi a scrivere piu' pagine ma deve crederci, senno' rischia di perdere capacità di emozionare, che è poi il motivo per cui lo si compra e lo si legge. Con Camilleri perde di poco, ma solo per l'umorismo di cui il siciliano appare dotato. Magari Michelino nella vita reale è uomo di spirito, basta mettere nero su bianco ed è fatta.

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    Abele

    11/12/2007 10.25.35

    Bravo ma non si impegna. Parte bene, ma poi galleggia fino al finale, un po' scontato e un po' deludente. Molto interessante la descrizione dall'interno dei metodi investigativi italiani e dei meccanismi polizieschi e giudiziari nel nostro paese. Speravo qualcosa di più però assolutamente leggibile. p.s.: ma cosa avranno mai l'ombrellone o l'estetista di così degradante dal punto di vista letterario? Boh.

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    Giuliopez

    26/02/2007 18.00.19

    Devo dissentire fermamente dalle opinioni negative sul romanzo di Giuttari che, al contrario, mi è parso molto avvincente e ben scritto. Da tener presente è poi il fatto che si tratta del primo romanzo scritto dell'ex capo della squadra mobile di Firenze; siamo cioè al cospetto di una storia che ci viene raccontata da un addetto ai lavori... e sottolineo...da colui che si è occupato per tanti anni del mostro di Firenze! Ho già in previsione di leggere il secondo romanzo con protagonista il commissario-capo Ferrara!

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    bef

    03/11/2006 20.47.55

    scrittura gradevole, molto alla Faletti, ma lontano dal vero e puro noir..un giallo come se ne trovano tanti fra gli scrittori americani, con quel sottofondo denso da soap opera in cui ci sta bene una storia d'amore...e sfruttare di piu' l'idea del mostro...basta gialli che si rovinano trasformandosi in armony GIUDIZIO: SOTTO L'OMBRELLONE E DALL'ESTETISTA

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    Simone

    26/09/2006 13.25.30

    Il libro mi è piaciuto: un pò per il modo di scrivere, semplice ma diretto,efficace, un pò per l'ambientazione, Firenze e la campagna circostante, luoghi che conosco bene.<br>Giuttari era al romanzo d'esordio, qualche pecca possiamo scusarla(ad esempio la soluzione dell'intreccio giallo non è troppo difficile, ci si arriva anche da soli).Ma il testo scorre bene, il protagonista è ben delineato, rimane scolpito in testa: anche quasto è un merito mica da poco!Penso che leggerò con curiosità il nuovo libro di Giuttari, sperando che mi intrighi come questo.

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    GRà

    14/09/2006 12.46.36

    L'idea poteva dar vita ad un giallo davvero bello, dal sapore nostrano....le ambientazioni particolari, dalla chiesa, al monastero, all'albergo...però dicevo: NO, L'ASSASSINO NON PUO' ESSERE QUELLO, SAREBBE TROPPO SCONTATO, ASSURDO, NON CI SAREBBE NEMMENO POI MOTIVO DI STARE A LEGGERE.. E INVECE L'ASSASSINO è PROPRIO LUI E ALLA FINE MI è CROLLATO IL MONDO! PECCATO GIUTTARI, PECCATO!

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    vincenzo 22-09-1982

    02/09/2006 19.39.52

    per essere un esordio non ci si può lamentare!!!interessante e (quasi)geniale è soprattutto il modo con cui ferrara scopre.....non vado oltre altrimenti rovinerei la sorpresa.buona lettura

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    Michela

    10/05/2006 23.02.42

    Il finale delude un po' però nel complesso è un buon libro che mantiene alta l'attenzione del lettore. Ora ne sto leggendo "il seguito" ovvero "La Loggia degli Innocenti" che al momento mi sembra migliore. Quando l'avrò finito vi farò sapere.

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    Antonio

    05/12/2005 09.56.43

    Sicuramente non un capolavoro, ma vale la pena leggerlo, anche perchè è uno scrittore italiano al debutto. In sostanza giudizio molto positivo.

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    vigatese

    15/09/2005 19.18.16

    Cucinare è cucinare, e si sa che se la spesa la fai dove si conviene, e la materia è buona, sei già a metà dell'opera. Scrivere somiglia poi al destreggiarsi tra i fornelli: rubare, nella vita degli altri, è far la spesa, e poi, il resto, è figurarsela, un'altra vita, vederla, e sentirla: intuito, e gusto, e concentrazione, e un poco di violenza. Fare il poliziotto è una gran fortuna, così come l'avvocato, o il giornalista. Ma bisogna essere impietosi, e gettar via la pietanza che pecca di agro o dolce. Giuttari non se ne diede per inteso. Che peccato, Commissario. La spesa era buona.

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    Albys

    01/09/2005 22.07.46

    Buon thriller classico d'ambientazione nostrana, che parte molto bene e poi galleggia sempre sopra la sufficienza anche se a tratti emerge qualche limite. Bel debutto narrativo del poliziotto-scrittore, che dimostra (meno male, una volta tanto...) di non essere una pompatura-da-ottime-conoscenze. Il suo stile è assolutamente "normale", senza particolari caratteristiche o novità di alcun genere (a parte la "trovata" carina di far parlare un personaggio secondario sempre e solo in toscano) ma la scrittura è sciolta e abbastanza veloce senza essere vuota o scialba. Giuttari è competente nelle scene dei crimini (e ci mancherebbe!;-)) ma è bravo anche a delineare le scene "non gialle": questa cosa non era affatto scontata e dimostra che le doti narrative ci sono. Scarabeo non sconvolgerà di certo i patiti esperti di thriller, visto che certi passaggi sono solo normali e non vi sono rivelazioni particolari, ma la struttura è abbastanza solida. Mi è piaciuto vedere come Giuttari non si sia limitato a fare il compitino, e anzi abbia preso a un certo punto una decisione molto coraggiosa e a parer mio riuscitissima, che prende al cuore. Si è poi dimostrato molto abile a disegnare un rapporto omosessuale fra i due protagonisti che più mi sono piaciuti. In sostanza una lettura che consiglierei a quasi tutti, senza che per questo ci si debba aspettare un capolavoro. 3,5/5.

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    Agnese

    11/07/2005 11.03.25

    Non male ma neanche straordinario. La città di Firenze e dintorni è descritta davvero molto bene, simpatico il siparietto della 'alata fiorentina in bocca alla libraia. Finale un po' scontato e sostanzialmente, l'autore poteva dare di più.

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