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Joe Hill

Traduttore: M. Curtoni, M. Parolini
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2007
Pagine: 367 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820043544

Recensioni dei clienti

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    Scott

    12/04/2016 16.20.37

    Alan e Vera che hanno commentato qui sotto sono la stessa persona, e sembra uno pagato per fare pubblicità a Thomas Ligotti. Detto ciò, darei come voto al romanzo un tre e mezzo, ma per pareggiare i conti con gli 1 dati (senza criterio e senza alcun rispetto per gli altri lettori) da Vera-Alan, do un bel 5 pieno.

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    Alan

    20/03/2014 18.05.35

    Ho sempre pensato che S. King avesse scritto due soli libri buoni davvero: Salem's Lot e Shining. Penso ora che suo figlio non sia ancora riuscito a scriverne neanche uno sufficiente.

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    Vera

    06/02/2013 23.31.17

    Non voglio offendere, ma sfiora il ridicolo! sembra un noioso film horror a basso costo!

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    Pietro

    29/08/2012 23.00.34

    Dopo aver letto tutto sul padre, mi son buttato sul figlio. All'inizio lo spiccato humor è più Barker che King ma poi ho notato parecchie similitudini con i romanzi del Re. (casa posseduta/Shining - Maledizione da farsi togliere/L'occhio del male - Cani che aggrediscono/Cujo - Macchina che insegue/Christine - Porte aperte su altri mondi/Torre nera - Craddock sensitivo/Zona morta... insomma per tutta la lettura non ho fatto altro che associare le idee del padre con quelle del figlio. Comunque la storia scorre via veloce e prende parecchio. La scrittura è piacevole e come dicevo prima a tratti molto esilarante... ma anche qui il vecchio King ha insegnato bene...

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    A.M.

    17/05/2011 21.07.42

    L'opera prima del secondogenito di Stephen King non mantiene, purtroppo, le promesse. Mi aspettavo un romanzo più efficace, più evocativo. I personaggi non sono caratterizzati a sufficienza, tanto da non riuscire ad immedesimarsi in nessuno di essi. Ci sono salti temporali che disorientano il lettore, tentativi di flashback malriusciti. La storia non regge, non emoziona e soprattutto non spaventa! Rarissimi i momenti di tensione e suggestione. L'inizio è promettente, ma le avvisaglie della pochezza della trama si manifestano presto assieme al fantasma di Craddock McDermott. Come horror non convince affatto, risultando banale e grottesco. Di thriller ha poi ben poco e si lascia dimenticare in fretta. La penna è ancora acerba, ma nel DNA Joseph Hillstrom King possiede tratti del padre scrittore. Gli si può dare una seconda chance, anche se personalmente non penso lo farò. Non si tratta di una bocciatura, ma di un serio esame di riparazione certamente si!

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    Silvia

    20/11/2009 10.53.01

    Beh direi che come esordio non c'è male. Buon sangue non mente, nelle parti iniziali mi pareva quasi di vederci lo zampino del padre, poi forse si dilunga un po' troppo, a volte certe scene sono troppo piene di dettagli, ma nell'insieme una buona storia, speriamo che continui così, un erede del re per raddoppiare i brividi dei suoi fans. Per quanto riguarda il finale sono d'accordo con l'utente precedente, la storia è chiusa fin troppo bene, però a me non spiaciono i finali in sospeso del padre... anzi, li preferisco al "vissero felici e contenti" in cui viene spiegato tutto di tutti

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    Seby Flavio Gulisano

    09/01/2008 15.47.54

    Carino...ma niente di più! A differenza di suo padre, che non sa scrivere i finali dei suoi libri, almeno lui s'è sforzato un po' di più, questo è certo. La storia è simpatica anche se non è che faccia tutta 'sta gran paura 'sto fantasma, lo stile di scrittura cmq è buono, riesce a farti vedere con gli occhi le scene che stanno vivendo i protagonisti, in questo riconosco all'autore di essere davvero bravo. Lo consiglio però solo agli amanti di Stephen King.

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    Roberto

    23/11/2007 10.29.47

    E' proprio il caso di dire che buon sangue non mente: il secondogenito del Re ci sa fare, sopratutto per essersi cimentato in una storia di fantasmi, cosa per nulla facile. Anzi: niente è più difficile che raccontare una storia di fantasmi senza cadere nel ripetitivo, nei clichè vecchi e stravecchi rischiando di partorire qualcosa di noioso e prevedibile. Invece - e qui sta la grandezza di Hill - questa non è solo una storia di un feroce fantasma che torna ma anche quella di tanti altri fantasmi, quelli di Judas Coyne, quelli di Anna, quelli di Marybeth, quelli che si sonono insinuati da bambini nell'animo e che ci si porta dietro tutta la vita. I peggiori fantasmi sono quelli che infestano l'anima e, prima o poi, bisogna farci i conti. Il figlio del Re promette grandi cose, lo salutiamo come Principe. Un appello alla Sperling & Kupfer: pubblicate la sua antologia Twenty Century Ghost Stories che gli è valsa ben tre premi ?

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    Matteo

    23/10/2007 23.47.49

    Ottimo esordio per il giovane Joe Hill. Che non si faccia notare che questo scrittore sotto pseudonimo non è altro che uno dei tre figli di Stephen King mi sembra, sinceramente, un peccatuccio che ci si poteva permettere. Uno dei migliori libri di genere che ho letto negli ultimi anni. Alla prossima...signor Joseph King

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