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Richard M. Hare

Traduttore: L. Ceri
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2006
Pagine: 248 p. , Rilegato
  • EAN: 9788815114600
Il volume traduce l'originale inglese del 1997, Sorting out Ethics, in cui l'autore, scomparso nel 2002, ha raccolto, con alcune aggiunte, una versione rivista delle Axel Hägerström Lectures, da lui tenute a Uppsala nel 1991. L'opera, introdotta da una presentazione di Luca Fonnesu che colloca il pensiero di Hare nel quadro della filosofia morale del XX secolo e ne segue le evoluzioni teoriche, è divisa in tre parti. La prima consta di due saggi introduttivi – uno pubblicato in lingua tedesca nel 1996, l'altro inedito – in cui Hare cerca di spiegare ruolo e rilevanza dell'analisi del linguaggio e dell'argomentazione razionale in filosofia morale. I cinque capitoli che compongono la seconda parte e che riproducono le lezioni svedesi offrono invece una tassonomia delle principali teorie metaetiche novecentesche fondata sulla distinzione tra teorie descrittiviste e teorie non-descrittiviste. Lo scopo di Hare qui è mostrare i limiti di due varianti descrittiviste (naturalismo e intuizionismo) e dell'emotivismo non-descrittivista alla Ayer e alla Stevenson, per arrivare a difendere una versione razionalista del non-descrittivismo, il prescrittivismo universale, i cui dettagli sono stati elaborati da Hare già negli anni settanta del XX secolo (Hare, giova ricordarlo, ritiene sia possibile giungere per questa via a un'etica normativa utilitarista). La terza parte, infine, ripropone un saggio del 1993 in cui Hare cerca di dare una lettura utilitarista di Kant al fine di sostenere una tesi teorica più generale circa la possibile compatibilità tra deontologismo e consequenzialismo. Complessivamente, l'opera manifesta un'ambizione di sistematicità che la rende, in definitiva, un'utile summa della riflessione di Hare sui criteri di validità delle teorie morali.
  Corrado Del Bò