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Roberto Calabretto

Editore: Marsilio
Collana: Biblioteca
Anno edizione: 2010
Pagine: 319 p. , ill. , Brossura

37 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Cinema, musica, tv, spettacolo - Cinema, televisione e radio - Cinema, film

  • EAN: 9788831799997
La musica per film, come universo vasto che va dalla pre-produzione ai dischi delle colonne sonore, è l'oggetto dell'analisi condotta da Roberto Calabretto. Un'analisi, scrive l'autore nell'introduzione, destinata a "studenti del Dams (…) del Conservatorio (…) e a tutti gli amanti della settima arte", che fortunatamente riesce spesso ad andare oltre le sue intenzioni. Infatti, pur conducendo uno studio sistematico della materia, Calabretto evita i difetti di tanta saggistica divulgativa e non è mai schematico, riassuntivo o semplificante. Sceglie un approccio più diretto e forse faticoso, decidendo di partire dai testi e dai contesti, ma arriva sempre con efficacia e rigore al centro delle questioni teoriche fondamentali.
Il libro si articola in tre grandi aree tematiche. La prima è una lunga introduzione dedicata ai musicisti e al loro rapporto, talvolta conflittuale, con il mondo cinematografico; dai suonatori di pianoforte nel periodo del muto a chi programma i sintetizzatori di tanto cinema contemporaneo. L'autore qui non cade nell'errore di assecondare le ragioni dei compositori. Non si limita a presentarli come vittime intrappolate nel rigido sistema industriale, ma, al contrario, fa emergere, in maniera intelligente, la dignità artigianale dello scrivere musica per il cinema, e sottolinea la qualità dei risultati estetici raggiunti grazie alla tensione dialettica tra volontà artistica e esigenze di produzione: "Il musicista – dice Nicola Piovani – deve invece assecondare e affinare al massimo l'artigianato (una parola che non voglio usare né in senso modesto né umile), proprio l'artigianato deve contribuire a portare in porto una poetica".
La seconda e la terza parte del libro affrontano i momenti-chiave della "scrittura sonora": l'allestimento musicale e la post-produzione. Sebbene queste pagine conservino un impianto di stampo manualistico, sono i casi di studio affrontati a non renderle banali resoconti teorici e a restituire la complessità che si cela nella costruzione del "paesaggio sonoro". È sufficiente prendere in considerazione i paragrafi dedicati a La strada per rendersi conto di come l'autore arrivi, attraverso l'analisi puntuale del testo, a rivelare la profondità della musica cinematografica, "quel luogo che trascende – secondo Michel Chion – tutte le barriere materiali".
Conclude il volume una veloce panoramica sul processo di riallocazione subito da molta musica cinematografica, entrata, grazie alla sua riconoscibilità, a far parte di nuovi contesti e situazioni distanti da quelli originari. Queste ultime pagine danno l'impressione di essere un po' slegate, in una trattazione che risulta fin lì molto compatta: la loro scarsa incisività le fa apparire infatti più un'appendice che un finale. Forse sarebbe stato meglio chiudere con l'ottimo capitolo dedicato a questioni fortemente contemporanee come restauro, nuove sonorizazioni e digitalizzazioni. Questo è però solo un appunto, forse troppo severo, che nulla toglie all'ottimo lavoro di ricerca, analisi e soprattutto di sintesi svolto dall'autore.
Erion Kadilli