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Christos Tsiolkas

Traduttore: M. Rossari
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2011
Pagine: 537 p. , Brossura
  • EAN: 9788854504806

Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    24/11/2015 16.47.53

    Pare sia uno dei pochi a cui non è dispiaciuto. P.S. Lo schiaffo glielo avrei dato anche io a quel moccioso!

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    Franz

    14/11/2013 13.41.03

    Ho divorato la prima parte, ma con il passare delle pagine la noia ha preso il sopravvento. Non saprei se consigliarlo oppure no

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    stefano

    20/02/2013 23.29.57

    In pratica e'la sceneggiatura di una soap-opera,i belli,gli sfigati,l'amore,i tradimenti,il sesso (esplicito),si legge anche volentieri,tutto inizia con uno schiaffo durante un barbecue e da lì in un vortice di vicende e capitoli dedicati ai personaggi del romanzo,con le loro storie,si arriva con curiosità alla fine,certamente non un capolavoro ma piacevole

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    Roberta

    10/11/2012 16.15.56

    Libro interessante, in cui l'autore dipinge in maniera chiara ed elegante le ipocrisie della societa' in cui vive. Nella sua Melbourne, in un pomeriggio d'estate come tanti, si incontrano amici molto diversi fra loro per cultura, razza, eta', sesso. Con particolare cura e attenzione vengono rilevati i tratti distintivi dei singoli personaggi e cio' che realmente si nasconde dietro la loro immagine, in tutto o in parte costruita e "ricalcata" sul modello di famiglia e di societa' alle quali appartengono. Ma e' sufficiente un episodio all'apparenza banale a far riaffiorare in un solo istante risentimenti e pregiudizi. Romanzo di contraddizioni e incoerenze, in una societa' che si definisce multiculturale e multirazziale...ma che in realta' non e' ancora pronta a infrangere il muro dei pregiudizi e dei preconcetti. La trama e' avvincente, la lettura a tratti rallentata.

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    Massimiliano Ciarrocca

    24/09/2012 23.43.00

    E' sicuramente ben scritto, ma, visto il paragone che viene fatto in copertina, non posso non dire che il libro sembra scritto per "somigliare" volutamente a qualcosa. Tipo "la versione di Barney". O a qualcosa di De Lillo. La realtà è che qui tutti i personaggi hanno una loro caratterizzazione eccessivamente caricata, senza un vero motivo. Quello che in De Lillo risulta essere cinismo elegante e intelligente, qui viene solo imitato e quindi sembra piuttosto rabbia e tra l'altro nemmeno sempre giustificata. D'altronde tutto il libro ruota attorno ad uno schiaffo dato da un adulto ad un bambino viziato. Un tantino debole per 537 pagine no? Non ci si immedesima mai o quasi. Ho provato solo noia. Non ve lo raccomando.

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    Lorso57

    01/09/2012 22.53.33

    Concordo innanzitutto sul fatto che - come segnalato da altre recensioni - le ripetute e dettagliate descrizioni di scene di sesso risultino certamente sgradevoli ed esagerate. Per il resto questo romanzo ha comunque una sua validita' in quanto descrive chirurgicamente e senza sconti per nessuno la crisi di una piccola comunita' multietnica, scatenata da un episodio apparentemente banale come uno schiaffo. In effetti i protagonisti del libro vivono a sesso, droga e alcol e si dimostrano spesso aridi e moralmente squilibrati. L'abilita' di Tsiolkas e' in ogni caso quella di indagare dal punto di vista di ognuno e descriverci chiaramente i problemi, i rimpianti, le scelte obbligate che costellano le loro esistenze apparentemente dorate ma effettivamente tormentate. Interessante.

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    marina

    27/06/2012 23.11.54

    Il titolo "deciso", l'illustrazione di copertina, la casa editrice e le recensioni sulla quarta di copertina mi hanno tratto in inganno.... Un libro leggibile, ma non meritevole dell'impegno di lettura che richiede, considerato il numero di pagine. La descrizione dei personaggi manca di profondità, i fatti narrati non sostengono la dinamica piatta che si crea fra i personaggi. Oltre a una certa volgarità nella descrizione delle scene di sesso che mi fanno pensare ad un autore che cerca di stupire i lettori ma non ci riesce. Il voto non è del tutto negativo perchè sono riuscita a finirlo e quindi non è stato il peggiore dei libri che ho letto.

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    Tiziana

    07/06/2012 07.38.11

    ben costruito e articolato. tipi umani tratteggiati e contestualizzati ad arte. un po' prolisso, ma potente ed efficace.

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    enza

    01/06/2012 13.52.00

    Non mi è piaciuto, ho dovuto farmi forza per arrivare alla fine.

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    Isa

    16/02/2012 15.53.58

    Nonostante la trama accattivante l'ho trovato un po' dispersivo.

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    mario

    14/02/2012 11.20.45

    è un libro che non posso dire mi abbia rapito. non mi sono affezionato ad alcun personaggio in particolare. non sono sicuro lo consiglierei. due cose rendono il mio voto quasi positivo: - la lettura è scorrevole. - è un libro che trovo abbia una sua sostanza. tratta di miserie umane, guardate tanto con gli occhi dell'adolescente, quanto del vecchio. Miserie a cui nessuno di noi può credere di essere immune.

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    Adriana

    23/01/2012 09.41.43

    Faccio veramente fatica a trovare le parole per descrivere questa perdita di tempo e di denaro. Forse è sufficiente dire ciò, per mettere in guardia chiunque, come me, fosse tentato di leggere questa robaccia inclassificabile sotto tutti i punti di vista, cedendo, per l'ennesima volta come una pollastra, alle lusinghe di recensioni ed accostamenti osceni (Roth). Statene alla larga!!!

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    Lucio

    29/12/2011 16.08.10

    Uno schiaffo a un bambino, ovvero l'occasione offerta da un evento banale per rappresentare le miserie di una comunità. Vero: non c'è bisogno che accadano fatti straordinari per raccontare una storia, anche perchè la vita è costituita da fatti quotidiani, ripetitivi e apparentemente banali. Però, nel nostro caso, l'Autore non riesce a far "decollare" il quotidiano, a rendere la storia meritevole di essere raccontata. Il romanzo si perde nella morbosa descrizione di gratuite scene di sesso, nonchè nella narrazione di storie che non riescono a catturare interesse, in personaggi che non assumono alcuna dimensione universale nella quale potersi riconoscere. Perchè scrivere questa storia? E perchè leggerla?

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    massimo r.

    23/09/2011 08.56.06

    Per parafrasare Paolo Sorrentino, l'avrei intitolato "Hanno tutti torto",visto che di fronte a un piccolo evento le reazioni sono esagerate, e perciò sbagliate.E costruirci un romanzo di oltre 500 pagine è pretestuoso e perfino un po'noioso. I personaggi sono tutti sufficientemente antipatici,con tare psicologiche e tossicodipendenze varie francamente inverosimili. Anche se T. ha doti di scrittore indiscutibili, per favore, evitiamo paragoni con Philip Roth...

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    Giulia

    21/09/2011 21.19.44

    Il libro mi è piaciuto molto..nonostante la mole l'ho divorato. Unica nota negativa sono le scene di sesso troppo esplicite e di cui si potrebbe fare a meno

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    vittorio pisa

    13/09/2011 11.19.02

    Ho acquistato questo libro soltanto perché colpito dalla copertina e mi sono convinto nell'acquisto perché l'autore, a me del tutto sconosciuto sinora, era paragonato ai grandi della letteratura contemporanea: Tom Wolfe, Philip Roth, Jonathan Franzen, De Lillo. Il romanzo non delude le pur grandi aspettative che il paragone con tali autori non poteva non suscitare. È un grande romanzo, il tessuto narrativo consente di seguire la trama da molti punti di vista diversi, mai banali. Tutti i personaggi non vivono soltanto in funzione della trama, ma la arricchiscono con le loro storie personali che si intrecciano e danno nuovo significato al filo conduttore del romanzo. La prosa è potente ed espressiva. Tsiolkas, a mio parere, è più vicino a Wolfe che a Roth. Il suo romanzo non racconta una storia, narra la vita e lo fa dannatamente bene. Consigliatissimo.

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    luca

    12/09/2011 16.16.49

    Molto bello, grande prova di scrittura. Il libro parla attraverso alcuni personaggi di uno spaccato odierno della borghesia australiana. L'autore mostra con crudezza e realismo i pregi e difetti dei suoi personaggi, facendoli parlare i prima persona e rendendo così la trama molto avvincente. Peccato per il personaggio finale che si rivela la parte più deludente del libro: sembra che anche all'estero il lavoro di editor sia un pò in crisi.

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    Raffaele

    27/07/2011 12.27.38

    Un gran bel romanzo, l'Autore parte da un episodio per raccontare in modo esemplare la vita e i sentimenti dei personaggi coinvolti dei quali narra abilmente anche gli episodi più nascosti del loro passato consentendoci di capire fino in fondo la loro intimità. Un romanzo scritto benissimo, molto emotivo e mai banale. Tsiolkas, a mio parere, è un grandissimo narratore e mi auguro di veder pubblicati presto altri suoi libri con l'auspicio che siano dello stesso livello di questo.

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    Alessandro

    22/07/2011 23.39.01

    E' un libro sopravvalutato. La scrittura è buona, seppur non penso abbia giocato a suo favore la traduzione, che a volte mi è sembrata zoppicante. La storia c'è, è raccontata in punti di vista multipli. Alcuni di questi sono un po' deboli, manca del conflitto. E alcuni dei personaggi che prendono parola, sono un po' superflui.

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