La schiuma dei giorni - Boris Vian - copertina

La schiuma dei giorni

Boris Vian

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Traduttore: G. Turchetta
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli alianti
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788871680712
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Colin è un giovane parigino ricco e annoiato. Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick - il suo migliore amico - un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre. Poi, nella vita del signorino entra, in modo esplosivo, l'amore. L'incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni. Al ritorno dal viaggio di nozze, Chloè si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, fatica a respirare. Mentre il tempo va sempre più veloce, e l'appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto...
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    Silvia

    08/03/2019 22:08:28

    "Il più straziante dei romanzi d'amore", così ne parlava Raimond Queneau. L'écume des jours, in italiano ''La schiuma dei giorni'' fu una strepitosa novità quando usci per l'editore Gallimard nel 1947 e ancora oggi ha mantenuto intatti i suoi caratteri di originalità stilistica grazie ad una prosa immaginifica e surreale. Da ogni pagina sgocciola l'universo del fantastico e del meraviglioso di Vian, che oltre a scrittore fu ingegnere, poeta, musicista e cantautore. Immaginatevi un quadro di Dalí trasposto in parole e non vi sarà difficile accettare che i topi siano animali domestici da compagnia, che le anguille escano dalle tubature dei lavandini, che i marciapiedi possano sprofondare in base all'umore della persona che li calpesta, che i pianoforti possano preparare deliziosi cocktail e che la donna amata sia affetta dalla crescita inesorabile di una ninfea all'interno del suo polmone destro. Questo romanzo canta un inno alla soggettività e al potere della nostra percezione di cambiare la realtà che ci circonda. Un'immagine potente, tra le tante, ritrae il rimpicciolirsi degli spazi domestici insieme alla perdita della persona amata: quando l'amore se ne va pure le pareti si restringono e la casa sembra un cunicolo, una prigione, un luogo ostile e buio. La schiuma dei giorni é quello che resta quando la cresta dell'onda si frange, é quello che resta della vita quando l'entusiasmo e la vitalità vengono a mancare: la realtà appare come l'involucro morto della gioia passata. . Eppure l'amore, come ci racconta Pennac nella postfazione, é l'affetto che si contrappone a tutte le costrizioni del sociale, alla malattia e alla morte e se anche non può salvare le persone dal loro destino, salva la loro esistenza nel momento in cui esistono. Per questa ragione l'amore vale sempre la pena di essere vissuto, senza remore e senza risparmio.

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    Roberto Gennari

    23/01/2019 10:34:51

    Uno di quei libri che non ti stancheresti mai di leggere e rileggere. Se davvero dovessi partire per la più classica delle isole deserte e avessi a disposizione solo cinque libri da poter portare con me, "La schiuma dei giorni" sarebbe uno di questi cinque. Le più belle, potenti e strazianti metafore sull'amore e sulla vita le ho trovate in questo libro. Leggete e non ve ne pentirete.

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    Elisa

    23/09/2018 11:04:23

    Mi è stato regalato per il compleanno e da subito mi ha incuriosito. Una volta iniziato non sono riuscita a smettere di leggerlo. Romanzo che nella sua surrealità permette di immedesimarsi a ciascuno di noi, una storia d'amore che ti fa sentire partecipe. Un tuffo in Francia più che piacevole. Incantevole. Consigliatissimo

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    Stefano Mannucci

    19/09/2018 13:28:40

    Ho conosciuto Boris Vian negli anni dell’adolescenza quando lessi alcune sue poesie ed un noir scritto sotto pseudonimo. Poi non lessi più nulla di lui. Almeno fino a quando - in prossimità dell’uscita del film Mood Indigo di Michael Gondry - nei giornali si tornò a parlare del suo romanzo, scritto nel 1946, La schiuma dei giorni - da cui il film era tratto e da molti considerato il suo capolavoro letterario. Devo ammettere che il film non lo vidi, ma appena ne ebbi occasione, acquistai l’edizione in commercio del romanzo della Marcos Y Marcos, un’edizione arricchita da un'interessante prefazione di Fossati ed un'intervista a Pennac come postfazione. E così sono entrato nel mondo di Colin - il protagonista attorno a cui ruotano le vicende narrate nel romanzo. Non mi dilungherò sulla trama per non rovinare la sorpresa della lettura. Da molti considerato una tenera favola d’amore per adulti, da altri ancora un romanzo d'iniziazione, La schiuma dei giorni è sì un libro sull'amore, sulla sua ricerca e su come esso possa cambiare la vita di una persona, sulla gioia di sentirsi innamorati e di poter amare; ma è anche uno struggente romanzo sulla malattia che restringe il tempo e consuma le energie e le risorse di chi è malato e di chi vive accanto alla persona malata nella speranza di poterla curare e salvare. A volte è stato ritenuto che la particolarità della scrittura, e l’animo surrealista ed anticonformista dell’autore che spesso la contraddistingue, possa non far apprezzare questo romanzo a tutti, ma, a mio avviso, ritengo che sia senz'altro un romanzo da leggere con attenzione, anche perché sono molti i significati che ad un prima lettura potrebbero sfuggire, ma che persistono nella profondità del libro. E forse - come suggerisce Pennac nella postfazione -, è uno di quei libri che può essere letto più volte, nel corso degli anni, ed ogni volta traendone impressioni e suggestioni diverse.

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    Lorenzo

    18/09/2018 16:25:25

    Questo libro è un capolavoro. Son contento che sia tanto apprezzato da altri. MIchel Gondry ne ha fatto un film, purtroppo tanto minore rispetto al libro. Lo consiglio a chiunque apprezzi una prosa leggera e molto fantasiosa, iper-romantica. NOn andrebbe confuso con una linea semplicemente surrealista, perché l'autore, se si ha voglia di approfondire, è veramente oltre qualsiasi possibile etichetta. Basta solo proemio per capire di quanto sia bello questo libro.

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    Gessica

    18/09/2018 10:18:04

    La trama del libro può portare a pensare che siamo di fronte a un romanzo semplice e un po' banale, tuttavia leggere questo piccolo gioiellino è come stare sopra ad una giostra in continua trasformazione, sulla quale sei spaventato pensando in cosa potrebbe trasformarsi e speri che alla fine tutto si sistemi e ritorni al suo posto. Siamo di fronte a immagini surreali e atmosfere artificiose, con continui richiami alla musica jazz del periodo (l'autore era lui stesso un musicista), tutti elementi che inevitabilmente provocheranno il desiderio di essere in quegli anni. Ben marcata la critica al tipo di intellettuale manieristico e assorto solamente dai libri che si intravede nella figura del miglior amico del protagonista. Consiglio poi quest'edizione per l'ottima prefazione di Fossati e l'intervista finale a Daniel Pennac. Assolutamente da leggere!

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    Francesca

    17/09/2018 18:03:50

    Stupefacente. Vian riesce a trasformare, col suo stile surreale, con la sua ironia, una storia che poteva essere sdolcinata come Love Story, in Poesia visionaria, in un quadro di Dalì.

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    Laura Cossu

    15/09/2017 15:17:02

    Apro il libro, inizio a leggere. “A me, ciccino mio” Una sola frase, per farmi capire che l’unico rimpianto che avrò in futuro sarà quello di non poter più provare l’emozione dell’ingenua prima lettura, dove la trepidante curiosità dell’andare avanti ci trascina fino all’ultima riga, prima di realizzare che sarà duro riprovare un’emozione tanto forte. “La Schiuma Dei Giorni” esordisce con una spensieratezza tale da rapire il lettore, trasportandolo in un turbinio di sensazioni sensuali e colorate, capaci di impedirgli di abbandonare il mondo dipinto da Boris Vian. Il ritmo è rapido, il linguaggio semplice. Personaggi diversi si fondono nelle tinte accese di una scrittura tanto surreale quanto geniale. Non è semplice rendersi conto del cambiamento, dei colori che sbiadiscono, degli spazi che si restringono. Un ambiente asfissiante sostituisce l’iniziale limpidezza e i problemi emergono da ogni spiffero non chiuso, lasciando che i protagonisti, gli innamorati Colin e Chloé, affoghino in essi. Per cosa ha senso vivere? Inizialmente nessuna risposta pare sensata. Ma ecco che poi ci si volta, curiosi. Un raggio di sole cade esattamente sul grammofono polveroso. Il disco è sul piatto, “Chloé” di Duke Ellington. 3.24 minuti. Si vive per quegli accordi, che si fondono insieme in una composizione che scalda e nutre di ambrosia, facendo sì che ci si abbandoni completamente al ritmo fugace e sensuale del brano, prima che lo stesso termini, lasciandoci vuoti e inermi. E quando lo si ascolta di nuovo, il suono all’apparenza sarà lo stesso, seppure il disco a poco a poco sarà sempre più rovinato. Ma noi lasciamo che la puntina solchi il vinile, fino a quando non sarà completamente usurato. Senza Chloé, non c’è ragione alcuna che ci tenga aggrappati alla Terra. A questo punto la nostra strada si biforca, bisogna scegliere. Vivere un’esistenza guidata dalla bramosia di vendetta, o morire, per non sentire più nulla? Colin, topino, il tempo stringe, bisogna imboccare una via.

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    Cristiano Cant

    11/05/2017 08:03:16

    Se un giorno vi capiterà di leggere che la pioggia è beige, che da qualche pannello di un pianoforte spuntano cocktail magnifici, che ci sono insulti uguali a portafortuna, che il prezzo dell'insalata di vetro è aumentato, non potrò che invidiare la vostra felicità: siete in questo romanzo. Sarà inutile imporre alla ragione un alfabeto di logiche stringenti, l'intelligenza deporrà i suoi strumenti in una resa di abbandono totale. Perché un angelo malato di cuore che sa di avere poca vita davanti e getta lo stesso il suo poco fiato nella romantica violenza di una tromba può azzittirlo solo il Padreterno, ma piangendo su quelle note come a toccare nel loro incanto la propria impotenza. Tanto più se è un jazzista, invidioso dunque di quell'anima unica che, mentre suona, gli fa sentire nelle viscere un dono e una perfezione che nemmeno le sue dita divine possono azzardarsi a sfiorare. Questo era Boris Vian! Un disperato felicissimo sogno deposto vivo in questo romanzo. Come un fraseggio libero, fra invenzioni lessicali imprendibili lanciate sul foglio come in stato di grazia, gli adagi e gli impeti di un amore tragico solcano gli occhi di chi legge in un'umida commossa solitudine. Quattro destini come quattro petali sottili, divorati, per niente pronti ad esiti infelici. Ma se Chloe non smetterà di ricevere fiori, a costo di folli fatiche e debiti pur di guarirla, la ninfea nel suo polmone rimarrà lo stesso come il canto di un amore intatto, rogo e gelo nel cuore di chi le starà accanto. Mettere in musica uno spartito di stelle fragili era possibile, Vian ce l'ha fatta. Imprendibile, anarchico, prende a pugni la lingua come a scassarne ogni rozzo canone, ogni trita obbedienza. Fino ad asciugare in un grandioso insensato solfeggio tutte le retoriche di una vita scontata, ordinaria, finita. Il finale,nel dialogo fra il gatto e il topo, supera in meraviglia venti trattati di rozza e buffonesca metafisica. Mai lacrime furono più degne in letteratura.

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    Kenzo Kabuto

    09/10/2014 09:03:27

    Questo libro, per me, è la prova di quanto a volte sia importante arrivare in fondo per comprendere in pieno un'opera. Per quasi tutta la prima parte (diciamo fino al matrimonio) non sono riuscito ad accordarmi con Vian, la lettura in alcuni passaggi mi risultava perfino fastidiosa ed irritante con delle "trovate" ed "invenzioni linguistiche" che mi apparivano totalmente ed inutilmente gratuite, frettolose, buttate lì, a caso. Poi la storia lentamente monta ed acquista, nella sua follia surreale, una drammaticità profondissima portandoci verso un finale senza scampo. Vian è spietato con la società, la cultura, la religione, la politica, il mondo del lavoro. Con tutti, soprattutto con i suoi personaggi che passano dall'irritante vacuità iniziale all'universale rappresentazione della vita e del dolore, nello stretto giro di neanche 300 pagine. Bello.

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    mitla

    28/01/2014 11:41:07

    In una Parigi deformata da Dalì si inserisce la coppia Colin-Chloe cxhe io immagino come gli amanti volanti di Chagall. Ammetto che ogni tanto l'utilizzo di immagini surrealiste diventa irritante: si perde il filo della storia e in definitiva, l'ossessione di Chick per Partre, le debolezze del gentil sesso di Nicolasnon sono così romantiche e coinvolgenti come la storia d'amore tra il viziato parigino e la bella ragazza con la ninfea nel polmone. Ma le trovate sono geniali: i paesaggi da cartone animato, la casa che rimpicciolisce con la malattia, l'uso del nudo e della violenza gratuita (lo strappacuore) come, appunto, in un cartone, il topolino suicida (e vi sfido a non sorridere per la frase che chiude il libro quando la si capisce nell'economia del paragrafo), la plasticità della lingua. Io la definirei un'opera imperfetta ma sicuramente stravolgente, coinvolgente, fuori da ogni canone e che, a mio parree, andrebbe letta, se non altro, per provare l'esperienza di un lbro surrealista.

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    angelo

    06/12/2012 23:56:57

    Ingredienti: strumenti etilico-musicali, malattie floreal-polmonari, stanze psico-deformabili, strampalati personaggi in un caleidoscopico susseguirsi di eventi. Consigliato: a chi vuol immergersi in un "magical mistery tour" sentimental-musical-psichedelico, a chi vuol osservare una surreale storia d'amore creata da una fervida fantasia.

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    Adriana

    03/08/2012 11:38:40

    Allucinato, indigesto e a tratti indisponente. Una lettura spiacevole abbandonata il prima possibile per non sprecare altro tempo in compagnia di personaggi inefficacemente assurdi ed antipatici. Più che una sperimentazione, un vero e proprio buco dell'acqua. Peccato non ci sia lo zero.

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    Carmine_76

    20/12/2011 14:21:01

    Difficile dare un voto a questo libro, perchè il giudizio è condizionato dallo stato d'animo del lettore in quel particolare momento... Parla di amicizia e di amore, con una narrazione fiabesca ed uno stile di scrittura molto particolare. Devo dire che non mi è entrato nel cuore come altri libri, ma sono soddisfatto di averlo letto.

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    Paolo

    25/09/2011 15:26:18

    Non leggete questo libro se non siete innamorati: non riuscireste a capirne la magia e la dolcezza disarmante.

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    steppewolf

    29/09/2009 20:06:27

    Un libro strabordante di idee, colori, ironia e vita... forse a tratti potrà apparire un po' indigesto ma è un'opera ingegnosa e con uno stile di scrittura semplicemente unico.

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    Stefano

    26/08/2009 21:32:11

    Molto di quanto si può dire sul romanzo di Vian è presente nella bellissima intervista a Daniel Pennac che fa da postfazione all'opera. Un'opera fondamentale, bellissima e struggente, scritta con uno stile inconfondibile e pieno di giochi di parole, densa (soprattutto nella prima parte del libro, quella più disincantata e "vitale") di allusioni erotiche e di critica sociale. Nel romanzo di Vian c'è tutto, dal tema dell'amore e della morte, a quello della schiavitù del lavoro e della complessità e crudeltà delle macchine burocratiche che muovono la nostra folle società. Ribadisco, non un'opera semplicemente consigliata, ma un classico di fondamentale importanza.

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    Max Ponte

    04/07/2009 23:16:21

    Ci vogliono poeti per tradurre Vian più che saggisti. Avere il coraggio di alleggerire con la lingua viva, solo così la schiuma diventa qualcos'altro di meno ovvio. Venere e l'amore che nascono dal mare."L'écume" non è l'acqua schiumosa della pasta, per fare un esempio, ma la sublimazione dell'amore di un uomo. "La spuma dei giorni". Per me non è altro che spuma. Quella che dura così poco eppure arriva così in alto, nelle dilatazioni spaziotemporali, come Chloè.

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    Riccardo

    05/11/2008 14:04:37

    Semplicemente illuminante... illumina la via, illumina il sorriso, e fa piangere lacrime di un dolore amorevole.

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    Andrea

    28/05/2008 16:11:39

    Un libro intenso e commovente, che ho letto molti anni fa e che non posso fare a meno di tornare a rileggere. E' mia abitudine rispettare le opinioni altrui, ma il giudizio di Gwynplaine è davvero troppo! Quella che viene definita sprezzantemente "robaccia futile" è l'essenza del surrealismo letterario e non solo: forzare i limiti della logica aristotelica, fondata sui principi del necessario e del verosimile, per dar corpo ad una realtà "folle" (la sur-realtà, per l'appunto), giocosa e tragica ad un tempo, in cui si riflette la condizione umana. Per la cronaca, Vian non è un narratore, ma un "inventore", un poeta, e "La schiuma dei giorni" è una favola crudele che mostra, attraverso un radicale mutamento, la fragilità della nostra esistenza. Viva Vian!

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  • Boris Vian Cover

    Sovversiva, geniale, surreale, poetica e audace tutto questo e molto altro ancora è stata la vita di Boris Vian, uno fra i più anticonvenzionali artisti del Novecento.  Laureato in ingegneria decide presto di seguire il suo istinto artistico, avviando la sua carriera come musicista jazz nei fumosi locali della Parigi anni ’40.La sua vena artistica, però non si esaurisce con la musica, e infatti inizia a scrivere. La stesura dei primi romanzi a metà degli anni ’40. Successivamente inizia a lavorare come autore teatrale, passando poi alla poesia, fino al suo impegno come traduttore (sarà lui a portare la letteratura hardboiled in Francia con la traduzione dei libri di Raymond Chandler). Vian ha scritto 10 romanzi, tra cui 4 thriller del genere... Approfondisci
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