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La schiuma dei giorni

Boris Vian

Traduttore: G. Turchetta
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli alianti
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788871680712
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    11/05/2017 08.03.16

    Se un giorno vi capiterà di leggere che la pioggia è beige, che da qualche pannello di un pianoforte spuntano cocktail magnifici, che ci sono insulti uguali a portafortuna, che il prezzo dell'insalata di vetro è aumentato, non potrò che invidiare la vostra felicità: siete in questo romanzo. Sarà inutile imporre alla ragione un alfabeto di logiche stringenti, l'intelligenza deporrà i suoi strumenti in una resa di abbandono totale. Perché un angelo malato di cuore che sa di avere poca vita davanti e getta lo stesso il suo poco fiato nella romantica violenza di una tromba può azzittirlo solo il Padreterno, ma piangendo su quelle note come a toccare nel loro incanto la propria impotenza. Tanto più se è un jazzista, invidioso dunque di quell'anima unica che, mentre suona, gli fa sentire nelle viscere un dono e una perfezione che nemmeno le sue dita divine possono azzardarsi a sfiorare. Questo era Boris Vian! Un disperato felicissimo sogno deposto vivo in questo romanzo. Come un fraseggio libero, fra invenzioni lessicali imprendibili lanciate sul foglio come in stato di grazia, gli adagi e gli impeti di un amore tragico solcano gli occhi di chi legge in un'umida commossa solitudine. Quattro destini come quattro petali sottili, divorati, per niente pronti ad esiti infelici. Ma se Chloe non smetterà di ricevere fiori, a costo di folli fatiche e debiti pur di guarirla, la ninfea nel suo polmone rimarrà lo stesso come il canto di un amore intatto, rogo e gelo nel cuore di chi le starà accanto. Mettere in musica uno spartito di stelle fragili era possibile, Vian ce l'ha fatta. Imprendibile, anarchico, prende a pugni la lingua come a scassarne ogni rozzo canone, ogni trita obbedienza. Fino ad asciugare in un grandioso insensato solfeggio tutte le retoriche di una vita scontata, ordinaria, finita. Il finale,nel dialogo fra il gatto e il topo, supera in meraviglia venti trattati di rozza e buffonesca metafisica. Mai lacrime furono più degne in letteratura.

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    Kenzo Kabuto

    09/10/2014 09.03.27

    Questo libro, per me, è la prova di quanto a volte sia importante arrivare in fondo per comprendere in pieno un'opera. Per quasi tutta la prima parte (diciamo fino al matrimonio) non sono riuscito ad accordarmi con Vian, la lettura in alcuni passaggi mi risultava perfino fastidiosa ed irritante con delle "trovate" ed "invenzioni linguistiche" che mi apparivano totalmente ed inutilmente gratuite, frettolose, buttate lì, a caso. Poi la storia lentamente monta ed acquista, nella sua follia surreale, una drammaticità profondissima portandoci verso un finale senza scampo. Vian è spietato con la società, la cultura, la religione, la politica, il mondo del lavoro. Con tutti, soprattutto con i suoi personaggi che passano dall'irritante vacuità iniziale all'universale rappresentazione della vita e del dolore, nello stretto giro di neanche 300 pagine. Bello.

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    mitla

    28/01/2014 11.41.07

    In una Parigi deformata da Dalì si inserisce la coppia Colin-Chloe cxhe io immagino come gli amanti volanti di Chagall. Ammetto che ogni tanto l'utilizzo di immagini surrealiste diventa irritante: si perde il filo della storia e in definitiva, l'ossessione di Chick per Partre, le debolezze del gentil sesso di Nicolasnon sono così romantiche e coinvolgenti come la storia d'amore tra il viziato parigino e la bella ragazza con la ninfea nel polmone. Ma le trovate sono geniali: i paesaggi da cartone animato, la casa che rimpicciolisce con la malattia, l'uso del nudo e della violenza gratuita (lo strappacuore) come, appunto, in un cartone, il topolino suicida (e vi sfido a non sorridere per la frase che chiude il libro quando la si capisce nell'economia del paragrafo), la plasticità della lingua. Io la definirei un'opera imperfetta ma sicuramente stravolgente, coinvolgente, fuori da ogni canone e che, a mio parree, andrebbe letta, se non altro, per provare l'esperienza di un lbro surrealista.

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    angelo

    06/12/2012 23.56.57

    Ingredienti: strumenti etilico-musicali, malattie floreal-polmonari, stanze psico-deformabili, strampalati personaggi in un caleidoscopico susseguirsi di eventi. Consigliato: a chi vuol immergersi in un "magical mistery tour" sentimental-musical-psichedelico, a chi vuol osservare una surreale storia d'amore creata da una fervida fantasia.

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    Adriana

    03/08/2012 11.38.40

    Allucinato, indigesto e a tratti indisponente. Una lettura spiacevole abbandonata il prima possibile per non sprecare altro tempo in compagnia di personaggi inefficacemente assurdi ed antipatici. Più che una sperimentazione, un vero e proprio buco dell'acqua. Peccato non ci sia lo zero.

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    Carmine_76

    20/12/2011 14.21.01

    Difficile dare un voto a questo libro, perchè il giudizio è condizionato dallo stato d'animo del lettore in quel particolare momento... Parla di amicizia e di amore, con una narrazione fiabesca ed uno stile di scrittura molto particolare. Devo dire che non mi è entrato nel cuore come altri libri, ma sono soddisfatto di averlo letto.

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    Paolo

    25/09/2011 15.26.18

    Non leggete questo libro se non siete innamorati: non riuscireste a capirne la magia e la dolcezza disarmante.

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    steppewolf

    29/09/2009 20.06.27

    Un libro strabordante di idee, colori, ironia e vita... forse a tratti potrà apparire un po' indigesto ma è un'opera ingegnosa e con uno stile di scrittura semplicemente unico.

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    Stefano

    26/08/2009 21.32.11

    Molto di quanto si può dire sul romanzo di Vian è presente nella bellissima intervista a Daniel Pennac che fa da postfazione all'opera. Un'opera fondamentale, bellissima e struggente, scritta con uno stile inconfondibile e pieno di giochi di parole, densa (soprattutto nella prima parte del libro, quella più disincantata e "vitale") di allusioni erotiche e di critica sociale. Nel romanzo di Vian c'è tutto, dal tema dell'amore e della morte, a quello della schiavitù del lavoro e della complessità e crudeltà delle macchine burocratiche che muovono la nostra folle società. Ribadisco, non un'opera semplicemente consigliata, ma un classico di fondamentale importanza.

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    Max Ponte

    04/07/2009 23.16.21

    Ci vogliono poeti per tradurre Vian più che saggisti. Avere il coraggio di alleggerire con la lingua viva, solo così la schiuma diventa qualcos'altro di meno ovvio. Venere e l'amore che nascono dal mare."L'écume" non è l'acqua schiumosa della pasta, per fare un esempio, ma la sublimazione dell'amore di un uomo. "La spuma dei giorni". Per me non è altro che spuma. Quella che dura così poco eppure arriva così in alto, nelle dilatazioni spaziotemporali, come Chloè.

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    Riccardo

    05/11/2008 14.04.37

    Semplicemente illuminante... illumina la via, illumina il sorriso, e fa piangere lacrime di un dolore amorevole.

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    Andrea

    28/05/2008 16.11.39

    Un libro intenso e commovente, che ho letto molti anni fa e che non posso fare a meno di tornare a rileggere. E' mia abitudine rispettare le opinioni altrui, ma il giudizio di Gwynplaine è davvero troppo! Quella che viene definita sprezzantemente "robaccia futile" è l'essenza del surrealismo letterario e non solo: forzare i limiti della logica aristotelica, fondata sui principi del necessario e del verosimile, per dar corpo ad una realtà "folle" (la sur-realtà, per l'appunto), giocosa e tragica ad un tempo, in cui si riflette la condizione umana. Per la cronaca, Vian non è un narratore, ma un "inventore", un poeta, e "La schiuma dei giorni" è una favola crudele che mostra, attraverso un radicale mutamento, la fragilità della nostra esistenza. Viva Vian!

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    amelia

    04/06/2007 13.06.21

    Una storia bellissima, tantissimi spunti di riflessione, una capacità incredibile di dare vita a sensazioni e pensieri con le parole e le immagini. Un libro da leggere e rileggere secondo me.

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    Gwynplaine

    06/04/2007 19.38.05

    mi era piaciuto molto -Sputerò sulle vostre tombe-, raccontone fosco scritto con invidiabile urgenza, veloce come un eurostar. certo anche lì trovavo della robaccia futile, bagattelle e gonfiature - sesso e violenza superflui - buona per affascinare i polli. quest'altra opera (di cui ho letto i primi 29 capitoli) conferma in parte le doti di scrittura dell'autore, ma scorre in modo più nervoso e costruito. qui Vian ricorre a numerosi giochi di parole, a una serie infinita di trovate surreali (che, in letteratura, non mi convincono), che sono come stiracchiate e incollate alla bell'e meglio. a me sembrano buttate giù più per creare un effetto sorpresa che come parte di un coerente e profondo disegno intellettuale che dell'irrazionale fa simbolo, vera rappresentazione (come ne Il Naso di Gogol, per capirci). lungi dall'essere "il capolavoro di un genio" come recita la quarta di copertina, mi pare il lavoro un po' stanco di un narratore di razza. con il DUE punisco le stravaganze eccessive e la discrepanza di passo tra questo lavoro e il mirabile e fatale -Sputerò sulle vostre tombe-

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    Mimmo

    19/03/2007 13.02.03

    Una fantasia senza limiti, un Queneau più colorato, un libro bellissimo e struggente.

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    prisca

    13/03/2007 18.05.04

    adoro questo libro. c'è l'amore dentro, così intenso, ironico, surreale, amaro e soprattutto così tenero, che è proprio com'è la vita: è nella panchina in cui colin e chloe si incontrano, è nel profumo di chloe nel cuscino di colin, è nella corsa di colin per arrivare da lei e scoprirla ancora salva... è la schiuma dei miei giorni

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    Giulia Falavigna

    08/01/2007 22.08.38

    molto strano ma mooolto bello!! grazie silvia!

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    baton

    05/09/2006 04.09.13

    Capolavoro di sconvolgente e dolorosa bellezza, surreale come lo è la vita.

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    Gaetano

    17/07/2006 09.37.47

    Gli autori che parlano di vita e di morte meritano sempre attenzione, ma Vian la merita a maggior ragione perchè la shiuma dei giorni è un piccolo grande gioiello che dilata il cuore e la mente di chi legge in proporzione al ridimensionarsi dell'appartamento...La sterilità cinica ed ossessiva di Chick si contrappone all'evoluzione di Colin, che da ragazzotto benestante, un pò viziato che vive a 1000 all'ora scopre l'amore, quello fine a se stesso che non chiede nient'altro che amore! e poi la tenera Cloeh e la sua fascinosa e spietata malattia...e poi il topolino suicida...che spettacolo! Una storia triste che però proprio col suo tragico finale sottolinea la potenza della vita e dell'amore! e poi lo stile pirotecnico di Vian, i suoi virtuosismi, i suoi giochi di prestigio, le sue trovate comiche e surreali alla Queneau, le critiche ripetute al modus vivendi borgese, danno al romanzo quel qualcosa in più che fanno di Vian un maestro, un grande scrittore...

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    Massimo

    07/11/2005 15.23.34

    Un genio!!! Volete entrare in contatto –seppure mediato dalla lettura – con un genio? Leggete questo libro: avrete la sensazione che chi lo ha scritto è una di quelle persone che nascono (minimo) ogni 100 anni. La cosa che mi ha "sconvolto" è stata la facilità di lettura, la scorrevolezza e la naturalezza delle trovate letterarie che in molti casi sono decisamente ardite. Ma la storia scorre, leggera e profonda allo stesso tempo come solo un grande può fare. Un genio, appunto.

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