La scomparsa di Majorana

Leonardo Sciascia

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 6
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 119 p., Brossura
  • EAN: 9788845918711
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Descrizione
Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi romanzi più intensi per la finezza dell'analisi e dell'immedesimazione in moventi non detti, come nella logica e nell'etica segreta di Majorana.

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Recensioni dei clienti

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    Lapo

    18/11/2018 21:17:47

    Riletto a distanza di decenni nell’edizione Einaudi del 1975, conserva il fascino della ricostruzione di un mistero irrisolto all’interno dello scenario drammatico che anni dopo avrebbe portato devastazione e la morte di molte migliaia di civili giapponesi; ricostruzione che si apre con chiose beffarde dell’Autore sul linguaggio involuto dei verbali di polizia dell’epoca – punzecchiature che oggi ci si aspetta da un conterraneo di Sciascia, Andrea Camilleri – e che, sul filo di ipotesi suggestive, si conclude enigmaticamente fra le mura di un convento certosino.

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    Luca Aquadro

    07/10/2018 09:06:26

    Che Sciascia mi piaccia - così come il suo sodale Bufalino - non è certo un mistero: lo si capisce dalla frequenza delle mie recensioni, a maggior ragione per il fatto che difficilmente leggo a breve distanza più libri dello stesso autore. Le ragioni per cui mi piace sono - credo - le stesse per le quali è amato da tutti coloro che lo avvicinano con mente libera: la fiducia testarda nella ragione umana, la fedeltà a uno stile limpido e ricercato pur nella varietà dei temi trattati, la ricerca paziente e instancabile della verità, l'amore tormentato per la propria terra d'origine, la Sicilia, vista quasi come centro del mondo. Queste caratteristiche si ritrovano tutte ne "La scomparsa di Majorana", opera pubblicata nel 1975 prima a puntate sul quotidiano torinese "La Stampa" poi in volume. Come spesso in Sciascia, ogni definizione sarebbe riduttiva: saggio, inchiesta, romanzo sarebbero etichette corrette, ma incapaci di esaurire la ricchezza di queste poche decine di pagine. Preferisco, provocatoriamente, la definizione di "enciclopedia", purché si usi il termine nel suo senso più letterale: tentare di racchiudere qualcosa in un cerchio. E in fin dei conti dire che ciò che Sciascia vuole racchiudere - cioè capire - sia la risoluzione del mistero della fine prematura del grande fisico siciliano Ettore Majorana (1906 - 1938? suicidio o fuga dal mondo?) sarebbe forse a sua volta riduttivo. Mi pare che la posta in gioco sia più alta: capire - tramite l'exemplum della vicenda in oggetto - che cosa sia un genio, che cosa sia la scienza, che cosa siano la letteratura e l'arte, quelle strane cose che spesso anticipano la scienza e il futuro. "Prediligeva Shakespeare e Pirandello" (esergo del libro, p. 11) P.S.: Chissà se Majorana aveva letto la pagina finale de "La coscienza di Zeno" di Svevo?

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    Federica

    19/09/2018 12:37:22

    Bellissimo libro! La scomparsa di Majorana viene narrata in modo avvincente con molti riferimenti al mondo della letteratura che rendono il libro ancora più appassionante. I paragoni di Sciascia sono particolari e fanno riflettere molto su quella che poteva essere la personalità di Majorana e su quelli che potevano essere i motivi della scomparsa del grande fisico siciliano.

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    Marina

    08/08/2018 09:55:41

    Il saggio - che tra l'altro piacque moltissimo a Pasolini - possiede da un lato una stoffa letteraria di gran pregio (tanto da assomigliare a uno splendido romanzo), dall'altro la profondità e l'accuratezza di un'indagine poliziesca. Sciascia non crede alla tesi del suicidio del giovane e brillante fisico catanese, e - a dispetto delle sue ultime larvate missive - non ci crediamo nemmeno noi: improbabile, per esempio, che chi voglia porre fine ai suoi giorni si porti dietro i documenti necessari per viaggiare e una cospicua somma di denaro. Lo scrittore siciliano tenta di trovare, nel suo itinerario, i possibili motivi di una sparizione in sé del tutto inspiegabile. E ne trova essenzialmente due. Uno, psicologico: scomparire per iniziare una vita totalmente nuova e libera da costrizioni (come il Vitangelo Moscarda di "Uno, nessuno e centomila" o "Il fu Mattia Pascal" in Pirandello). L'altro, di natura etica: la ricerca in campo nucleare stava portando non al progresso ma ad un baratro spaventoso di distruzione, e la coscienza morale di Majorana non intendeva in alcun modo collaborarvi... Le notizie e i nuovi indizi che si sono poi accumulati nel corso degli ultimi decenni non hanno aggiunto granché né contraddetto molto il testo di Sciascia. L'enigmatico "signor Bini", che secondo alcuni testimoni sarebbe stato proprio Majorana, approdato prima in Argentina e successivamente in Venezuela, non aveva minimamente né il suo volto (basta osservare la fotografia) né la sua genialità. Molte supposizioni interessanti e certo suggestive (tre giovani giornalisti hanno dedicato alla questione una paziente ricerca e un libro, uscito nel 2016) ma prove inconfutabili, nessuna. Sciascia scrive un saggio mirabile per eleganza di scrittura, lucidità intellettuale e passione per il caso. Conduce il lettore in un palazzo, dove ogni stanza contiene un'ipotesi e una spiegazione. Alla fine spegne tutte le luci e se ne va, lasciando le porte aperte. Il risultato è a dir poco affascinante.

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    F T

    03/06/2018 22:07:59

    Il libro che mi ha cambiato la vita. Compratelo a scatola chiusa. Straordinario.

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    Francesca

    01/02/2018 09:23:10

    La storia vera e misteriosa della scomparsa di una delle menti più luminose del '900, il fisico Majorana, raccontata in modo semplice e diretto, ma ricco di dettagli, da uno scrittore di cui ho letto quasi tutto, straordinario Sciascia. Una finestra aperta sui misteri dell'anima e anche del destino degli uomini. Sullo sfondo, l'invenzione dell'atomica e il fato. Per me un classico da leggere assolutamente.

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    piepalmi

    10/07/2015 14:20:38

    Lavoro letterario sui generis. Credo che la motivazione che abbia mosso Sciascia nel portare vanti questo lavoro siano due: 1) Dare testimonianza di un grande siciliano, diventato importante soprattutto in campo scientifico (al di fuori dell'ambito artistico-letterario, che l'autore considera più congeniale all'estro siciliano) 2) Evidenziare come gli aspetti filosofico-esistenziali del protagonista, lo abbiano portato ad un volontario allontanamento dalla ribalta scientifica degli anni trenta. Molto scarno ed asciutto, ciò nonostante foriero di spunti di riflessione sul rapporto uomo-scienza.

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    claudio

    11/03/2015 10:00:58

    Non mi è sembrato un granché, inferiore ad altri lavori di Sciascia. Tutta una serie di congetture per portarci a credere che Majorana alla fine non si è suicidato

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    Cristiano Cant

    05/02/2015 09:15:13

    Le coincidenze non esistono quando la vita, nel suo vano sforzo di decifrarsi nel profondo, fa a pugni o sgomita o lancia il guanto alla letteratura e alle sue tante voci intrecciate sulla pagina. Sbagliate o precise che siano, sono voci che valgono uguale se si è saputo con quei respiri, quei fiati, scavare il mistero della vita e le ombre attorno a un destino. E' di questi giorni una notizia riferita a Majorana, cioè la sua certa presenza in Venezuela nella metà degli anni 50; cade quindi la tesi di Sciascia, che fa finire lo scienziato in un convento calabrese sommergendo la propria identità nel silenzio più fitto. Pare che non sia più così, ma la domanda alla fine è questa: cosa cambia? Non resta il rifiuto morale verso il male, verso l'atomica, eternamente in piedi? Non resta in piedi la libertà di sparire da un cosmo di potere che si serve di menti e forze per servire istinti bellicosi? Il convento è presente lo stesso, e vale come manto steso da una scelta attorno al proprio orologio etico. Il libro è una riflessione di stupenda fattura, echi pirandelliani agganciano la voce del narratore rifinendo l'insieme in una prova perfetta. La vita può incaricarsi di sovvertire la letteratura, ma la letteratura respira più in alto della vita, la supera, la sormonta, la risolve lo stesso.

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    ST360

    23/01/2015 21:07:52

    Sciascia presenta con tratti sintetici ma netti la figura di Majorana sia come brillante fisico che come uomo solitario ed introverso, offrendo al lettore un testo interessante, scorrevole, analitico ed essenziale. Il libro è privo di quegli ornamenti stilistici e di quei fastidiosi orpelli che ultimamente, purtroppo, molti autori "moderni" usano per ornare ed abbellire i loro libri privi di spessore. Ottima lettura che pone il lettore a profonde riflessioni.

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    paolo

    23/09/2014 20:51:51

    Libro scritto in maniera poco scorrevole e che si legge con una certa difficolta'.Ma l'argomento e' talmente interessante che lo si legge comunque volentieri tanti sono i temi trattati e le riflessioni che ne scaturiscono.In primis il ruolo e i limiti che la scienza si deve porre e soprattutto la relazione pericolosa che la scienza puo' intrattenere con la politica,vero e proprio matrimonio oppure frequentazione da farsi con tutti i distinguo del caso.Immaginiamo solo se l'atomica invece che gli americani l'avessero costruita i nazisti.

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    Elio

    11/12/2013 11:09:08

    Avvincente ricostruzione, un ibrido tra saggio e romanzo. La sua bellezza sta soprattutto in questo oltre alle teorie lucide e sempre chiarissime di Sciascia che ripercorre e tenta di spiegarsi la scomparsa di uno dei fisici italiani più brillanti.

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    Anna

    22/07/2013 14:27:53

    Ricostruzione puntuale e stilisticamente perfetta di uno dei più famosi misteri italiani.

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    angelo

    10/07/2013 20:40:23

    Ingredienti: un fisico siciliano predestinato a diventare un genio, una sparizione tanto improvvisa quanto imprevista, l'ombra dell'atomica in preparazione a rendere il mistero ancora più torbido, un finale mancante di una storia che nemmeno la Storia ha saputo trovare. Consigliato: a chi vuole scoprire lati pirandelliani in un uomo di scienza, agli uomini "fatti per seguir virtute e canoscenza" ma destinati ad essere sommersi da un mare oscuro.

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    Mauro Decastelli

    08/05/2012 11:40:08

    Conferme delle profonde intuizioni di Majorana, il giovane fisico "dall'aspetto di un saraceno" scomparso nel nulla il 26 marzo 1938, se ne sono avute molte, almeno quante negli anni sono state le segnalazioni che lo hanno dato per vivo, accreditando la tesi, sostenuta dallo stesso Sciascia, di una fuga volontaria. Un desiderio ben calcolato e autocosciente di invisibilità - per aver forse previsto il pericolo insito nelle scoperte legate all'energia ed alle particelle subatomiche. Il libro - magistralmente scritto - mette in luce l'intelligenza fulminante, cristallina del fisico siciliano, unanimemente riconosciuta, sia nell'ambiente romano di via Panisperna, sia in Germania alla corte di Heisenberg, che, nelle discussioni sulle teorie fisiche, gli insegnava un po' di tedesco. Sciascia raccoglie e interpreta tutte le voci, le "dicerie" (se volessimo usare una parola tanto amata da Bufalino), per esporre in chiusura, e come dissolvenza, la sua ipotesi. Il punto nodale è forse il 'daimon' di Majorana, quel carattere insulare, che non fa gruppo, che gli faceva vivere la scienza non come una volontà ma una 'natura': «Un segreto dentro di sé, al centro del suo essere; un segreto la cui fuga sarebbe stata fuga dalla vita, fuga della vita».

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    Valentina

    22/11/2011 11:26:52

    La scomparsa di Majorana è un libro avvincente, una lettura ricca, densa. Sciascia esprime pienamente tutte le sfaccettature della sua arte di fine narratore: i fatti sono intrecciati con le riflessioni,la realtà è intrisa di mito, l'analisi psicologica di Majorana è condotta da Sciascia fino a quasi identificarsi in quel personaggio. Un lavoro di ricerca e paziente e ragionata lettura delle lettere e perfino della vita del personaggio; Sciascia pare scandagliarne i tratti più riposti e segreti, quasi i pensieri. Il tutto con estrema cura di offrire al lettore tutti gli elementi per collocare storicamente i fatti, avvenuti nel pieno di un'epoca dove in Italia e in Europa imperversavano i fascismi, e dove Majorana aveva forse compreso dove quel 'crescendo' avrebbe condotto l'umanità.

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    Nino

    02/10/2009 16:18:14

    Leonardo Sciascia ci presenta un personaggio che nella sua realtà personale gli è stato poco riconosciuto dato che la polizia neanchè si occupò a dovere dopo la sua scomparsa ed è per questo che lo scrittore siciliano gli dà un epilogo diverso da quello che potrebbe realmente essere accaduto. Majorana scopre qualcosa che assume un significato molto più imponente della vita stessa e che lo renderà amante della solitudine. Ed è questo distaccarsi dal mondo che lo porta a volerlo salvare. "...non viè in essa un solo granello di egoismo..."

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    don gralizoner

    15/09/2009 07:57:30

    Letto (adolescente) e riletto (superati i trenta). Da una lettura all'altra è scomparsa la pesantezza di cui parlano alcune recensioni e che anch'io avevo avvertito adolescente - assieme al fascino della vicenda e dell'ipotesi sulla scomparsa dello scienziato, che allora mi pareva indiscutibile ed oggi solo un po' meno "certa". Un libro bello in ogni suo dettaglio - tranne forse la nota marginale sulla (s)fortuna di Alberto Savinio - e sì, intrigante come un giallo, ma un giallo post-requiem per il romanzo giallo, nel senso di Durrenmatt, il cui "I Fisici" sono citati nel saggio di Lea Ritter Santini che chiude questa edizione - il saggio contiene alcuni spunti ma è un po' noioso, specialmente se lo si legge dopo il thriller conventuale mozzafiato che chiude il romanzo.

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    Renzo Montagnoli

    13/05/2009 15:15:30

    La scomparsa di Majorana è un libro stupendo, da leggere, da rileggere, per capire che l’uomo deve venire sempre prima della scienza.

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    Mauro B

    20/11/2008 23:11:04

    Uno dei miei libri preferiti di Sciascia, di poco inferiore a L'affaire Moro. E per rispondere a qualche commento precedente, che dava curiosamente un 2 o 3: non è un "giallo", quindi non è "pesante". Anzi rispetto al genere è tranquillamente sorbibile... non so, si pensi a Notizia di un sequestro di g.g. Marquez.

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