Traduttore: V. Februari
Editore: Fazi
Anno edizione: 2012
Pagine: 364 p., Rilegato
  • EAN: 9788864117041
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Recensioni dei clienti

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    maria antonietta

    30/11/2016 09:18:27

    mi è piaciuto moltissimo, avvincente, una storia diversa dalle solite, aspetti psicologici e sentimenti raccontati come se l'autrice li avesse veramente vissuti lei stessa. Mi ha tenuto incollata alle pagine come raramente mi succede. Una trama difficile da immaginare ma non per questo inverosimile. Interessante il rapporto madre/figlia, spiegato bene senza essere noioso o banale ma molto vero e per niente scontato.

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    dona

    28/05/2015 15:19:15

    Diciamo che fino ad un certo punto sono stata convinta di avere tra le mani un gran bel libro, in quanto mi aspettavo che gli aspetti psicologici, con l'evolversi della storia, avrebbero avuto una maggior rilevanza. Così non è stato e la seconda parte relativa alle motivazioni del rapimento rasenta il ridicolo per improbabilità e banalità.

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    Angelo, Roma

    18/03/2013 10:17:56

    mi preme scrivere questa recensione,per bilanciare i tanti che hanno recensito con un voto alto... Infatti anch'io mi sono fidato dei giudizi entusiastici americani su questo primo romanzo dell'autrice... Io l'ho appena finito...e solo raramente ho letto un libro più brutto... Vivamente sconsigliato!!

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    paola

    03/02/2013 19:01:28

    Per gli amanti del thriller, direi che e' un capolavoro incomparabile, un mix di suspense, sentimenti, intrighi e sconvolgimenti degli equilibri umani, unico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    MICHELA

    19/03/2012 16:54:08

    Annie, la protagonista sembra una ragazza come un'altra, eppure un giorno sparisce. Chi le vuole fare del male? Cosa si nasconde dietro alla sua scomparsa? Beh, non Vi svelo nulla, ma è una storia avvincente che non lascia mai spazio alla delusione o alla banalità. A tratti rimani senza fiato, perché accadono alcuni avvenimenti un pò angoscianti e tristi. Lo consiglio veramente a tutti coloro che amano questo genere.

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    Bianca

    08/03/2012 12:24:55

    Incomprensibile come un romanzo inconsistente mal scritto, a tratti noioso, tristemente scontato possa essere così osannato.Perfino il mandante appare patetico e improbabile, soprattutto la ragione per cui l'ha fatto.Bocciato!

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    ida

    06/03/2012 11:08:53

    Davvero un bel thriller. La trama per niente scontata, la scrittura semplice ma scorrevole, i personaggi molto ben descritti. Consigliatissimo!

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    Laura

    22/01/2012 22:04:25

    Complici la trama all'apparenza avvincente e le recensioni positive su ibs, ho letto questo "Scomparsa" di Chevy Stevens. Una vera delusione. Anche volendo stendere un velo pietoso sulla trama improbabile e piena di forzature, non si perdona all'autrice il modo in cui delinea il carattere dei personaggi, perlopiù stereotipati, e la sua incapacità di creare sia pure un solo ritratto psicologico credibile. Tensione nulla, forse anche a causa dello stile, che si sforza di essere spigliato creando un effetto a tratti comico e scadendo nel ridicolo. Sullo stesso tema ben altro romanzo aveva prodotto John Fowles, con "Il collezionista". Un paio di svarioni nel testo, frutto di una revisione non proprio attenta dell'edizione di Fazi, sono stati l'unica cosa che è riuscita a strapparmi un brivido (di orrore). Sconsigliatissimo.

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    Reina

    18/11/2011 19:56:54

    La vicenda ci viene narrata attraverso due fili narrativi: il prima e il dopo. La voce narrante è quella di Annie, che tornata a casa da quell'incubo, ripercorre i suoi ricordi del rapimento e della tremenda prigionia, raccontando tutto ad una psicologa. Allo stesso tempo ci racconta del presente, di quando è tornata a casa andando a ritroso nel tempo. Annie è un personaggio intenso e vivo in cui ti immedesimi immediatamente e la cui forza di vita ti trascina all'interno della storia per non abbandonarti più. Senti il suo terrore come fosse il tuo, il suo desiderio di vivere, la sua speranza e il suo sconforto. Ogni emozione è palpabile e vivida. Penso che per una donna sia ancora più duro leggere questo libro, non perché siamo più sensibili, ma semplicemente perché alcune vicende vengono vissute in maniera diversa. Ogni personaggio ha un suo perché e una sua necessità nella storia e niente è lasciato al caso. L'autrice ha uno stile particolare, scorrevole e originale. Mi ha colpito fin da subito e l'ho trovato ammaliante e ben strutturato. Ha creato consapevolmente una trama dai percorsi insoliti, la cui forza e il suo punto focale stanno nelle emozioni. Qui non si tratta di un thriller o un giallo. Qui si tratta di una vicenda umana in cui il dopo è importante quanto il prima, perché una tragedia non finisce quando una persona si salva, ma continua anche dopo. Da un inferno se ne trova un altro. La storia non finisce con il ritrovamento, ma comincia dopo, quando la protagonista di questa tragedia tenta disperatamente di tornare a vivere. Qui non ci si concentra sull'assassino, ma su Annie. Un libro che mi ha colpito molto e che ho trovato davvero bello. Non me lo sarei mai aspettata così. L'ho letto in pochissimo tempo, ma mi è rimasto dentro a lungo. Interrotta la lettura continuavo a sentirmi all'interno della storia e continuavo ad avere quella sensazione di ansia e circospezione. Tremendo e interessante.

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    PAOLA

    17/11/2011 23:37:36

    Letto in 3 giorni, crudo e scioccante, realistico e incalzante... Le ultime 100 pagine si divorano!!!!

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    Giulia

    10/11/2011 15:12:05

    Mentre la prima parte del romanzo scorre lenta, cadenzata dal racconto allucinato e rabbioso della protagonista che vomita sulle pagine il dolore della prigionia, la seconda parte è caratterizzata da un ritmo più sostenuto che va di pari passo con i dubbi che si addensano all'orizzonte nello scoprire che le verità a cui si era creduto forse non sono tali. Annie è una personalità complessa con cui il lettore può fare difficoltà a immedesimarsi. La rabbia è così grande e profonda che a stento ci si capacita di quanto ha eroso l'anima della protagonista. Il rapimento ha reso Annie una persona diversa, sembra quasi che lei sia diffidente anche nei confronti di colui che legge le sue vicende, il muro che ha eretto è anche nei confronti di quelli che stanno dall'altro lato della pagina e se questo rende più verosimile l'assoluto dolore, crea comunque una barriera comunicativa. Sembra che nessuno sia capace né degno di ascoltare il male subito. Chevy Stevens ha dato vita a una storia ben costruita, un buon thriller che riesce a creare suspence nonostante i personaggi presenti nella narrazione non sono numerosissimi e creare intrecci non è facile. L'angoscia e la tensione che si percepisce nella protagonista a volte non crea empatia ma trasmette distacco, come se si rimanesse irrimediabilmente al di fuori di questa sofferenza, ma ciò non toglie che il romanzo risulti scorrevole, ben articolato e, per quanto racconti una storia triste, piacevole.

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    bibi

    26/10/2011 15:15:38

    Ecco un libro che ti appassiona con una trama che di discosta dai soliti thriller e una protagonista con cui ci si può identificare.Ben scritto e scorrevole.

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    Silvia

    25/10/2011 21:40:18

    Molto bello, un thriller diverso dai soliti, ome tema trattato e struttura narrativa. Coinvolgente e straziante. Da leggere.

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    LadyAileen

    20/10/2011 22:26:02

    Il libro racconta l'inferno di Annie (rapita, violentata, picchiata e tenuta prigioniera da uno psicopatico per un anno) e i giorni successivi alla sua liberazione mentre cerca di rimettere a posto i pezzi della sua vita ormai distrutta. Le vicende sono narrate in prima persona dalla stessa Annie ed invece della solita suddivisione in capitoli, troviamo le sedute a cui si sottopone Annie per ritrovare il suo equilibrio. Con grande coraggio tra passato e presente (senza creare problemi al lettore) Annie fa partecipe il lettore dei suoi sensi di colpa, dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri e delle sue paure. E' davvero difficile non identificarsi con lei, è una donna che non si è mai arresa, arguta, intelligente, ha cercato in tutti i modi di sopravvivere, forte e vulnerabile allo stesso tempo. L'autrice ha saputo creare un personaggio realistico e questo vale anche per i personaggi secondari. Se la prima parte del romanzo racconta la prigionia e come sia riuscita a scappare, la seconda è dedicato alla scoperta di cosa si nasconde dietro al rapimento (sarà l'aspetto che lascerà davvero senza parole). Lo sconsiglio alle persone che si impressionano facilmente perché è una storia inquietante e dalle tinte forti (l'autrice descrive le violenze e gli abusi che subisce Annie) ma lo stile scorrevole e semplice tiene incollato il lettore fino alla fine. Ho provato tanti sentimenti contrastanti: turbamento, dolore, paura, impotenza, rabbia ma anche la speranza che tutto si risvolvesse per il meglio. Sicuramente non mi lascerò sfuggire il prossimo libro di quest'autrice.

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    Diego

    18/10/2011 21:04:02

    Sulla scia del grande successo ottenuto negli Stati Uniti e in Germania, arriva in Italia il thriller d'esordio di Chevy Stevens: Scomparsa.I diritti di traduzione sono stati acquisiti in 23 Paesi e l'Associazione dei librai americani l'ha eletto uno dei dieci migliori thriller del 2010. Il libro è inoltre nella rosa dei cinque finalisti dell'International Thriller of the Year. La lettura è dunque anticipata da una massiccia dose di aspettative, che in parte non sono state deluse. La prima metà,in cui la protagonista descrive i lunghi mesi di prigionia nelle mani di un pazzo, è sicuramente d'impatto. Annie è determinata, ironica, non si piange addosso. Ci racconta il suo orrore con una leggerezza che spaventa, e in modo lucido ci spiega il progressivo annientamento della sua identità. La seconda parte, in cui descrive il ritorno alla vita che faceva prima del rapimento, è decisamente più debole, come debole è il concatenarsi degli eventi che ci porterà a scoprire le motivazioni nascoste dietro il suo rapimento. Resta interessante l'elaborazione del trauma, il modo in cui Annie si rende conto di essere in qualche modo "ancora scomparsa", (da cui il titolo originale), anche diversi mesi dopo la sua liberazione. E' qui che ha un senso il doppio livello di narrazione scelto dalla Stevens: il paragone tra il prima e il dopo, la dolorosa consapevolezza che le vittime di un rapimento raramente riescono a liberarsi del senso di colpa, dei rituali che prendono il posto delle abitudini, del senso di vuoto che si lascia dietro l'identità perduta.

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    luisa

    06/10/2011 12:20:01

    Era da un pò che non mi capitava di trovare un libro che mi tenesse sveglia fino a tardi per scoprire cosa sarebbe successo dopo. Finalmente un'idea nuova!

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