Scrivere in versi. Metrica e poesia

Gabriella Sica

Editore: Il Saggiatore
Collana: Saggi. Tascabili
Edizione: 3
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17 novembre 2011
Pagine: 294 p., Brossura
  • EAN: 9788856502855
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Descrizione
"Scrivere non solo con la propria generazione nel sangue" ma attingendo all'immenso patrimonio metrico della tradizione classica e moderna. È questa la sfida che Gabriella Sica lancia ai lettori e agli appassionati di poesia riproponendo un'indagine affascinante e originale di quelle forme poetiche che nel corso dei secoli si sono consolidate, trasformate o rivoluzionate. Le forme metriche sono tracce preziose di una memoria che va custodita e ringiovanita, orme indelebili della tradizione letteraria italiana, vere "impronte biologiche" del lavoro compiuto dagli autori con ogni fibra e idea. Un'occasione per rileggere i più bei versi della poesia italiana, da Petrarca a Saba, da Cavalcanti a Leopardi, da Ungaretti a Caproni in compagnia di Gabriella Sica, poeta e protagonista del dibattito letterario del nostro tempo.

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    alida airaghi

    04/09/2017 16:51:34

    Gabriella Sica ci introduce in questo volume alle varie forme poetiche, così come sono andate trasformandosi dalle origini della lingua italiana ad oggi, ripercorrendo la storia della nostra poesia attraverso gli elementi che sono alla base della costruzione del verso. Le pagine più emotivamente coinvolgenti sono quelle della prefazione, in cui l’autrice manifesta tutto la sua appassionata devozione verso la poesia, a cui riconosce il merito di trasmettere «un’infinita e partecipe attenzione amorosa per il mondo». Tuttavia, proprio questa sua dedizione alla parola poetica la induce ad affermare con legittima severità qualche ammonimento a chi ritiene che basti andare a capo a metà riga per confezionare un componimento artisticamente valido: «La poesia è una nemica del caso… Essa è edificazione, lingua, espressione di quell’ordine giusto che regola il ritmo generale del mondo», «La trascuratezza delle forme, come l’approssimazione verbale, non appartiene all’ordine in cui vivono le ragioni fattive dell’amore e della poesia: un dire trasandato e distratto, se contrasta con la poesia, è altrettanto discordante con ogni cimento amoroso della cortesia e della vita. Misura allora, vuol dire proprio misura, misura nel metro… e dunque anche riflessivo equilibrio, moderazione e, per successivi accostamenti, conoscenza…», «La metrica non è l’aspetto esteriore o il traliccio [della forma], né una scienza separata o un’ideologia ingombrante, perché la metrica è la poesia, il filo d’oro che la trattiene e la delimita… Se la poesia è conoscenza e accettazione del limite umano, la metrica ne è legge e misura liturgica, è la madre che forgia e taglia, dà forma ai visi e alle cose». Come affermava Paul Valéry, in poesia il contenuto è la forma. Altrimenti, ci sono tanti modi alternativi per esprimere le proprie emozioni: racconti, canzoni, cronache giornalistiche, bollettini, manifesti politici.

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