La scuola raccontata al mio cane

Paola Mastrocola

Editore: Guanda
Collana: Le Fenici rosse
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 14/10/2004
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788882466060
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  • User Icon

    Xavier

    15/12/2015 17:59:46

    tutti quelli che hanno sostenuto le tesi esecrabili e profondamente contraddittorie della Mastrocola dovrebbero fare ammenda in tutti i sensi. Vedo insegnanti che se escono con affermazioni e opinioni del tutto fuori luogo sulla preparazione dei giovani della mia generazione, ma vorrei ricordare a tutti questi signorotti nati imparati e laureati o diplomati grazie al 68, che la maggior parte dei giovani che tanto hanno contestato e criticato circa la loro preparazione culturale hanno concluso l'universita' e molti di loro adesso sono a lavorare o a specializzarsi negli studi all'estero. Ora sappiamo tutti che all'estero i criteri di selezione e valutazione sono molto più' rigidi dei nostri, allora mi chiedo cosa state dicendo voi emeriti insegnanti sempre pronti a piangervi addosso e bravi solo a scendere nelle piazze a contestare per diritti che già avete ottenuto con il minio sforzo. Diciamo invece l'amara verità', la quasi totalità degli insegnanti giovani, adulti e anziani che siano sono solo un branco di inetti, incapaci, cinici, cafoni sessantottini, vecchi sinistroidi rincoglioniti che ancora affollano le aule scolastiche. La massa di poveri beoti che commenta sulla rete evidentemente a una quantità esorbitante di tempo libero a disposizione, sovente sono incapaci di autocritica e da decenni non fanno altro che ripetere le solite quattro cavolate. Ora molti di voi diranno "ma cosa dici e come ti permetti" allora vi dico una sola cosa signori circa la preparazione dei giovani vi sono pareri discordanti, cito alcuni esempi: Margherita Hack, Fabiola Giannotti, Piero Angela, Ernesto Galli Della Loggia, Massimo Cacciari, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Ilvo Diamanti, Costanzo Preve ecc.... sono concordi circa il fatto che la generazione dei millenials (La mia tanto per interderci) e' una delle generazione piu preparate e istruite rispetto alle generazioni del passato e questi nomi sono di maggior caratura e spessore rispetto alla Mastrocola.

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    MPina

    04/11/2013 10:15:58

    Amo i libri di Paola Mastrocola, tutti! Sono un'insegnante di Lettere e mi ritrovo pienamente nelle belle e ironiche (ma drammatiche) descrizioni che ci fa l'autrice della nostra scuola italiana e del nostro mestiere di "insegnante". Da leggere!

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    Paola

    02/10/2011 11:03:17

    Un libro che mi ha commosso. Perchè vi ho ritrovato praticamente tutte le mie idee sulla scuola com'è e come dovrebbe essere, scritte in un linguaggio vivace e brillante, capace a più riprese di fare sorridere. L'autrice toglie i veli dell'ipocrisia che troppo spesso si stendono inesorabili quando si parla di scuola, in discorsi infarciti di retorica e qualunquismo. Ad esempio, mi ha colpito un'affermazione banale, che, tuttavia, oggi nessuno ha più il coraggio di propugnare: per insegnare bisogna prima di tutto CONOSCERE LA PROPRIA DISCIPLINA e i corsi di aggiornamento dovrebbero essere incentrati su questo. Poi, è il primo libro sulla scuola che leggo in cui si "tutelano" gli studenti bravi, quelli interessati e magari anche un po' timidi, schiacciati dall'attuale cultura deleteria del dover intervenire sempre e comunque, anche senza adeguate conoscenze degli argomenti. Infine, anch'io, come la bravissima prof.ssa Mastrocola "non voglio vivere in un mondo in cui metà delle persone scrive un pò con l'accento e l'altra metà scrive un po".... scrivere e parlare correttamente è una forma di RISPETTO per chi c'ascolta e ci legge e anche per questo la scuola dovrebbe offrire gli strumenti per farlo. E' il miglior libro che abbia mai letto. Complimenti!!!

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    Flavia

    23/06/2011 10:48:58

    Immagino che chi ha dato commenti negativi non abbia letto in realtà il libro, ho letto concetti che sono veramente l'opposto di quelli espressi dalla Mastrocola. Intanto il libro parla degli studenti dall'inizio(faccio un esempio: quando parla della settimana dell'accoglienza e si chiede cosa possa pensare lo studente intelligente di tale settimana) alla fine (quando fa la similitudine tra gli abitanti di Itaca invasi dai Proci. Spiega perfettamente che l'insegnante deve fare l'insegnante e spiegare prima di tutto come si scrive e come si legge e non a fare percorsi (vedi percorso cinema o giardinaggio). Vi pare strano? a me no e se fino a ieri mi chiedevo perchè le nuove generazioni non sapessero scrivere ora non me lo chiedo più. E' un autocritica quella della Mastrocola che tutti dovremmo fare, insegnanti, nonni, genitori e tutta la società.

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    Rilka

    26/11/2009 11:35:59

    Dico subito che sono di sinistra, tanto per chiarire la cultura da cui mi muovo. Non sono un insegnante, non lavoro nella scuola, ma per la scuola, presso il servizio istruzione di un Comune del nord. Quoto in toto quando l'autrice descrive in questo libro: sulla scuola si è riversata una caterva di inutile burocrazia, gli istituti scolastici sono diventati dei "progettifici", luoghi dove si compilano centinaia di schede di progetto, preventivi, consuntivi, relazioni, per accattonare qualche euro da aggiungere al bilancio dell'Autonomia: ma come si fa a difendere questo strazio? Questa non è una scuola attenta a tutti, ma piuttosto una scuola che lascia nell'ignoranza un pò tutti, specie quelli che non hanno altra possibilità di istruirsi se non con le scuole dello Stato. Si è costruita una scuola stra- snob, altro che democratica ed inclusiva, fatta di tante chiacchere e pochissima sostanza. Purtroppo, la storia delle Riforme che si sono abbattute sulla scuola somigliano a quella dei tiranni di Siracusa, dove il successore era peggiore di colui del quale prendeva il posto. La sinistra dovrebbe ammetere gli errori e rivedere tutta la propria impostazione su un sistema che è in netto peggiramento: i risultati OCSE E PISA dicono più di tante, inutili, parole.

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    Alberto

    22/12/2008 20:13:02

    interessanti i commenti degli insegnanti: trovo naturale che siano, almeno alcuni, contro TUTTO quanto si trovi in questo testo. A me - ripeto - a me, questo appare la naturale dimostrazione di quanto ha qui scritto la signora Mastrocola. Penso e mi chiedo come facessero i Greci antichi ad insegnare... peccato nessuno me lo possa dire, loro non ci sono più - buon per loro. Sono un terapeuta e di tanto in tanto chiedo ai miei clienti cosa pensano di me e del mio operato... un saluto a tutti voi che, ognuno a modo proprio, mi dimostrate di avere a cuore il vostro lavoro e l'augurio che posssa sempre essere così. Grazie

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    Antonio

    12/12/2008 23:58:18

    Ho letto il libro ma sono arrivato in fondo solo spinto dalla speranza di trovare qualche cosa di condivisibile con quanto scritto dall'autrice. Praticamente nulla! Ho letto alcuni commenti di altri insegnanti che, invece, sostengono i concetti espressi nel libro. Capisco perchè c'è, purtroppo, un abisso tra il mondo reale e la scuola! Non entro nel merito delle riforme Gelmini, Fioroni o Berlinguer ma credo, prima di tutto, nel ruolo dell'INSEGNANTE. Quello che ti insegna a leggere e a scrivere, prima. Ti aiuta a trovare il giusto metodo di studio, poi. Quindi ti fa innamorare delle materie che insegna. Cose troppo materiali per l'autrice.

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    Io

    29/04/2008 12:32:37

    Libro e scrittrice sopravvalutati. Nient'altro da aggiungere...

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    Lory

    24/03/2008 21:51:11

    Interessante punto di vista. Sono un'aspirante insegnante (sissina, per la precisione!) e devo dire che su molte cose mi trovo d'accordo con la Mastrocola. Tutte queste riforme di fatto hanno impoverito il sistema scolastico rendendo arduo il compito degli insegnanti che vorrebbero davvero formare i ragazzi (e spianando la strada a chi non ha voglia di star loro dietro...). Ma condivido l'opinione di Cristina: l'autrice parla pochissimo dei ragazzi e moltissimo del suo amore per la letteratura! Forse avrebbe dovuto continuare con la ricerca...

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    cristina

    14/11/2007 10:44:11

    Fuori dal coro. Sono un po' in ritardo, ma non ci sto. Anch'io insegno lettere, ma non mi ritrovo nel ritratto dell'autrice. Ho scritto una mia replica che siccome dispero di veder pubblicata, vi segnalo qui con una breve recensione. Chi fosse interessato mi scriva! Ho letto il libro della Mastrocola e ho provato indignazione e rivolta. Ho deciso di scrivere anche il mio libro sulla scuola. Per spiegarla alla Mastrocola e a tutti quelli, che hanno applaudito senza condizione al suo libro; e per fare sentire meno soli quanti si sono indignati come me. In molte cose ha ragione, è impossibile darle torto, ma è troppo facile denunciare uno stato di fatto e non fare niente per modificarlo; la pars destruens è sempre più facile di quella costruens. Lo sport più diffuso tra insegnanti, genitori e di conseguenza anche tra gli studenti è la lamentatio...La M. ha semplicemente dato voce a questo coro scrivendo il libro della Lamentatio. Io non difendo la scuola di oggi, non sono portavoce di questa o di quella riforma, parlo esclusivamente dal mio osservatorio, dal mio piccolo punto di vista che è la scuola tecnica nella quale insegno da diversi anni e dove ho maturato riflessioni, idee, passione per questo mestiere oggi così bistrattato anche da chi lo pratica. Mi ha colpito molto che nel libro della Mastrocola manchino di fatto gli studenti che sono, non il complemento oggetto, il che cosa insegniamo, al quale lei dà così tanta importanza, ma il SOGGETTO del nostro mestiere. Ecco perché nel mio libro sulla scuola ho deciso di lasciare un po’ di spazio anche a loro, ai ragazzi, alle loro storie, ai loro scritti. Perché sono loro che mi fanno entrare in classe ogni giorno; è il pensiero delle loro difficoltà e tragedie grandi e piccole che mi tiene sveglia a volte di notte; è il trovare scritte e dette le loro parole che mi incoraggia ad andare avanti in questo mestiere che devo costruirmi giorno per giorno, perché i ragazzi di oggi non sono più quelli di ieri e sono diversissimi da quelli di domani.

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    dama

    11/09/2007 15:57:32

    Brava! Ha scritto benissimo quello che tutti noi, docenti affranti e spesso demotivati, pensiamo. Anch' io insegno in un liceo scientifico e anch'io ho provato disagio tante volte di fronte ad innovazioni che non condivido e non penso che abbiano come fine il bene dei ragazzi.Sono anche convinta che questo testo dovrebbe essere letto dai genitori che tante volte sminuiscono o giudicano con troppa parzialità un lavoro difficile e fatto spesso con tanta passione.

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    Pier Gavino Vinciguerra

    18/07/2007 13:04:33

    Ottimo libro. Spero che i libri come questo convincano genitori e tutta la società che si danneggiano principalmente i ragazzi. Introdurre l'esame di riparazione a settembre può migliorare la situazione.

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    ins alessandra fardelli

    17/03/2007 16:24:55

    Lo stiamo leggendo.... ...Dopo aver comperato "a cuore" che animale sei, ci siamo innamorati e abbiamo deciso di leggere ancora qualcosa. Abbiamo scelto la scuola raccontata al mio cane e ci piace molto anche se lo stiamo ancora leggendo. lo stiamo leggendo, io e i miei intelligentissimi alunni della 5^E della scuola elementare di Cassino. io faccio sostegno e quando una collega è assente nella mia classe leggo libri. Questa cosa piace a me , ma soprattutto ai miei ragazzi. Sono sempre attenti e commentano ciò che leggo. E più colorano e disegnano e più mi ascoltano. Abbiamo anche cercato i pezzi dei sonetti di Dante... perchè chissà se ricapita di leggere Dante. Ecco volevo solo dire alla scrittrice che ci piace quello che pensa, che lo pensiamo anche noi; che se chi pensa alla scuola ci avesse almeno lavorato un po la scuola non sarebbe ridotta in questo modo. Baci Alessandra Fardelli Alessandra,alunni della 5^E 1° Circolo Cassino via Pascoli 46 03043 cassino (fr)

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    e2

    02/03/2007 12:01:36

    Sono perfettamente d'accordo con Paola Mastrocola. Quando finirà la scuola che non prepara più nessuno? Quando finirà la scuola che rovina per sempre intere generazioni di ragazzi? Forse mai. Sono tanti che pensano che lo studio sia inutile.

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    Romana

    29/01/2007 21:10:27

    Insegno lettere da nove anni. Il libro di Paola Mastrocola è un balsamo per il cuore: mi sento meno sola, più forte e determinata. Tengo "La scuola raccontata al mio cane" sempre a portata di mano e l'ho regalato a tutti gli amici -non insegnanti- che non hanno il polso della situazione. Grazie alla collega!!

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    Giovanni

    24/01/2007 00:09:36

    Ho appena finito di leggere il libro della collega (anch'io insegno Lettere al biennio in un liceo scientifico!), che trovo illuminante e profondo. Condivido in pieno l'analisi sulle cause dello sfacelo attualmente in atto nella scuola italiana. A mio parere la crisi investe ogni ordine e grado, a partire dalla scuola elementare e media; la collega ha ragione: i ragazzi ci arrivano al primo superiore già "sfrittellati" (per usare un suo spassosissimo termine)! Credo che la crisi sia precipitata a partire dagli anni '90, quando è iniziato quello sciagurato processo di (pseudo)-Riforma: il colpo di grazia fu inferto poi dalla cosiddetta "autonomia scolastica" che ha reso la scuola un progettificio permanente. Bisogna cambiare al più presto rotta e riaffermare il valore dello studio, dell'impegno, della fatica, della lettura. Certo il libro, con la sua impietosa analisi dei mali della scuola,lascia l'amaro in bocca: come bloccare questo degrado culturale? Come fermare l'agonia che la letteratura e la cultura stanno vivendo all'interno delle aule scolastiche? Concludo consigliando vivamente la lettura di questo libro intelligente e penetrante.

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    laura minardi

    14/01/2007 20:03:38

    ho insegnato fino al 1996 (31 anni) e ho visto il dapprima lento e poi via via più rapido scivolare della scuola nella condizione miserevole descritta perfettamente dall'autrice. La persona che ha definito "fascismo puro" il punto di vista di Mastrocola non ha capito nulla del libro (e tanto meno del fascismo e della scuola).Bisognerebbe a mio parere riflettere particolarmente sulle pagine nelle quali si sottolinea come questo "livello basso" dell'istruzione PUBBLICA danneggia proprio gli studenti provenienti da ceti medio-bassi, e non i benestanti, che possono provvedere altrimenti alla loro formazione- sempre che la considerino importante. I miei complimenti alla prof.Paola Mastrocola.

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    gigi 9.81

    11/12/2006 18:33:25

    Come tanti che hanno recensito il libro, anche io sono insegnante delle scuole superiori. La bravissima autrice e collega dipinge fedelmente la scuola di oggi. Consiglerei a quanti sono lontani dal mondo della scuola di leggere il libro. Chi non lavora vicino al nostro mondo fatica a credere che la scuola sia tanto cambiata in peggio. Purtroppo è la verità e non sembra che ci sia via di uscita per migliorare l'istruzione dei giovani. Abbiamo perso una istituzione importante. Peccato. Non possiamo contare sull'aiuto di nessuno, neanche dei nostri Ministri.

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    anita manfrini

    06/12/2006 13:17:25

    Lavoro nella scuola come insegnante di informatica dal 1988. Concordo con l'autrice di questo bellissimo racconto : la scuola è notevolmente "decaduta" negli ultimi 10 aanni

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    martina

    16/11/2006 17:23:04

    ho chiesto alla mia prof. se questo libro era adeguato alla mia età. è un libro fantastico: paola non ha tutti i torti la scuola in questi periodi fa decisamente "SCHIFO"

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