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Primo Levi

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 214 p.

4 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Specifici eventi e argomenti - Genocidi e pulizia etnica

  • EAN: 9788806219352

Recensioni dei clienti

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    ely

    08/04/2016 16.55.23

    ho letto diversi libri riguardanti le atrocità del nazismo, ma la testimonianza di questo autore, ad ora x me, li supera tutti. ho scoperto, purtroppo, cose nuove, inaspettate e indicibili, da non credere. una realtà che impressiona sempre e ancora tantissimo, forse ancor più delle brutalità che viviamo anche ai giorni nostri. incredibile dove possa arrivare la mente umana..

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    MarcoP

    27/02/2016 09.22.35

    Non dovrebbe esistere persona che non abbia letto questo libro. E' dal ricordo degli orrori del passato che si dovrebbe creare il futuro

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    Miriam

    06/02/2016 10.46.17

    Decisamente un libro da leggere. Mi ha insegnato molto, mi ha aperto gli occhi su cose che non sapevo in merito ai lager. Una testimonianza preziosa, da leggere assolutamente a mio parere. In più, le risposte finali di Levi alle domande più frequenti dei lettori hanno dato finalmente una risposta anche alle mie domande.

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    Hyeronimus52

    06/12/2015 15.06.46

    L'orrore quotidiano nel famigerato lager di Auschwitz con le giornaliere violenze fisiche e morali, il lavoro spossante, le "selezioni" per la "soluzione definitiva", narrato da chi ci ha trascorso un anno, vivendo quotidianamente accanto alla morte fisica, morale e sociale. E' davvero difficile trovare le parole per descrivere quello che ho provato leggendo questo libro toccante scritto all'indomani della liberazione del protagonista e che ha già emozionato, indignato, turbato tanti lettori prima di me e assurgendo a testimonial di un passato che non deve essere dimenticato, perchè quell'orrore non si ripeta mai più

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    Gorgo

    13/09/2015 19.35.18

    Lettura interessante, stimolante, non solo per la fascinazione dell'orrore. Anzitutto gli episodi narrati hanno qualcosa di picaresco, seppure molto più fosco, e perciò incuriosiscono, e per chi abbia fatto il militare hanno persino qualcosa di familiare, fatte le debite proporzioni: perché anche quello del Lager era un mondo fatto di capi, sottocapi e ordini, spesso insensati; di ipocrisia, di lavoro obbligatorio ma scansato con mille astuzie. Solo che in più c'era la morte costantemente in agguato e soprattutto una degradazione universale, continua. E poi i personaggi: l'intelligenza morale di Levi non dipinge mai carogne integrali, cerca l'uomo anche nell'aguzzino, la vittima nel ladro, nel delatore, nel truffatore. Insomma non c'è la contrapposizione vittime-carnefici che ci si aspetterebbe, anzi di SS e di soldati tedeschi non c'è quasi traccia, ma un vero e proprio mondo autonomo e complesso, con sfumature infinite di colpa e innocenza, personaggi più o meno simpatici, in genere astuti e ingegnosi, sempre vividi e memorabili. "Intelligenza morale" è un'espressione dei dantisti. Infatti, al di là del famoso "Canto di Ulisse", quella di Levi nel Lager assomiglia molto alla catabasi infernale dantesca: stessa apertura mentale, stessa passione per l'uomo, stessa fermezza morale, seppure continuamente messa alla prova (lo è pure quella del lettore: anche il protagonista ruba, "organizza" traffici e inganni, sia pure per sopravvivere; si permette pietà e solidarietà, merci rarissime, ma di rado ed è costretto a pentirsene). Però i giudizi morali di Levi sono sempre molto sobri, misurati, in genere stanno in una frase, in un aggettivo o avverbio. La lingua, infine: come già è stato detto, è precisa, scientifica. E' programmaticamente il linguaggio di un testimone, non quello di un giudice; arriva al punto per la via più breve, apparentemente senza fatica. Sembra poco letterario, ma in realtà non è raro trovare frasi nominali, brevi metafore e soprattutto analogie.

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    luciaccese

    20/08/2015 23.44.54

    Questo libro dovrebbe essere in ogni casa, letto e riletto.... ..e leggerlo a voce alta per farlo conoscere a chi fa finta di niente. ....

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    Alessandro

    29/07/2014 12.37.49

    Primo Levi, ingegnere torinese è stato vittima del più grave atto di razzismo della storia. Nel suo romanzo autobiografico egli riesce a revocare ed esorcizzare quel terribile anno di prigionia nel lager nazista. Egli lo fa con estrema vivacità nelle descrizioni che nulla risparmiano al lettore. E' il racconto di milioni di uomini privati del loro poter vivere e ridotti alla morte e di poche centinaia che con estrema forza d'animo sono riuscite a mantenere la coscienza viva e a non farsi schiacciare dalle difficilissime condizioni di vita del lager. Un racconto veramente sconcertante e toccante.

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    Lorenzo

    22/07/2014 01.54.06

    Un libro incredibile. Quando l autore è davvero capace di essere testimone evitando le influenze di odio e rabbia, i giudizi. Levi parla solo delle cose che ha vissuto in prima persona, perchè come dice lui stesso, delle altre ne hanno scritto fin troppo, e non avendole vissute avrebbe scritto le stesse cose che già si sanno. Non conosco le altre edizioni, ma questa ha un appendice veramente illuminante. Sono domande fatte all autore durante il suo girare durante la presentazione del libro, a cui ha voluto dare una risposta scritta. Interessante quanto, e a tratti più, del libro stesso. Sono poi rimasto sorpreso sia dalla vena poetica che mai mi sarei sognato di trovare, e ancor più dall ironia. Non so come si riesca ad essere ironici su un tema del genere, soprattutto se chi ha scritto ha anche vissuto quelle cose. Credo siano pagine che vale la pena leggere.

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    valter

    07/03/2014 23.05.52

    La tragica esperienza del Lager vissuta da uomini e donne di diverse nazionalità e condizione sociale è stato un inferno nel quale si sarebbero dovute coniare nuove parole per esprimere tutti i patimenti che queste creature hanno subito al punto tale da sentirsi non più uomini/donne in una non più vita. Questo capolavoro indiscutibile è una testimonianza che dobbiamo mantenere viva nella nostra memoria, affinché eventi così aberranti non si ripetano più nella storia dell'uomo.

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