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Primo Levi, Pieralberto Marché

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1966
Pagine:
  • EAN: 9788806131722

Recensioni dei clienti

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    Riccardo Banchi

    11/07/2013 13.32.33

    Qui non si tratta di esprimere solo un giudizio sul libro: ce ne sono altri che mi sono piaciuti di più. Ma questo è comunque UN LIBRO CHE VA LETTO, e i motivi non importa spiegarli. Dopo quello che Levi ha vissuto e che è riuscito a scrivere, c'è poco da dire.

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    Lorena

    29/02/2012 18.56.21

    "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario." sinceramente sono rimasta sconvolta da quello che ho letto.. questo uomo, come altri superstiti, hanno visto per giorni la morte vicina...e noi per una minima futilità ci scoraggiamo... leggere libri del genere fanno riflettere e fanno capire che siamo fortunati per tutto quello che abbiamo... lo consiglio per capire.

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    sandro landonio

    30/04/2011 02.51.40

    Sentire raccontare della morte esalta il vivere, ma quanto dolore pagina dopo pagina. Concludo la lettura con la sensazione che potrebbe accadere di nuovo, anzi, spero di sbagliarmi, che accadrà sicuramente di nuovo. La follia collettiva teutonica ben organizzata ha esaltato la produttività dello sterminio, ma, su numeri molto più bassi, quante follie nel recente passato si sono rinnovate in Cambogia, in Argentina, in Ruanda ?

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    Francesco Patti

    17/11/2008 15.07.45

    Sconcertante. La descrizione dettagliata del trattamento e delle mansioni assegnate ai prigionieri provocano un effetto sconcertante. Si soffre leggendo le pagine del libro, e rimane senza alcuna risposta la domanda «Com'è stato possibile tutto ciò?»

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    lucia

    16/02/2007 15.00.07

    Un libro stupendo che fa riflettere sulla tragedia e la disperazione che hanno vissuto le persone rinchiuse nei campi di cocentramento. Un libro che aiuta a cercare di capire il dolore e a crescere nell'anima, un esperienza unica che mi rimarrà nel cuore. Leggetelo

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    Eugenio

    14/01/2007 17.41.52

    avevo cominciato a leggerlo, e le prime 70- 80 pagine mi sono sembrate molto carine e scorrevoli, poi però forse ha perso l'ispirazione, e sembra più un comunicato ansa. per il momento l'ho sospeso perchè era troppo noioso. ps: da questo libro si capisce l'enorme differenza tra fascisti e nazisti. i fascisti sono violenti, giù botte col manganello, ''siam buoni tutti''; ma i nazisti sono sadici in modo geniale, vedi l'aneddoto iniziale del rubinetto con l'acqua sporca. infatti, come disse un mio amico, ''i fascisti fan la guerra con la fionda, i nazisti con il bazooka''.

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    Fabio

    08/05/2006 21.09.16

    struggente drammatico e commovente... e la cosa più triste è che non si tratta di un romanzo ma di documento storico... pensatelo in ogni parola di questo libro che così è stato... Devastante anche il titolo in tono quasi rassegnato e immensamente triste....se questo è un uomo....

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    Gennaro

    22/04/2005 14.00.22

    Un libro che non si può fare a meno di leggere: anche se, come ha scritto qualcuno, è troppo lungo!! Non leggerlo è nascondersi davanti al baratro in cui il genere umano ha voluto e saputo spingersi. Non leggerlo è negare che il genocidio degli ebrei, ma anche qualsiasi altro genere di crimine contro l'umanità possa essere accaduto e quindi ripetersi. Non leggerlo è una grande idiozia. Gennaro

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    max

    11/01/2005 19.36.13

    Non si può fare a meno di leggerlo, é stupendo. Ma ce ne sono di ancora più belli, e per questo do 4/5. Consiglio "Arcipelago Gulag".

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    Flavia Fiorentini

    24/10/2004 15.20.40

    un libro veramente favoloso, da leggere e da rileggere più volte...

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    Camilla Picchi

    20/09/2004 18.01.57

    Buongiorno a tutti, sono Camilla e ho 13 anni. La nostra profe di italiano mi sta facendo leggere questo libro. Per ora sono solo all'inizio ma devo proprio dire che è un bellissimo libro, scritto da un autore che ha visto e sopportato delle brutalità tremende e ne è uscito estremamente provato ma, per fortuna, in grado di raccontare quello che è accaduto.

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    Ermenegildo Patoffo

    21/07/2004 10.37.20

    Questo libro è troppo lungo,mi sono addormentato dopo due minuti.Alla fine visto che l'avevo comprato,ho letto solo l'ultimo capitolo. Ciao

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    H2O

    28/06/2004 16.21.51

    ''... A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Kuhn ringrazia dio perché non è stato scelto. Kuhn è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent'anni, e dopodomani andrà in gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e senza pensare più niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sarà la sua volta? Non capisce Kuhn che è accaduto oggi un abominio che nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere dell'uomo di fare, potrà risanare mai più? Se io fossi dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn. ...''

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    Robyboggioct2al

    28/01/2004 15.52.19

    Levi racconta stepitosamente "la vergogna dell'umanità". Libro essenziale per un lettore medio. Bellissimo anche "ho sognato la cioccolata per anni" di Trudi Birger. Libri che hanno segnato un epoca storica...speriamo irripetibile.

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    gianni

    30/10/2003 09.15.17

    Una meraviglia sempre attuale, purtroppo.

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    vanni

    07/10/2003 15.26.56

    Un pugno nello stomaco. Andrebbe reso obbligatorio nei licei.

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    Gianni

    20/04/2002 21.47.42

    ho letto questo libro mentre facevo le scuole superiori e ne rimasi sconvolto. E' difficile fare i commenti quando con una lucida scrittura Levi narra il martirio di un dolore che pare non abbia confini e che trovi la sua liberazione solo nella morte.

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    Berti Riccardo

    30/07/2000 18.51.42

    Primo Levi con la sua penna porta il lettore nell'orrore dei campi di sterminio nazisti con un oggettività ed una riflessione stupefacente, il protagonista, che è lo stesso Levi, racconta quegli avvenimenti in modo così distaccato e insensibile che comunicano al lettore più sensazioni che se Levi usasse tutti gli aggettivi di questa terra. Primo Levi ci parla così delle atrocità dei lager nazisti.

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    Ulisse Cardini

    30/07/2000 12.47.56

    Questo libro è stato scritto con lo scopo di liberarsi del desiderio interiore che struggeva Primo durante e dopo la prigionia di raccontare agli altri ciò che aveva vissuto e visto: un genocidio premeditato e organizzato nei minimi particolari. Sui campi di sterminio nazisti esiste una nutrita letteratura che si può dividere in tre categorie: i diari dei deportati, le loro elaborazioni letterarie e le opere sociologiche e storiche. "Se questo è un uomo" appartiene indistintamente a tutte e tre le categorie. E' un documento di grandissima importanza che merita di essere letto per non dimenticare ciò che è avvenuto e per non ripetere gli stessi errori in futuro.

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