Un segno invisibile e mio

Aimee Bender

Traduttore: D. Abeni, M. Testa
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 236 p., Brossura
  • EAN: 9788865590669
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Recensioni dei clienti

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    Tilde

    14/12/2013 23:10:54

    Ho un pò faticato ad appassionarmi alla trama fantasiosa e fumettistica di questo romanzo, per la scarsa aderenza dei fatti alla realtà. Poi un'amica, una colta lettrice, mi ha aiutato a capire che il bello del libro è nella complessità caratteriale della protagonita e dei vari personaggi, tutti più o meno vittime delle loro psicosi e dei loro modi di negarsi la vita, evitando rapporti aperti e sereni ma nascondendosi in personali riti scaramantici. E da questo punto di osservazione, il libro assume un tutt'altro tono...da valutare e ripensare.

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    France

    04/06/2013 14:59:43

    Romanzo assai complesso e di comprensione non immediata; anche se il numero di pagine è piuttosto ridotto ho fatto un po' fatica a leggerlo, in quanto non risulta per niente scorrevole! L'ambientazione è piuttosto grottesca e di stampo molto "psico", sembra quasi che sia tutto ambientato dentro la testa della protagonista, in quanto la trama è scandita dalle sue ossessioni, idee deliranti e da una descrizione abbastanza irrealistica degli eventi. Nonostante ciò ho trovato alcuni passaggi veramente ben fatti e il finale di una dolcezza estrema, delicato e splendido. L'idea è molto buona e originale, si poteva sviluppare un po' meglio, anche se forse la sua irreprensibilità è anche una sua caratteristica fondamentale.

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    Michy

    03/06/2013 16:27:56

    Questo libro ha un fascino particolare..nel momento in cui la narrazione si incaglia un po' (ed è per questo che non prende 5) c'è sempre qualcosa,un avvenimento,una frase,una battuta oppure anche solo una singola parola,che risveglia la curiosità. Spesso inquieta,soprattutto per la partecipazione dei bambini al gioco strambo di questa storia bizzarra che ho apprezzato parecchio pur senza capirla proprio fino in fondo.

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    Michy

    03/06/2013 16:27:20

    Questo libro ha un fascino particolare..nel momento in cui la narrazione si incaglia un po' (ed è per questo che non prende 5) c'è sempre qualcosa,un avvenimento,una frase,una battuta oppure anche solo una singola parola,che risveglia la curiosità. Spesso inquieta,soprattutto per la partecipazione dei bambini al gioco strambo di questa storia bizzarra che ho apprezzato parecchio pur senza capirla proprio fino in fondo.

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    Antonio

    14/05/2012 15:28:41

    Letto molto volentieri. Scrittura apparentemente semplice, ma che racchiude diversi sprazzi di originalità. Il rapporto tema/tono mi sembra equilibrato. Libro scorrevole, piacevole, che consiglio.

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    29/01/2008 18:58:58

    ogni volta che passo nel reparto ferramenta di un supermercato...devo legarmi le mani per non acquistare un'ascia.... ;-) decisamente un bel libro. uno di quelli in cui puoi non riconoscerti. e brava aimee

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    passepartout

    15/12/2003 11:18:37

    Ho finito il libro ieri, perchè l'ho comprato? Per la copertina, per la microrecensione di Jonathan Lethem nel retrocopertina? Non lo so, comunque il libro è spiazzante, di quelli che non si leggono tutti i giorni, forse leggermente sopravvalutato, ma meglio questo che molti altri. Non siamo di fronte ad un capolavoro, si intenda, però mi trovo a leggere tante belle idee, strampalate, grottesche, amare, commoventi...c'è un pò di tutto in questo libro, perfino troppo per essere racchiuso in un commento che dovrebbe essere breve ma incisivo..non viresta che leggerlo e a noi attendere nuovi frutti, Miss Bender

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    Sheila

    26/05/2003 16:31:36

    Ho adorato questo libro dissacrante e grottesco, mi ha ricordato autori che pensavo estinti. Il racconto del prologo ti butta in un mondo surreale, fantastico e terribile ad un tempo che ti sorprende ancora e ancora nel percorso di scoperta di se che Mona compie. Vittima di piccole manie comuni ai più ma qui minuziosamente raccolte e catalogate. E' un personaggio pazzesco, una sorta di "Amelie". Un racconto frizzante che sconfina nella follia delle piccole paranoie che ci rendono tanto ridicoli e unici.

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    loziolimone

    27/03/2003 20:05:06

    Un segno invisibile e mio di Aimee Benders è un libro molto bello e spiazzante. Un'idea ce la da il folgorante prologo del libro che ci fa entrare in un'atmosfera grottesca ricca di iperbole. Un prologo che è una fiaba raccontata dal padre alla protagonista del romanzo che ci introduce a quella che è a tutti gli effetti una fiaba per adulti.La protagonista, Mona Gray (uno dei più bei personaggi in cui mi sia capitato di imbattermi), giovane insegnante di matematica alle elementari non è altro che una principessa colpita da una maledizione. L'ipocondria del padre diventa così il fuso avvelenato che fa “addormentare” la nostra bella avviluppandone la vita in una spirale senza fine. La vita di Mona è bloccata in un continuo “smettere”. Smettere qualsiasi tipo di attività: dalla corsa, della quale lei era una campionessa, al pianoforte. La stessa cittadina sembra essere sotto gli influssi di una malia che impedisce a lei ma anche ai suoi concittadini di andarsene. Ma come in tutte le favole arriva il principe azzurro, questa volta nei panni del professore di scienze che, tramite la forza dell'amore riuscirà a spezzare il vortice nel quale era caduta Mona. All'interno di questa trama che può sembrare molto semplice, si intersecano in realtà numerose altre storie e surreali personaggi che, con un continuo uso di metafore grottesche, dipinge una cittadina “amputata” della voglia di vivere. Senza voler allargare l'obiettivo dell'opera, intendendola uno spietato ritratto dell'immobilità delle piccole cittadine della profonda America, ci si può limitare a considerarla una “semplice” fiaba con una morale che, una volta tanto, non è così banalizzata.

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    guido

    21/12/2002 20:00:59

    un segno invisibile e mio è bello. molto. e in questo spazio immagino si dovrebbe spiegare il perché, perchè uno dovrebbe leggerlo o regalarlo. ma io questo non lo so. la storia è divertente, orginale, i personaggi buffi e commoventi, raccontanti in una lingua sciolta e ritmata (salingeriana si è detto, e salingerina è). ma c'è qualcosa in più, in un libro, che ti fa venire voglia di cacciarlo in tasca ai tuoi amici. non è nemmeno il senso. che in questo caso si potrebbe riassumere nel tradizionale romanzo di formazione, cioè di affrancamento dai genitori e di apprendistato al dolore e alla morte. no, nemmeno questo. ecco (salingerianamente, ancora), sarà la voglia di alzare un telefono e dire: pronto, parlo con miss aimee... niente, volevo solo dirle che ho appena letto il suo libro. ma lei cosa fa 'sta sera?

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