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Sarah Lotz

Traduttore: L. Prandino
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2015
Pagine: 460 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842923350

“Era seduta immobile, afflosciata, si guardava le mani. E poi ha parlato: “Cos’hai fatto Paul? Come hai potuto fare entrare quella cosa?”. Era Stephen. L’ho riconosciuto subito dalla voce, ma il suo corpo sembrava diverso. Contorto. Più incurvato, la testa un po’ troppo grossa. Ma era così reale, Mandi. Nonostante il terrore sono stato convinto per un attimo che fosse davvero lì, e ho provato un enorme slancio di gioia e di sollievo. “Stephen!” credo di aver gridato. Ho allungato la mano per toccarlo, ma era sparito.”(Paul Craddock, pag.160)

Un disastro aereo è una fatalità. Due, che avvengono in contemporanea, un disastro. Tre un mistero. Come è possibile, infatti, che tre aerei in tre diverse parti nel mondo precipitino nello stesso momento e con le stesse modalità? Ad aggiungere una buona dose di mistero a questi avvenimenti è che in ognuno di questi incidenti è sopravvissuto un solo passeggero per volo, e si tratta sempre di bambini. Un miracolo, pensano in molti. Altri non sono d’accordo e attribuiscono al salvataggio miracoloso di questi bambini, usciti quasi indenni dalle macerie fumanti, un oscuro presagio che indica il compimento di antiche profezie sulla fine del mondo. È partendo da questi due modi di vedere la notizie che, Elspeth Martins, giornalista investigativa, si mette sulle tracce dei giovani sopravvissuti, ribattezzati dalla stampa mondiale con il titolo “I Tre”, e di chi li ha conosciuti a fondo seguendoli durante il periodo della loro riabilitazione e del loro ritorno nella quotidianità. Le accurate indagine della Martins porteranno alla luce alcuni inquietanti aspetti del ritorno alla vita dei “Tre”. Chiunque si ritrovi a contatto con loro, infatti, è destinato a fare una fine orrenda e violenta. Forse i numerosi fanatici religiosi hanno ragione ad indicare i tre piccoli sopravvissuti come l’incarnazione degli araldi della fine del mondo. O forse, su quei voli, i bambini si sono imbattuti in qualcosa di più oscuro e terribile. Qualcosa di immensamente più pericoloso della fine del mondo e di decisamente più inquietante..

Romanzo d’esordio di Sarah Lotz, scrittrice proveniente dal sudafrica, Il segno è un romanzo che ho trovato controverso per diverse ragioni. Sarà per una eccessiva sensibilità personale ma trovo di cattivo gusto, forse perché di questo stereotipo ho già sentito e visto abbastanza, trasformare dei bambini in mostri disumani in grado di portare tanto dolore nella vita di chi li circonda. Scelta stilistica che, malgrado possa incorrere in una personalissima e contestabilissima opinione, raggiunge il suo scopo ovvero quello di catturare e inorridire il lettore. Nel tentativo poi di far venire al lettore il dubbio che i fatti narrati possano essere davvero accaduti, la Lotz presenta il suo romanzo non come una vicenda narrata da un protagonista, ma come una serie di interviste e documenti che portano il lettore a ricostruire l’intera storia. L’orrore, che lentamente si manifesta tra le pagine del romanzo, resta sempre qualcosa di sfuggevole e non sempre determinato. Vieni a sapere che qualcosa di terribile è accaduto, magari viene “fatto intravedere” qualcosa di sconcertante ma il grosso di quello che succede non è mai presente.

Se da un lato questo espediente aiuta il lettore ad immedesimarsi nella vicenda, dall’altro continuare a presentare frammenti di conversazioni, pagine di blog, articoli di giornali e chi più ne ha più ne metta, tende a rallentare il ritmo narrativo facendo procedere la storia con una snervante lentezza.
Insomma un libro che, nell’insieme, mi è piaciuto e mi ha catturato senza entusiasmarmi più di tanto. Consigliato solo agli amanti del genere thriller e horror.

Recensione di Gabriele Scandolaro

Recensioni dei clienti

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    Cristina

    18/08/2016 15.54.13

    sinceramente non so che giudizio dare. l'idea l'ho trovata geniale. scrivere un libro come se fosse un fatto realmente accaduto. però è articolato male. si legge bene tant'è che sono arrivata a pagina 280 senza accorgermene, però effettivamente la storia non rende mai quota, resta un po' sempre nel limbo. La fine, per quel che mi riguarda, non l'ho capita. non mi sentirei di consigliarlo.

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    Antonio Platania

    01/06/2016 11.39.42

    Una assurdità inaudita. Un offesa ai veri scrittori. Una bufala colossale. Carta e inchiostro sprecati per il nulla. Raramente in 56 anni di vita ho visto tanta pochezza.

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    Gregorio Mancuso

    07/01/2016 08.13.36

    Troppi personaggi.Non scorrevole.Deludente.

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    Luca

    29/12/2015 12.51.00

    Molto deluso,per come era stato pubblicizzato è stato davvero una delusione,la trama era molto interessante,ma raccontate attraverso interviste non ha funzionato molto,non lo consiglio!

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    Alessandro

    04/12/2015 18.38.13

    Due solo per l'idea narrativa molto intrigante. Per il resto grande delusione. A parte l'abuso di espressioni come "non c'è verso che" e "lo ammetto" o "lo confesso" che l'autrice fa pronunciare a personaggi di età, culture e persino nazionalità diverse, dando la sensazione che a parlare sia sempre la stessa persona. Il finale è banale e l'intreccio narrativo lascia gravi perplessità specialmente nel formato "dossier". Niente Sarah, riprovaci. Sarai più fortunata!

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    miry56

    26/11/2015 19.16.06

    Libro non di facile lettura,poco scorrevole. L'ho preso per curiosità, ma lo trovo veramente deludente; non so se lo finirò.

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    valeria

    13/11/2015 15.55.32

    Libro non facile da leggere, poco scorrevole, troppo frammentario, troppi personaggi...la storia potrebbe essere anche originale ma veramente assurda...ho fatto fatica a capire anche il finale. Non mi è piaciuto e non lo consiglio!

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    katia

    28/10/2015 13.09.48

    A me è piaciuto. Sicuramente non è verosimile, però quando si tratta certi temi è abbastanza impossibile esserlo, ma è scorrevole ed è carina l'idea della scrittrice di scrivere un libro facendocene leggere un altro. L'attenzione e la curiosità rimangono alti fino alla fine e anche se non sarà un libro che passerà alla storia è comunque un buon prodotto

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    roberto

    20/10/2015 20.05.51

    Spinto dalla curiosità come in molti casi di acquisto libri, trovo davvero tutta l'operazione e la storia stessa non solo improbabile e inverosimile, ma anche presentata in maniera frammentata e contorta. L'ennesima bufala pubblicitaria

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    Susy

    05/10/2015 20.28.43

    Sinceramente non mi è piaciuto e ho fatto fatica a leggerlo.. La storia era senz'altro originale,ma a mio gusto andava scritta in maniera diversa, meno frammentata. Anche il finale lascia un pò delusi/perplessi... Ho letto di peggio per la verità, ma anche molto di meglio... Non lo consiglio.

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    Gabriella

    23/09/2015 08.19.06

    Che dire? Thriller si, ma anche fantascienza, e io non amo molto questo genere di libri. Certo, l'autrice ha una buona dose di fantasia nello sviscerare una storia simile. In molti punti prolisso, il finale inverosimile. Non so, si è molto confusi nel dare un giudizio. Senza infamia e senza lode.

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