Il segreto del Bosco Vecchio

Dino Buzzati

Editore: Mondadori
Edizione: 8
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804480419

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Fantasy

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Recensioni dei clienti

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    Elisabetta

    17/02/2016 10:10:06

    Qualcuno ha avuto l'ardire di criticare lo stile di questo grandissimo artista insinuando che nel libro vi siano errori di lessico, nonché parole usate a sproposito, insomma quasi che Buzzati fosse un banale ignorante che si spacciava per scrittore. Un po' come ai tempi di Verga, quando era opinione assai diffusa che uno tra i più grandi letterati mai esistiti non conoscesse in realtà la lingua italiana. Leggere dovrebbe aprire la mente, ma qualcuno sembra essere troppo chiuso per cogliere le sfumature e le finalità di una prosa poetica che ricorre volutamente a parole ed espressioni dal sapore un po' antico (senò, testimonio, discorrere, costrutto..) Come si può non apprezzare l'unicità e la musicalità di questo linguaggio? Questo racconto è splendido e profondamente magico. Racchiude in sé le varie fasi della vita. Quella dell'infanzia, caratterizzata dalla semplicità d'animo e dalla capacità di godere delle piccole gioie che ci circondano (Benvenuto), poiché l'incanto non si è ancora rotto e la magia presente nella natura è ancora visibile ai nostri occhi. Quella del disincanto, ovvero dell'età adulta; i sogni cessano di esistere, non ne conserviamo più neppure la memoria e l'esistenza sembra sprofondare nel più totale cinismo e, di conseguenza, nella più completa solitudine (Sebastiano Procolo). In fine quella della rassegnazione e del rimpianto per una vita ormai giunta al termine (Vento Matteo). In questo bellissimo racconto, l'amore di Buzzati per la natura fiorisce in ogni parola, in ogni immagine naturalistica più che mai piena di vita. E la morale è assai commovente 'Sì, io non ero più buono, ero sfiancato per sempre,..ma anche tu eri invecchiato,..il tuo cuore sentiva bisogno di caldo e non lo hai mai voluto dire,..Ti vergonavi di essere un uomo?' Direi che c'è un bel po' su cui riflettere. Altro che libro per soli ragazzi. Questo meraviglioso romanzo è consigliato a tutti!!!

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    annalisa

    03/02/2014 12:00:13

    meraviglioso

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    giuliog02

    29/11/2011 16:20:44

    Un racconto fantastico. L'ho letto tre volte, da ragazzo, da adulto, e da anziano l'anno scorso. Alla fine chiudi gli occhi, ripensi a ciò che hai letto, fantastichi e ringrazi la sorte che in Italia abbiamo avuto e abbiamo scrittori di tale qualità. E' scritto colla solita prosa asciutta di Buzzati, fortemente immaginifico, antesignano di un nuovo modo di pensare e di correlarsi con la natura. Solo Olmi, regista di grande cultura e spessore poteva portarlo sullo schermo. E' una favola, ricca di insegnamenti, con personagi indimenticabili, il vento Matteo ad esempio, e alcune metafore riuscitissime, quale ad esempio quella di Sebastiano Procolo che perde e riacquista successivamente l'ombra. Una lettura per tutti. Fortemente consigliato. A mio avviso fa parte di quelle due dozzine di capolavori della letteratura italiana del Novecento.

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    Simone

    27/04/2011 14:05:23

    Il tono leggero della fiaba non inganni il lettore: dietro al racconto dal sapore infantile, alla semplicità della narrazione, allo schematismo di alcuni personaggi e situazioni, Buzzati realizza un'opera di profonda riflessione sul senso di colpa, sulla redenzione, sul delicato passaggio dalla giovinezza all'età adulta e dal cinismo al sentimentalismo. Commovente e poetico.

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    Davide

    22/05/2007 09:36:21

    Una storiella carina; subito non ti prende molto ma poi leggendola migliora di pagina in pagina e cominci ad affezionarti alla storia con i suoi stravaganti personaggi.

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    Domenico

    28/02/2007 16:18:55

    Una bella favola, che si legge con piacere se non ci si lascia prendere dalla smania di cercare allegorie o metafore a ogni pie' sospinto. Che' se questo accade si rischia di sperdersi e di rimanere molto delusi, soprattutto dal finale. Un atipico fantasy di calibro letterario, scritto con piglio e stile degni della migliore letteratura italiana contemporanea. Consigliato per tutti.

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    antonella

    31/07/2006 23:26:22

    Ho letto davvero volentieri questa "favola" che poi favola non è. E' stata una specie di carezza al cuore...

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    Arianna

    02/08/2005 23:41:48

    Non è malvagio, ma l'intera narrazione sembra il delirio di un folle...è come se non avessero senso alcune parti

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    Elena

    17/05/2005 19:28:49

    Una storia che non mi ha per nulla lasciata indifferente. Anzi mi ha fatto riflettere sul significato delle occasioni perdute e sulla vita condotta in troppa solitudine. Il colonnello può benissimo funzionare da monito e la sua vita da esempio. Non giudico questo libro nè violento nè superficiale, anzi è meravigliosamente ricercato il modo in cui Buzzati riesca a descrivere i sentimenti del colonnello che nell'ultima parte del libro si guarda dentro, scorge i suoi errori e cerca di porvi rimedio. Grazie a Buzzati che come sempre ci fa vedere nell' animo delle persone e anche in un riscatto sempre possibile.

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    daria

    11/05/2005 20:34:23

    L'ho letto diversi anni fa ed ho visto anche il film. E' meraviglioso, dov'è la violenza? ...e come dimenticare il vento Matteo?

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    Gandalf Il Grigio

    27/02/2005 23:48:16

    "Numerose testimonianze ci hanno permesso di raccogliere le seguenti notizie sul colonnello Sebastiano Procolo.Tanto si discusse nei riguardi di quest'uomo, e con tanto livore che ci par giusto stabilire finalmente il vero e cancellare la trista ombra che finora pesava sulla sua memoria.Non spetta a noi fare giudizi sul conto del defunto ufficiale.Ma pochi sanno come quel vecchio grandemente odiato, che alcuni ritennero pazzo, che tutti, temendo, maledicevano, come quell'"essere gelido", sia stato pure lui un uomo." E' da queste parole che possiamo omettere ogni commento, sciogliendoci nell'eloquenza del significato.Specchio di realtà per chi non solo guarda e crede con gli occhi. Chiaro messaggio di vita, della vera vita che risulta essere in naturale contrasto con il significato più comune che essa ricopre agli occhi di molti (quasi tutti).Richiamo per chi crede, per chi è convinto che la realtà non è solo ciò che si può toccare, ma anche quella che si può sentire.Ed è questo il problema, ormai la gente non sà più sentire, vuole solo vedere... Caro Paolo Maurino tu appartieni a questo tipo di persone...

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    Gloria

    14/10/2004 15:08:30

    Ho finto di leggerlo. Ho chiuso il libro e mi è venuto un:"Grazie.". Credo sia la prima volta che mi capita.

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    omar1982

    07/09/2004 01:14:22

    piccolo gioiello.Fiaba finchè si vuole,ma per temi presentati e scrittura è tutt'altro che un libro per fanciulli...molto bello anche il film di olmi tratto da questo libro.

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    FABIO SCARNATI

    13/09/2003 21:15:33

    Non sono affatto d’accordo con la recensione di Paolo Maurino.Proverò a fare un’analisi critica del libro e a smontare una dopo l’altra le accuse da lui mosse, ma senza avere la presunzione di fargli cambiare idea. Che ognuno sia della sua opinione per carità, il mondo è bello proprio per questo. Paolo sostiene che il libro non è adatto a nessuna età in quanto violento e squilibrato per i bambini e superficiale per gli adulti. Ma dov’è questa violenza? La frase incriminata “ schiacciandogli il cranio come una noce ” è solo un colorito termine di paragone. I bambini vedono, sentono e leggono cose molto più violente credetemi. Cosa significa poi il termine squilibrato riferito ad un libro? Qualcuno me lo vuol spiegare per favore? Per quanto riguarda gli errori di italiano è vero che qua e là c’e qualche imprecisione linguistica, ma dovete sapere che Buzzati amava plasmare la lingua o addirittura creare parole nuove e costruire un linguaggio simbolico adatto per i personaggi ai quali metteva in bocca quelle parole. Buzzati è stato il più grande giornalista che il Corriere della Sera abbia mai avuto( e non sono il solo a pensarla così ), un maestro anche per Montanelli.Conosceva il dizionario meglio di chiunque altro. Cosa importa poi se la “stadia” non serve a misurare le distanze ma i dislivelli e se gli “icmeoni” non sono insetti volanti ma animali grandi quanto un gatto e carnivori? Fossero anche grandi quanto un bue ed erbivori! Per forza poi in un libro devono esserci personaggi femminili? E dove sta scritto caro Paolo? Hai mai letto “ Il vecchio e il mare” di Hemingway? I personaggi sono solo un vecchio, un grosso pesce spada, un ragazzo e il mare…..niente donne mi dispiace! Infine non è vero che “IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO” è un libro superficiale per gli adulti. È un libro che offre una doppia chiave di lettura. I bambini lo leggeranno come una fiaba, gli adulti ricorderanno tutti il bambino che un tempo sono s

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    Paolo Maurino

    16/11/2001 09:34:29

    Un libro terribile. Non adatto a nessuna età in quanto violento e squilibrato per i bambini ("schiacciadogli il cranio come una noce") e superficiale per gli adulti. Peraltro vi sono anche alcuni errori di italiano, come il metereologico "avere schiarimenti" per chiarimenti, ed altro ancora. La "stadia" citata per far sperdere il bambino nel bosco non serve come scritto nel libro a misurare le distanze ma i dislivelli. Gli "icmeoni" salvatori del bosco poi, non sono insetti volanti ma animali grandi quanto un gatto (carnivori). Nel complesso qualche idea interessante c'è, ma la lettura è veramente deludente. Da segnalare in ultimo la mancanza assoluta di personaggi femminili.

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