Il segreto di Darrow. Golden Son

Pierce Brown

Traduttore: E. Rialti
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
Pagine: 454 p., Rilegato
  • EAN: 9788804673286
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Dopo aver scoperto la serie di Pierce Brown, iniziata con Red Rising, mi sono scoperta assuefatta alla storia a cui questo autore ha dato vita. Perciò aspettavo questo secondo capitolo con una certa trepidazione. Non posso dire che mi aspettassi i fuochi d'artificio, però.

Perché? Be', il fatto è che la tendenza predominante degli autori fantasy e sci-fi a strutturare le proprie opere in forma di trilogia mi ha un po' abituata ad avere delle aspettative moderate nei confronti dei "libri di mezzo". Spesso mi sono imbattuta in libri di transizione, a volte molto belli, ma al di sotto della media della serie, forse perché privati della spinta conferita dall'effetto sorpresa del quale godono i primi capitoli, o della carica da "gran finale" della quale si avvantaggiano i libri conclusivi.

In questo caso, però, dopo essere rimasta totalmente rapita da Red Rising, il timore che il seguito potesse rivelare una narrazione sottotono era tanto, e sono molto, molto felice che Pierce Brown sia riuscito a smentirmi sotto ogni punto di vista!

Non solo Golden Son è fantastico, ma supera in diversi aspetti il suo predecessore, grazie alla capacità di Brown di limare e correggere alcuni degli elementi più traballanti del primo capitolo, ma allo stesso tempo trasportare le emozioni e i punti di forza che ne hanno decretato il successo, su una scala molto più grande oserei dire interplanetaria! Ho fatto di tutto per evitare spoiler in questa recensione, perciò potete leggerla senza aver paura che vi rovini qualche sorpresa.

Come dicevo, Golden Son è stata una vera rivelazione su tutti i fronti. A cominciare dal protagonista, Darrow il "Mietitore", un soprannome ben meritato nella brutale accademia degli Oro, scenario principale del primo libro dove il giovane accumula una vittoria dopo l'altra fino a superare pericolosamente ogni aspettativa. A chi ha letto Red Rising non sarà sfuggita l'incredibile abilità di Darrow di riuscire a spuntarla in ogni situazione, anche la più imprevista e pericolosa. Certo l'empatia sviluppata nei confronti del ragazzo e il ritmo trascinante hanno aiutato a sorvolare su questo aspetto, ma se avessi dovuto trovare un difetto al primo capitolo di questa serie, sarebbe stato proprio l'infallibilità di Darrow. Ecco perché è stato molto interessante e quasi liberatorio osservarlo cimentarsi con il suo primo, vero, epico fallimento all'inizio di questo secondo libro. Non prendetemi per sadica, ma penso che questo l'abbia investito di un'umanità che lo rende ancor più reale e credibile ai miei occhi.

L'ascesa vertiginosa del nostro eroe, infatti, si interrompe con un colpo da cui è difficile riprendersi e questo permette di vedere Darrow in una luce inedita, costretto a gestire una situazione disperata e a rivalutare tutti i suoi piani e le sue strategie.

Questo non vuol dire che Darrow perda la sua forza d'animo. Il Mietitore non è tipo da lasciarsi abbattere e quando c'è da risalire una brutta china, perciò state certi che succederà nel più eclatante ed esplosivo dei modi! I colpi di teatro di cui Brown fa sempre un abbondante e proficuo uso non mancano in Golden Son, esattamente come non mancano le intense e drammatiche sequenze d'azione, che se in Red Rising erano confinate nei limiti dell'accademia, in questo seguito sono libere di dilagare senza freni in epiche battaglie spaziali, assedi e conflitti in larga scala che vi lasceranno appena abbastanza fiato per sospirare "non vedo l'ora che ne facciano un film!"

Questo, ragazzi miei, è un romanzo che si legge d'un fiato, ma che sa come emozionare. Se da una parte il ritmo frenetico di Golden Son spinge a divorare pagina dopo pagina, i brevi intermezzi vengono sfruttati discretamente da Brown per approfondire i personaggi che orbitano attorno a Darrow, e attraverso le loro relazioni, delineare meglio lo stesso protagonista.

Darrow in questo libro è più vero e umano che mai. Nella sua infinita lotta per primeggiare tra gli Oro mirata a portare pace ed eguaglianza tra i colori inferiori, finalmente inizia a farsi qualche domanda in più sul vero significato degli ideali che persegue e sul valore di lealtà e fiducia.

Lealtà e fiducia. Tenete bene in mente queste due parole mentre vi approcciate alle pagine finali. Per Darrow ci sono voluti quasi due libri per capire la reale importanza di questi concetti, aprirsi con sincerità verso le persone per lui più importanti e trasformare gli alleati in amici. Ma basteranno quelle poche pagine finali per fargli riconsiderare nel peggiore dei modi le sue scelte di apertura verso il prossimo. Come ho detto i colpi di scena non mancano e sanno come spezzare il fiato e lasciare sconcertati.

Certo Golden Son non è un libro esente da difetti: il linguaggio scurrile e la brutalità di alcune scene potrebbero scoraggiare una parte dei lettori più sensibili, così come i dialoghi spesso molto carichi e a tratti pomposi potrebbero far sbuffare chi preferisce un'interazione tra i personaggi più sottile e realistica, piuttosto che così diretta da risultare a volte sopra le righe. Nonostante questo, una volta terminato di leggere lo sconvolgente finale, tutte le mie residue perplessità sul libro sono state spazzate via da un'ondata di emozioni che mi fanno solo desiderare di leggere il capitolo finale il prima possibile!

Recensione di Glinda Izabel

Le prime pagine del romanzo

Tanto tempo fa, un uomo discese dal cielo e uccise mia moglie. Adesso, cammino al suo fianco, in cima a una montagna che si libra sul nostro pianeta. Nevica. Merlature di pietra bianca e vetro scintillante spiccano sulla roccia.
Intorno a noi, vortica un caos avido. Tutti i grandi Oro di Marte sono discesi all’Istituto per rivendicare i migliori, gli elementi più brillanti del nostro anno. Le loro navi brulicano nel cielo mattutino, fendono un mondo di neve e castelli fumanti, verso l’Olimpo, che ho conquistato solo poche ore prima.
«Rivolgi un ultimo sguardo» mi dice mentre ci avviciniamo al suo shuttle. «Tutto ciò che è stato, era solo un bisbiglio del nostro mondo. Quando lasci questa montagna, tutti i legami si spezzano, tutti i giuramenti non sono altro che cenere. Non sei pronto. Nessuno lo è mai.»
In mezzo alla folla, noto Cassio con il padre e i fratelli, diretti allo shuttle. Ci fissano con occhi di fuoco, che spiccano sul bianco, e ricordo l’ultimo battito del cuore di suo fratello. Una mano violenta, dalle dita ossute, mi reclama, stringendomi possessivamente la spalla.
Augustus fissa i suoi nemici.
«Bellona non perdona, né dimentica. Sono numerosi. Ma non possono farti del male.» Mi scruta con occhi freddi. Sono la sua ultima conquista. «Perché tu sei mio, Darrow, e io proteggo ciò che mi appartiene.»
Anche io.
Per settecento anni, il mio popolo è stato ridotto in schiavitù, senza voce, senza speranza. Adesso io sono la loro spada. E anche io non perdono. Anche io non dimentico. Così, mi conduca pure allo shuttle. Mi creda pure suo. Mi accolga nella sua casa, e possa io distruggerla.
Ma poi sua figlia mi prende per mano, e sento le menzogne gravarmi sulle spalle. Si dice che un regno non può sopravvivere quando è diviso in se stesso. Ma nessuno parla mai di quel che succede al cuore.