Sei pezzi da mille

James Ellroy

Traduttore: S. Bortolussi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 762 p.
  • EAN: 9788804501633
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Recensioni dei clienti

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    elanhyer

    02/06/2012 09:57:14

    Una narrazione eccezionale riportata mediante il solito stile di Ellroy. Crudo, spietato, diretto, violento, fulmineo. Una trama avvincente che non risparmia nessuno, che a tratti incute paura e suscita una morbosa forma di soggezione. I personaggi sono grandiosi, ispirano simpatia e ribrezzo allo stesso tempo. Sono personaggi 'maledetti' che agiscono in un decenio di caos, di eventi tumultuosi, di instabilità, di terrore. Gli elementi che ho apprezzato di più sono stati le conversazioni fra le varie figure di quel periodo. Dai loro dialoghi è facile penetrare nel profondo della loro personalità. Un must d'eccezione che va assolutamente letto insieme ad American Tabloid.

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    ferdi

    11/07/2011 22:21:08

    quando l'ho cominciato mi son subito pentito di aver fatto trascorrere 9 anni prima di decidere di leggerlo, esattamente quanti ne son passati dalla lettura di American Tabloid...gli stessi personaggi sia reali che immaginari (ma molto credibili) effettivamente tornano protagonisti e quelli nuovi non sono meno dirompenti , lo stile identico, i dialoghi serrati, le informative del FBI, le trame oscure...confesso che ho impiegato almeno 100 pagine prima di riuscire ad immergermi completamente nell'atmosfera cupa ed opprimente di questo capitolo oscuro della Storia americana...ma quando ho riacquistato il ritmo giusto e' stato uno spasso, tanto che mi e' quasi dispiaciuto essere giunto inevitabilmente alla fine (come raramente capita, soprattutto negi ultimi tempi)... ed alla morte di Ward Littell, come all'esecuzione messa in opera dalla meravigliosa Janice e da Wayne Jr, mi sono sinceramente commosso... Certo ora mi aspetta "Il Sangue e' Randagio"...ma prima ho bisogno di disintossicarmi...come da una droga maligna ma affascinante...una cosa e' certa: non lascero' passare nove anni!!!

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    paolo bertuzzi

    27/02/2011 14:00:13

    Janes Ellroy è un fuoriclasse assoluto. Un genio. Il Maradona, Schumacher, Michael Jordan, o se preferite il John Coltrane o John Lennon della scrittura. Detto ciò, in Sei Pezzi affiora, a tratti, un'ombra di manierismo e di ripetitività. Romanzo da leggere ESCLUSIVAMENTE se si conosce AT e comunque per iniziati, il bello di Ellroy è che credi sempre di vaer capito tutto, di poter prevedere come andrà a finire e invece ti spiazza regolarmente, mischiando orrore e romanticismo estremo con una sapienza sicuramente studiata ma che ti spacca il cuore e ti coinvolge totalmente. Non sono d'accordo che sia superiore a AT, comunque...James è, insieme a Cormac Mc Carthy, lo scrittore che mi ha cambiato la vita

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    iginio

    25/02/2011 21:19:01

    Superbo! La Bibbia per gli amanti del genere.

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    Enrico

    07/02/2011 22:18:27

    Questo è un romanzo di complotti, intrighi, tradimenti, vendette e chi più ne ha più ne metta. Consiglio di leggere la prima parte con molta attenzione, i personaggi intrecciati sono tantissimi. Il finale è stato lasciato un po' in ombra di alcuni episodi, ma tutto sommato un libro sufficiente. La lettura è stata abbastanza scorrevole ma molte le pause durante la narrazione, tanti i dialoghi e non allo stesso modo l'azione, non è il genere che io definisco al cardiopalma, e soprattutto pochissime le descrizioni dei luoghi, dei personaggi, degli eventi. Non è il tipo di narrativa che preferisco. Ma questo non lasci pensare che sia un libro che non abbia apprezzato, anzi nonostante questi aspetti, secondo me negativi, mi ha saputo tenere incollato nel vortice della parole.

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    Giovanni

    19/03/2010 17:11:12

    Libro bellissimo. Trama, personaggi, ritmo e stile di scrittura impareggiabili. Ennesimo capolavoro di J.E.

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    Il Lettore Oscuro

    30/01/2010 15:18:39

    Anni '60: l'America è malata, irriversibilmente malata. Come parassiti, nelle sue viscere trovano accoglienza Mafia, Ku Klux Klan, CIA ed FBI deviate. Congiurano, subornano, corrompono e...sacrificano. Ogni singolo gesto è preordinato alla loro ineluttabile volontà di monopolizzare il sistema. Tre uomini - Pete Bondurant, Ward Littell e Wayne Tedrow Junior - vengono risucchiati in questo spietato vortice. Consapevoli o meno, si troveranno invischiati in sadici giochi di potere che travolgeranno le loro esistenze. James Ellroy continua laddove aveva terminato con American Tabloid. In modo ancora più duro, cinico e impietoso, rievoca avvenimenti e personaggi che hanno segnato un'epoca. O meglio, l'hanno corrotta.

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    gia79

    01/02/2009 00:40:50

    Superiore ad American Tabloid ed ho detto tutto. Ed ora manca poco per Blood's a Rover...

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    sebastiano

    11/07/2008 15:08:08

    Non all'altezza di LA Confidential... Pesante per 3/4... meriterebbe un 5/5 solo per il coraggio di Ellroy nell'intrecciare finzione e realtà, peccato che lo sviluppo narrativo sia quasi sempre scontato... Prima di leggerlo conviene documentarsi...

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    daniele castano

    26/10/2005 09:16:38

    Ellroy non delude neanche stavolta. Ottimo libro, crudele, spietato, affascinante, (e chissà quanto vero?). Il mix di personaggi inventati e storici (da Kennedy e Martin Luther King fino a E. L. Hoover, Jimmy Hoffa, ecc.), il ritmo perennemente incalzante e l'inconfondibile stile di Ellroy fanno sembrare di vivere direttamente quegli avvenimenti e di essene dentro. Lo ritengo superiore ad American Tabloid, che era già un capolavoro. Consiglio questo libro a tutti, specialmente a quelli che vogliono capire come funziona la Storia.

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    Greta

    09/07/2005 10:57:35

    Il libro inizia dalla morte di J. Kennedy e si conclude con la morte di Bob Kennedy e di M.Luther King. 762 pagine scritte con frasi a pezzi, in modo quasi ossessionante, martellante. Ellroy nella complessa trama inserisce come sempre personaggi di fantasia, Wayne jr., Ward Littell, Pete Bondurant, li inserisce in modo perfetto, alternandoli ai veri personaggi quelli che hanno fatto grande l'America. Lo stile è come al solito crudo e violento, ma con un umorismo diverso che in A.T. non c'era. Anche le pagine dove la trama viene interrotta dalle telefonate che Hoover fa, (telefonate con un humor veramente unico) sembrano quasi un modo per spezzare l'estenuante susseguirsi delle tragedie, dei fatti, delle crudeltà che come al solito spiazzano il lettore e nello stesso tempo lo spingono a volere andare avanti nella lettura. Questo è successo a me. Come A.T. non è un libro facile, per niente, carne al fuoco ce n'è molta, la concentrazione non deve fuggire neanche per un attimo, ma come per A.T. vale la pena di leggerlo, anche solo per immergersi nei fatti dell'epoca, per conoscere da vicino le vite degli "eroi" americani. Visti da un'ottica molto cinica e descritti in un modo veramente particolare. C'è di tutto: diritti civili, k.k.klan, mafia, Vietnam, assassini, papponi….c'è anche l'amore, mai romantico naturalmente, e in fondo le donne di Ellroy sono figure dure e scaltre sempre all'altezza degli uomini. Così soffriamo per Wayne e assolviamo Ward e Pete…una vera forza della natura quest'ultimo. Il finale mi è piaciuto tantissimo, al di là della fine di Luthrer King e di Bob Kennedy è come conclude il libro sulle vite dei personaggi di fantasia ….una ciliegina sulla torta! Questo è L'Ellroy che piace a me: niente serial killer da trovare..il vero crimine è la storia. Assolutamente da leggere….

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    smacco

    12/06/2005 02:43:26

    libro molto bello ed a mio parere decisamente all'altezza di american tabloid...ti lascia la curiosità di scoprire se cio' che viene citato nel libro deriva dalla realtà o è in gran parte frutto della genialità dell'autore....se non è reale è pero' decisamente molto molto molto realistico!!! bello ritrovare nelle cronache dell'epoca i personaggi del libro...l'uso di nomi di personaggi veramente esistiti (jack ruby ad esempio) da al libro il tocco in più che lo eleva al rango dei capolavori!!! Tutti coloro che hanno amato American Tabloid non possono rinunciare a leggere il seguito!

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    andrea

    04/02/2005 17:07:20

    secondo me non è all'altezza di "American tabloid", mi dà l'impressione che abbia voluto sfruttare il successo di "A.T."

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    AoxomoxoA

    02/02/2004 09:29:06

    Un misto fra un poliziesco ed un libro di storia contemporanea. In entrambi i casi efficacissimi e perfetti. Secondo me superiore ad American Tabloid.

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    Francesco Pazienza

    19/10/2003 22:24:25

    Per Marco.M In effetti "Il fantasma di Harlot" è un gran libro (ma ti sfido a dire che tu abbia letto 1033 pagine scritte in quel modo senza saltarne qualcuna! o davvero più di qualcuna!),ma non c'entra molto con la trilogia di Ellroy, del quale penso che nessuno leggendolo abbia saltato delle pagine! A parte questo non esistono libri che a paragone di quelli di James Ellroy siano di "un altro spessore".......

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    petrus

    12/10/2002 11:57:18

    Seguito "ideale" del precedente "tabloid", anche questo libro pur nella prosa serrata e personalissima non convince: il coronamento dei sogni infranti si celebra in un opera gladiatoria, che non ha nè capo nè coda. C'è di meglio.

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    Ricca

    05/06/2002 17:36:04

    Mettiamola così: questo pezzo dovrebbe essere letto in qualsiasi scuola dell'obbligo. Sarà anche fantapolitica, ma chissà perché suona molto più reale di qualsiasi altra panzana ci abbiano raccontato sui grandi misteri della vita americana. Sei pezzi da mille è semplicemente il nuovo capitolo dopo American Tabloid. Che già di per sé era un capolavoro ma che questo riesce addirittura a superare. Dove? Nella prosa. Ellroy giunge alla definizione ultimativa del suo stile. Estremizzando la sintesi, calcando la mano sulle ripetizioni, cavalcando un ritmo che neanche l'Ajax di Cruiff ai bei tempi. Il max del contenuto, il max della forma. A cominciare dal lettering del dorso.

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    MarcoM

    27/05/2002 11:02:50

    Stilisticamente fantastico, nettamente superiore al predecessore (American Tabloid). Nel suo genere un capolavoro. Voto 4,5. L'idea alla base dei due romanzi mi ricorda invece "il fantasma di harlot" (se ricordo bene il titolo) di Norman Mailer, capolavoro assoluto e di ben altro spessore letterario (bisogna che lo rilegga quanto prima).

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